Super League greca 2016/2017 – La TOP 11

Con la Super League greca prosegue il nostro viaggio attraverso i maggiori campionati europei. Dopo i verdetti di fine stagione della scorsa settimana, oggi è la volta della TOP 11 del campionato greco:

Portiere

Živko Živković (Xanthi, 1989) – Spesso seconda scelta tra le fila del Partizan di Belgrado, il portiere serbo arriva in Tracia con un solo desiderio: continuità. Obiettivo raggiunto, dato che è l’unico giocatore (insieme al collega del Panetolikos Kyriakidis, altro meritevole) ad aver giocato ogni singolo minuto di questa Super League. Mai Lucescu ha avuto dubbi sul guardiano dei pali: sempre sicuro e con la difesa in pugno, quasi mai si è reso protagonista di interventi avventati. La solidità che ha fatto dello Xanthi una pretendente playoff partiva da lui.

Difensori

Léo Matos (PAOK, 1986) – Capocannoniere del PAOK, mica male per un terzino! Sebbene sotto porta i bianconeri abbiano faticato parecchio prima dell’arrivo di Prijović, sul gioco espresso non c’è mai stato dubbio e Léo Matos, brasiliano d’Ucraina, ne è sempre stato parte attiva. Il numero 3 bianconero è stato perennemente una spina nel fianco del dirimpettaio di turno e, più in generale, dell’intera difesa avversaria quando saliva sui calci piazzati. Il suo bottino di sei reti, unito al fatto che si è spesso proposto al cross e ancor più alla finalizzazione, lo hanno reso un elemento indispensabile. Un tipo di giocatore che a Salonicco non si vedeva da tempo.

Spyros Risvanis (Panionios, 1994) – Centrale di gran talento, non solo è parte integrante del sogno Panionios, ma finisce pure la stagione col contratto dell’Olympiakos in tasca. Una grande stagione per Spyros Risvanis, nato e cresciuto nel Panathinaikos ma in rossoblu da due stagioni intere: 24 presenze condite da tre reti e grande affidabilità in coppia con Oikonomou. Ventitré anni compiuti a gennaio e la consapevolezza di poter rappresentare il futuro del calcio ellenico in Europa.

Panagiotis Retsos (Olympiakos, 1998) – Votato miglior esordiente del campionato, gli piacciono Bonucci e Thiago Silva, ma si ispira alla rocciosa fisicità di Olof Mellberg, che al Pireo ha portato a termine stagioni memorabili. Partito come terzino sinistro, poi accentrato nel suo ruolo naturale, Retsos ha giocato 18 partite spiccando per adattamento e qualità tecniche. Qualche errore di gioventù, soprattutto in coppia con l’altro giovane centrale Vianna, non mina una stagione d’esordio molto buona, che fa pregustare una fulgida carriera.

Alberto De La Bella (Olympiakos, 1985) – Dopo una vita alla Real Sociedad, il catalano cambia aria e dà un buon apporto di esperienza alla retroguardia dell’Olympiakos. Nonostante un infortunio lo tenga lontano dai campi nella prima parte di stagione, De La Bella non si è mai risparmiato in campo: attento in difesa, si è concesso solo un paio di ammonizioni, mentre nelle sue sortite offensive ha collezionato cinque assist e una doppietta contro il PAS Giannina, gara che ha assegnato il titolo ai biancorossi.

Centrocampisti

Manolis Siopis (Panionios, 1994) – Insieme al compagno di reparto Panagiotis Korbos forma la linea mediana migliore del torneo: un numero impressionante di palloni recuperati e passaggi a buon fine, tanto aiuto alla difesa e sempre in prima linea nell’impostare l’azione e far ripartire la squadra. Nella top 11 ci va il ventiduenne di Alexandroupoli, ma il premio è per tutto il comparto di metà campo della truppa di Milojević, che proprio lì trovava la chiave per fare risultato.

Evgeniy Shakhov (PAOK, 1990) – Dopo un centrocampista di rottura e impostazione, ci vuole un buon elemento offensivo e, in quanto a capacità di inserimento, pochi tengono il passo dell’ucraino del PAOK. Sempre prezioso sia nel far girare il pallone sia nel cercare la profondità, Shakhov si è saputo adattare a ogni soluzione tattica e ha trovato per ben quattro volte il gol. Qualche ammonizione di troppo nel corso della stagione, ma nell’ultima parte, quella in cui il PAOK ha stracciato ogni avversario, è stato elemento essenziale.

 

Petros Mandalos (AEK, 1991) – Vederlo così in forma fa bene al morale degli sportivi ellenici, anche in ottica Nazionale. Il folletto della trequarti ateniese firma una stagione strepitosa, in cui è stato il fulcro del gioco sotto Ketsbaia e Moraes, ma soprattutto con Jiménez. Lo spagnolo ha sfruttato appieno le capacità del suo capitano, piazzandolo sia al centro sia largo sulle fasce, ma sempre col compito di dirigere la manovra dei suoi. Il tracio cresce non solo tecnicamente ma anche di personalità.

Attaccanti

Lucas Villafáñez (Panathinaikos, 1991) – Trequartista sotto Stramaccioni, più stabilmente ala con licenza di accentramento con Ouzounidis. Fatto sta che Villafáñez è, secondo chi vi scrive, un’imprescindibile fonte di qualità e fantasia nel gioco spesso macchinoso dei verdi. Come spesso accade ai fantasisti in balia da calcio emozionale, quello che manca è la continuità, ma ciò non toglie che, soppesato l’apporto alla squadra, l’argentino debba essere un punto fermo della ricostruzione del trifoglio.

Sebá (Olympiakos, 1992) – Parlano i numeri: 26 presenze, 4 gol e 10 assist. L’ala brasiliana dell’Olympiakos ha vissuto la stagione della consacrazione, passando da rincalzo a titolare fisso. Dotato di grande velocità e di due piedi aggraziati, Sebá è stato devastante soprattutto nella prima metà del campionato, in cui non ha saltato una gara né in Super League, né in Europa. Una buona fetta del quarantaquattresimo titolo dei biancorossi deriva dal classe ’92, in continua crescita.

Marcus Berg (Panathinaikos, 1987) – Ventidue gol in ventotto presenze. La metà dei gol complessivi segnati dalla squadra. Miglior marcatore in Super League dai tempi di Djibril Cissé (mica cotica!) e alla stessa quota di mostri sacri come Mavros e Nikolaidis. Non ci sono dubbi che lo svedese sia uno dei migliori attaccanti della storia contemporanea del calcio ellenico. Con un altra stagione, anche a livelli meno esaltanti, riuscirà a entrare tra i migliori cinque cannonieri della storia del Panathinaikos.

IN PANCHINA

Alexandros Paschalakis (PAS Giannina, 1989) – Una nomination di affetto. Il povero Alexandros arriva alla sua prima stagione con più di cinque presenze alla veneranda età di 27 anni. E che stagione! Non solo scalza Peristeridis dalla titolarità, ma sfoggia parate eccezionali anche a fine campionato, quando tutti i suoi compagni sono ormai in vacanza. L’interesse della Roma è un premio meritato.

Marin Leovac (PAOK, 1988) – Sulla sinistra, prende e va. Terzino classico, a tutto campo, centrocampista di sinistra: qualsiasi organizzazione tattica abbia in mente il suo allenatore, lui sa cosa fare. Alla sua seconda stagione greca, Leovac è un giocatore più maturo, legge bene i movimenti, difende con freddezza e sa spingere.

Chrysovalantis Kozoronis (PAS Giannina, 1992) – Erede del ruolo di Tsoukalas e alla prima stagione da titolare fisso col PAS, il cretese Kozoronis si è rivelato un elemento essenziale del 3-5-2 di Petrakis, che lo ha anche usato come tappabuchi in più ruoli difensivi, oltre che nella sua naturale e ben onorata posizione di centrocampista di rottura.

Javier Umbides (Atromitos, 1982) – Un argentino che, a 35 anni suonati, corre dappertutto e smista palloni a non finire ce l’abbiamo in mente, qualche anno fa, sponda nerazzurra del naviglio. Il ruolo è opposto, ma Javi Umbides ha la gamba, il cuore, i piedi e i polmoni dei sudamericani che più amiamo. Mettilo dove vuoi. Premio da condividere col compagno Martin Tonso. E via di tango.

Thodoris Vasilakakis (Xanthi, 1988) – Dopo qualche uscita a vuoto, questa è la stagione del battesimo di Vasilakakis: il trequartista tracio è entrato di diritto tra i grandi giocatori del panorama greco. Il gioco gira intorno a lui, è il raccordo perfetto tra i reparti, sa subito a chi dare il pallone in una squadra davvero ben costruita. E poi quel gol al Leoforos…

Giorgos Giakoumakis (Platanias, 1994) – E chi se li aspettava undici gol dal piccolo cretese? Tra l’altro con un piglio da calciatore navigato e una capacità di adattamento niente male! Sia come riferimento isolato in avanti, sia come appoggio a Manousos o Signevich, il giovane di casa Giakoumakis disputa alla grande la sua prima stagione da titolare e ora le grandi lo corteggiano.

Hamza Younès (Xanthi, 1986) – In Romania segnava a nastro. Lucescu lo conosce e lo vuole in squadra a finalizzare i contropiedi. Risultato: 19 gol in campionato, migliore stagione in carriera e secondo miglior marcatore stagionale della storia della Regina di Tracia. Ottime statistiche per un trentunenne tunisino, reduce dal campionato iraniano, che si è trovato al posto giusto, al momento giusto e con la voglia di giocare di un ragazzino.

ALLENATORE

Vladimir Ivić (PAOK) – La palma di miglior allenatore se la contendevano due serbi: Milojević ha costruito un Panionios gioiellino, ma Ivić ha dimostrato capacità sopra la media e una sicurezza davvero invidiabile per un allenatore alla prima esperienza stabile in prima squadra. Se già nel finale di stagione 15/16 aveva gettato le basi, a bocce ferme, a giugno 2017, possiamo dire tranquillamente che la squadra con l’idea di gioco più chiara, il calcio più bello e gli attributi più consolidati era la sua. Menzione speciale per la caparbietà del fu bomber balcanico: un allenatore che mette alla porta i senatori che mettono in discussione il suo potere e destabilizzano lo spogliatoio va già ammirato; se poi sa costruire una squadra così bella e perennemente in evoluzione, non può che meritare tutti gli onori del caso.