Cessione Palermo. A breve ci sarà maggior chiarezza

Quella della cessione della proprietà dell’US Palermo, da circa due anni, è diventata una storia infinita. Dal 2002 sotto il controllo di Maurizio Zamparini i rosanero hanno vissuto alti e bassi con il focoso presidente che in più occasioni ha lasciato intendere di voler mollare la presa. Una volontà che ha assunto i contorni dell’effettività a fine 2016, momento in cui si è cominciato a muovere qualcosa per cedere la quota maggioritaria della proprietà.

E allora ecco che, nel marzo del 2017, Zamparini annuncia di aver venduto all’italo-americano Paul Baccaglini, personaggio eccentrico e pieno di buoni propositi e di idee, appartenente a un fondo di investimenti denominato Integritas Capital, da molti ritenuto “dormiente” e con non eccelse garanzie. I termini per il passaggio definitivo erano stati individuati per la fine di aprile ma i capitali non sono mai arrivati e nel luglio successivo la baracca torna nelle mani dell’imprenditore friulano.

Zamparini, però, non vuole tornare indietro dalla decisione presa, si attivano altri contatti. Intanto il Palermo è retrocesso in B e se da un lato i costi di acquisizione inevitabilmente diminuiscono, dall’altro l’appeal della società fa altrettanto. I costi di gestione di un’azienda in Italia sono enormi rispetto ad altri paesi ed è ciò che da sempre mantiene lontani gli investitori stranieri. Il Palermo sfiora il ritorno in Serie A ma si aprono nuovi scenari di acquirenti alla finestra all’inizio di questa stagione.

Nel giro di poche settimane si concretizza il passaggio della società da Zamparini alla Global Futures Sport & Entertainment, società inglese che opera con le finalità di “attività di consulenza gestionale diverse dalla gestione finanziaria”. Il Ceo risulta essere Clive Richardson, con lui James Sheehan e David Platt, ex nazionale inglese e giocatore di Bari, Juventus e Sampdoria (di cui è stato anche allenatore) negli anni ’90. Ma si scopre che questa società (anch’essa poco strutturata, con un capitale sociale di sole 200 sterline) non è altro che il tramite per la vendita del Palermo, non il soggetto acquirente. Lo stesso Platt si tira fuori dalla vicenda con un comunicato sul sito della Global Futures.

Quindi, ricapitolando, il primo dicembre il Palermo è stato venduto ma non è dato sapere (per ora) a chi. L’atto notarile di passaggio delle quote è firmato a nome della Sport Capital Group Investment Ltd., società creata proprio durante la trattativa di acquisizione e socio di questa è proprio Clive Richardson. A chiarire qualcosa in più è Emanuele Facile, socio anch’egli, che ha tenuto a sottolineare come presto verranno fornite le notizie ufficiali attraverso un comunicato sull’accordo raggiunto con il Palermo per la sua cessione e sulla nuova proprietà.

Eh già perché intanto la Lega di Serie B ha richiesto tutte le documentazioni necessarie per conoscere assetto societario e quant’altro richiesto dalle normative, divenute più esigenti dopo il caso Parma di qualche stagione fa. Per il momento procede tutto secondo le regole, c’è un mese di tempo per le comunicazioni istituzionali. Più che altro in città e con la squadra prima in classifica in Serie B (imbattuta da quasi tre mesi) si cercano maggior serenità, più chiarezza e meno misteri. L’esperienza passata porta più di qualche dubbio sull’effettiva conclusione positiva della trattativa. Non ci resta che aspettare per avere più chiarezza e ci auguriamo, a nome dell’intero movimento calcistico nazionale, che l’investimento fatto sia proficuo e duraturo.