Calciomercato invernale: ecco quando è stato decisivo per la salvezza

Si è chiuso ieri sera il calciomercato invernale, noto anche come “mercato di riparazione”. Questo perché l’obiettivo principale è rimediare errori estivi o puntellare la rosa con giocatori che potrebbero dare quel qualcosa in più nella seconda parte di stagione. Spesso questo mercato è decisivo soprattutto per le squadre che lottano per non retrocedere.

Alcune società nel passato hanno completamente rivoluzionato la rosa a gennaio. Per esempio, il Benevento l’anno scorso provò l’impresa cambiando una miriade di giocatori. Il miracolo sportivo non riuscì alla squadra di De Zerbi, che però ottenne alcune vittorie facendo molto meglio del girone d’andata. Stessa cosa fece il Sassuolo nella stagione 2016/2017, questa volta riuscendo invece nell’impresa. I neroverdi comprarono dodici nuovi giocatori, tra cui Floccari, Cannavaro e Sansone, e passarono dall’ultimo posto alla salvezza con una giornata d’anticipo. Non sempre però cambiare molto è stata una scelta vincente. La Sampdoria l’anno della sua ultima retrocessione fece venti operazioni di mercato a gennaio peggiorando però così tanto da incappare in una tanto clamorosa quanto inaspettata retrocessione a fine stagione con Cagni in panchina. Il Crotone, capace di una delle rimonte salvezza più stupefacenti insieme a quella della Reggina di dieci anni fa, potrebbe portare l’esempio opposto: non cambiò quasi niente nel mercato invernale di tre anni fa. La scelta vincente fu quella di affidarsi a Davide Nicola in panchina, con l’allenatore che riuscì a cambiare la mentalità dei suoi giocatori convincendoli di potersi salvare da una retrocessione che sembrava inevitabile.

Spesso la storia recente ci ha insegnato che è meglio azzeccare un giocatore piuttosto che provare tante scommesse. In un breve periodo in cui alla fine risultano decisivi soprattutto gli scontri diretti, un giocatore di qualità spesso fa la differenza.

Molte volte è infatti “bastato” un colpo importante per ribaltare le sorti di una stagione nefasta. Il primo nome altisonante fu quello nel 1999 di Álvaro Recoba, che segnando undici gol in diciannove partite aiutò il Venezia a salvarsi dopo essere arrivato in Laguna trovandolo al penultimo posto. L’intuizione di Zamparini e Marotta di prendere l’uruguaiano in prestito dall’Inter fu vincente, come dimostrato da Recoba in una partita contro la Fiorentina da stropicciarsi gli occhi (4-1 il risultato finale con una punizione da urlo del Chino). Ottimo fu anche l’impatto sulla Serie A di Giuseppe Rossi nel 2007. Il Parma navigava in cattive acque e affiancò l’attaccante italiano a Budan prelevandolo in prestito dal Manchester United. Risultato: ventuno reti in due e salvezza conquistata.

Maxi López fece invece le fortune del Catania nella stagione 2009/2010Mihajlović arrivò in Sicilia a dicembre con la squadra penultima e condusse gli etnei a un girone di ritorno da urlo battendo la Juventus, l’Inter del Triplete di Mourinho e il Palermo nel derby e chiudendo con dieci punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Tra i mattatori di questa magnifica rimonta va sicuramente menzionato l’attaccante argentino: nessun vedendolo arrivare da Mosca si sarebbe aspettato di trovarlo a giugno con un bottino di undici gol in diciassette partite, tra cui una doppietta nel derby menzionato prima col Palermo. L’allenatore serbo starà sicuramente sperando di poter ripetere a Bologna quanto fatto a Catania. Riuscirà uno tra Sansone, Palacio e Destro a ripercorrere le orme di maxi López mutando così le sorti di uno degli attacchi meno prolifici del campionato? A giugno avremo la risposta e vedremo questa volta chi avrà fatto le “riparazioni” più efficaci.

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Nato a Genova, dove vive attualmente. Ama molti sport tra cui basket, calcio, football americano e tennis. Segue il calcio italiano, europeo e sudamericano, con una forte passione per il campionato argentino.