Quando la voglia di superare te stesso ti fa realizzare i tuoi sogni. L’ennesimo record di Alex Zanardi

Il prossimo 23 ottobre compirà 52 anni. Eppure è ancora un ragazzino, per quello che fa vedere in ogni competizione a cui partecipa. Alex Zanardi non si accontenta mai e forse è proprio questo il suo segreto. A impressionare non sono le sue vittorie, seppure il suo palmarés sia stracolmo di successi e, sicuramente, destinato a rimpinguarsi. Non è questo. Ciò che lascia di stucco è la sua voglia di non fermarsi mai, di lottare per superare se stesso. Perché chi, come lui, ha già tutti i record dalla sua, potrebbe benissimo vivere sugli allori e appendere la handbike al chiodo. Ha già fatto la storia, ha già vinto tutto quello che c’era da vincere. Ha dimostrato di essere un combattente vero e di essere più forte della fatica e delle difficoltà.

Ma nonostante questo Alex non si ferma. La sua voglia di continuare lo porta ad andare avanti, a lavorare già per il prossimo obiettivo. Sabato scorso, a Cervia ha portato a compimento l’ennesima prova Ironman, ha ottenuto l’ennesimo record della sua sconfinata carriera. L’Ironman è una prova massacrante: 3.8 km di nuoto, poi 180 km di bici e quindi 42 km di corsa. Zanardi ha letteralmente stracciato il record del mondo della categoria disabili – che, non a caso, apparteneva a lui stesso – abbassandolo di circa trenta minuti: 8 ore, 26 primi e 06 secondi. Ma non ha solo primeggiato nella sua categoria. È arrivato quinto nella classifica generale, mettendo dietro di sé oltre 3000 atleti normodotati.

Un risultato clamoroso, che lui stesso ha sottolineato sul suo profilo Twitter: “La modestia non è la mia qualità migliore, ma oggi me la tiro proprio! 08h26’06”, nei miei sogni migliori non sarei arrivato a tanto. Nuovo record mondiale per la cat. disabili, e quinto assoluto su quasi 3000 atleti in gara! Che roba!”. I sogni, certo. Quelli senza i quali nessun atleta può pensare di farcela. Perché alla fine si può essere forti e determinati quanto si vuole, ma bisogna avere il fuoco dentro. Bisogna sognarla un’emozione, una prestazione, una carriera. Siamo noi che pilotiamo la nostra realtà, provando a renderla più simile ai sogni che culliamo. E questo Alex lo ha imparato già da molto tempo.