L’Inter non impressiona ma vince. Ecco perché i tre punti (moralmente) valgono ancora di più

Chi si aspettava una Inter travolgente è rimasto sicuramente deluso. La striminzita vittoria contro l’Empoli, ottenuta dopo una partita tutt’altro che entusiasmante, porta in dote tre punti ma non può soddisfare a pieno Spalletti. Soprattutto nel primo tempo l’Inter è rimasta a guardare, rallentando eccessivamente la manovra e non riuscendo a infilarsi nei pochi spazi lasciati liberi dalla difesa toscana. Iachini ha preparato la partita su un piano prettamente difensivo, come di solito si chiede a una “piccola” quando affronta una grande del campionato. E per larghi tratti era riuscito a imbrigliare i nerazzurri, a cui mancava il lampo, lo spunto che potesse mettere in moto Icardi, isolato in avanti.

Nel secondo tempo la musica non è cambiata granché. L’Empoli ha continuato con il suo gioco “taglia e cuci” e ha pure abbozzato qualche timido tentativo in avanti, senza però mettere a repentaglio la porta di Handanovič. Con l’ingresso di Nainggolan qualcosa si è smosso: rispetto a uno spento Vecino il discusso centrocampista belga ha imposto un ritmo più incalzante, provando a svariare su tutto il fronte mediano del campo. L’Inter, complice un Empoli sempre più rintanato nella sua metà campo, ha conquistato qualche metro. E ha trovato il jolly a venti minuti dalla fine, quando Keita, fino a quel momento impalpabile sulla sinistra, ha scoccato un tiro dal limite che si è insaccato con la complicità del palo.

La classica partita dove la squadra meno forte si impegna, riesce per larghi tratti a disinnescare le fonti di gioco e i reparti più pericolosi dell’avversario, ma alla fine esce ugualmente sconfitto. L’Inter ha raccolto più di quanto effettivamente meritasse, visto che probabilmente il pareggio era il risultato più giusto. Ma, come dicevamo sopra, i tre punti valgono oro proprio per questo: in una giornata non certo trascendentale, gli uomini di Spalletti mantengono il terzo posto e possono vedere al futuro con maggiore convinzione e fiducia.

 

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.