Germani Basket Brescia: non chiamatela favola

8 vittorie, 0 sconfitte, primo posto in solitaria e un livello di gioco espresso che affascina e incanta. Ancora imbattuta dopo aver giocato più di metà delle gare del girone di andata, questa Leonessa non sembra volersi  – giustamente – imporre dei limiti.

 

Non è una favola, non è un sogno, ma soprattutto non è un caso. Un record di 8-0 in questo inizio di stagione frutto di una gestione tecnica e societaria quasi sempre impeccabile, oggi come allora. Questa società che nata nel 2009 ha riportato grande entusiasmo per la palla a spicchi nella città bresciana, tredici anni dopo il fallimento del Basket Brescia nel 1996. Da lì una rapida ascesa durata otto anni dalla Serie A dilettanti alla Serie A2 fino alla promozione nel 2016 alla massima serie.

Dal 2014 sotto la guida di Andrea Diana – già vice alla Leonessa dal 2011, prima con Sandro dell’Agnello e poi con Alberto Martelossi. Cresciuto a Brescia, la società ha sempre confermato la propria volontà di voler portare avanti questo progetto con coach Diana, riponendo in lui grande fiducia. Oggi, a distanza di 3 anni dalla sua promozione a capo allenatore, i risultati sembrano ripagare abbondantemente la scelta del presidente Graziella Bragaglio. La mano dell’allenatore è proprio il primo grande punto di forza di questa Brescia. Sì talento offensivo in abbondanza, ma che grazie alla fase difensiva ha costruito la sua imbattibilità e questo filotto di vittorie. Tanta intensità e palle recuperate: questa la ricetta di coach Diana che a oggi consacra la sua squadra come la miglior difesa del campionato, limitando gli avversari a 66.5 punti di media a partita, e la seconda in chiave palle recuperate: 9.1 a partita.

Sull’altro lato del campo spicca invece oltre al lavoro di Andrea Diana un roster di tutto rispetto, composto da quel giusto mix esperienza-gioventù che se ben integrato – come nel caso di questa Brescia – porta alla nascita di una squadra unita e solida dentro e fuori dal terreno di gioco. Luca Vitali è senza dubbio la stella, regista offensivo con 6 assist di media (2° in Serie A) che in questo sistema si sta esprimendo ai massimi livelli di carriera. Suo il canestro della vittoria a Bologna sulla sirena, con una delle giocate più belle di questa stagione.

 

Accanto al play azzurro quattro americani: l’esperto capitano David Moss, i due migliori realizzatori della squadra Dario Hunt (13.3) e Marcus Landry (13.0) e la guardia classe 1995 Lee Moore. Fattore sempre più fondamentale di questa Brescia è però Michele Vitali, fratello e compagno di squadra del più esperto Luca, inaspettatamente e forse anche ingiustamente escluso dal C.T. Meo Sacchetti dalle convocazioni per le gare di novembre di un’Italia sperimentale priva di tanti big. Classe 1991, guardia tiratrice tra le migliori del campionato da oltre l’arco con il 47.4%. Specialità dove a eccellere oltre a Michele Vitali è tutta la Germani Basket Brescia: 37% di squadra da 3 punti (seconda miglior percentuale del campionato dietro all’Umana Reyer Venezia).

Energia, difesa, contropiede e tiro da 3 punti. Quattro ingredienti fondamentali di una realtà costruita e forgiata negli anni da coach Diana, con americani funzionali al progetto e giocatori italiani di grande esperienza o in rampa di lancio. Un piano di lavoro programmato e mirato negli anni, a forte stampo italiano, che non va assolutamente sminuito etichettandolo come la favola del momento.

La Germani Basket Brescia – la miglior squadra italiana di questo campionato, che non corre il rischio di svegliarsi.

Condividi
Studente di comunicazione. Cresciuto nel mondo dello sport, patito di calcio, basket e ciclismo. “Malato” di tecnica e tattica, con un trascorso più da calciatore che da giornalista.