Maywheater nella storia della boxe. A McGregor l’onore delle armi

Alla fine il pronostico è stato rispettato. Floyd Maywheater, il campione di boxe, ha battuto Conor McGregor, il campione di arti marziali miste. Ha ottenuto la vittoria per ko tecnico alla decima ripresa, dopo un incontro vibrante e più equilibrato del previsto. L’irlandese ha cominciato bene, mostrando sul ring la stessa caparbietà mostrata nei giorni antecedenti la sfida. Ma ha finito per calare alla distanza, come era presumibile, e dall’ottava ripresa l’americano ha preso nettamente il sopravvento. Fino alla decisione dell’arbitro di sospendere la contesa.

Come detto, McGregor ha lottato con voglia e ardore, e gli va tributato senza dubbio l’onore delle armi. Non era facile per lui calarsi in una disciplina mai affrontata, per giunta contro un avversario imbattibile fino a quel momento. Le differenze, tra combattere in un ring di boxe o di arti marziali miste, sono notevoli. Non solo perché non si possono usare piedi e gambe. Ma anche perché la stessa gestione dell’incontro è tutt’altra cosa. Intanto perché nel MMA si lotta per cinque tempi da 5 minuti ciascuno (che equivalgono, tutti insieme, a circa otto riprese) e poi perché l’occupazione del ring è completamente differente. Maywheater, come ha detto a fine match, ha puntato molto su questo calo del suo contendente. Lo aveva previsto, e ha saputo sferrare i colpi decisivi proprio quando McGregor era agli sgoccioli delle forze. Ha vinto da campione, soffrendo l’esuberanza dell’irlandese ma evitando di andare in difficoltà in quei momenti. Per lui, quarant’anni compiuti a febbraio, si tratta del cinquantesimo successo su cinquanta incontri: un filotto perfetto che sottolinea ancora una volta la sua grande classe e che lo pone in testa ai pugili dell’ultimo ventennio.

Molti credevano che la disfatta di McGregor sarebbe stata di dimensioni epiche, non lo è stata. Chissà se hanno ragione coloro che ritengono che Maywheater abbia deciso di svoltare volontariamente solo alla decima ripresa per “esigenze di copione”. Effettivamente il divario era molto largo tra i due, e pronosticare una debacle dell’irlandese in poche riprese non sarebbe stato un delitto. Ma, a parte eventuali illazioni o ipotesi, è una cosa che non sapremo mai. Quel che sappiamo è che l’incontro ha saputo soddisfare le attese e ha fruttato 200 milioni di dollari a Maywheater e 100 a McGregor. Una buona ragione, per entrambi, per dire “se tornassi indietro, lo rifarei”.