Europei Under 21 2017 – Dalla Jugoslavia alla Svezia, passando per il dominio azzurro: la storia e l’albo d’oro del trofeo
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Il Campionato Europeo Under 21, almeno nella forma in cui lo conosciamo oggi, diventa un appuntamento fisso a partire dal 1978. Lo schema è il seguente: si parte con una fase di qualificazione, alla quale partecipano 24 squadre divise in 8 gironi. Da questi gironi scaturiscono le otto finaliste, che si affrontano in sfide di andata e ritorno fino alla finale. La prima edizione – alla quale partecipa anche l’Italia di Azeglio Vicini, che però viene sconfitta ai quarti dall’Inghilterra – se la aggiudica la Jugoslavia, che trionfa sulla Germania Est.
Due anni dopo la storia si ripete, almeno per quanto riguarda l’Italia. Gli azzurri vengono stoppati ai quarti di finale, stavolta dall’URSS. I sovietici riescono a superare anche Jugoslavia e Germania Est e si laureano campioni. Nel 1982, anno in cui la Nazionale Maggiore vince il Mondiale in Spagna, gli azzurrini incappano ancora una volta nella maledizione-quarti. Stavolta a frenarli è la Scozia. Questa edizione viene vinta dall’Inghilterra che, battendo la Germania Ovest, spezza il dominio delle squadre dell’Est. Il 1984 conferma la forza degli inglesi, che grazie all’asto nascente Mark Hateley portano a casa la coppa per il secondo biennio di fila. Stavolta è la Spagna a soccombere, sconfitta sia a Siviglia (0-1) sia a Sheffield (0-2).
Ma il tempo è galantuomo e il 1986 segna il riscatto delle Furie Rosse: gli iberici riescono a superare in finale proprio l’Italia, che annovera tra le sue fila calciatori dal futuro radioso come Mancini, Vialli e Giannini. Gli azzurrini vincono in rimonta l’andata, proprio grazie al duo Vialli-Giannini, ma a Valladolid la Spagna fa suo il ritorno con identico punteggio e prevale ai calci di rigore. Fatali, per gli uomini di Vicini, gli errori di Giannini, Desideri e Baroni dal dischetto.
Il 1988 è la prima volta della Francia. I transalpini – in cui gioca il futuro astro del Manchester United Cantona – fanno valore il loro maggior tasso tecnico e si portano a casa il trofeo, prevalendo sulla Grecia nella doppia finale. Gli ellenici resistono all’andata in patria, ma nel ritorno di Besançon cedono nettamente 3-0.
Nel 1990 il trofeo torna in Unione Sovietica. La doppia finale è uno spettacolo: a contendere il titolo ai russi – nelle cui fila ci sono giocatori del calibro di Mostovoi, Kanchelskis e Kolyvanov – c’è la Jugoslavia, composta da calciatori di assoluto talento e dal sicuro avvenire. Su tutti, Savićević, Boban, Bokšić, Jarni, Prosinečki, Šuker, che faranno le fortune di squadre italiane e non. Alla fine la spunta l’URSS, che vince entrambe la partite e alza al cielo il trofeo continentale.
L’Italia, superata in semifinale dagli jugoslavi, si rifa ampiamente nelle edizioni successive. Comincia l’era delle tre vittorie consecutive, firmate da Cesare Maldini. Nel 1992 gli azzurrini si impongono sulla Svezia, riuscendo a prevalere nel primo dei due confronti (a Ferrara, dove finisce 2-0 grazie alle reti di Buso e Sordo) e perdendo il secondo di misura (0-1). Nel 1994 arriva il bis: stavolta è il temibilissimo Portogallo della generazione d’oro di Figo, Rui Costa e Joao Pinto ad arrendersi. Le squadre vanno ai supplementari e, quando tutto lascia presagire i calci di rigore, è il golden gol di Pierluigi Orlandini a sentenziare la vittoria italiana. Nel 1996 l’Italia cala il tris prendendosi la sua rivincita nei confronti della Spagna. Finisce ben diversamente rispetto a dieci anni prima, visto che questa volta i rigori sorridono agli azzurrini di Maldini, che si impongono dopo una gara a dir poco sofferta.
Il 1998 sancisce il passaggio di consegne alla Spagna, che diventa campione superando la Grecia in finale grazie a un gol di Iván Pérez. Si tratta però di una parentesi, perché nel 2000 l’Italia di Marco Tardelli si riprende lo scettro europeo sconfiggendo 2-1 la Repubblica Ceca e scoprendo la genialità di Andrea Pirlo, autore di una doppietta. Ma, come la storia degli Europei insegna, la squadra sconfitta in finale si rifa nell’edizione seguente. Nel 2002 cechi sono freddi dal dischetto e, dopo lo 0-0 con cui concludono tempi regolamentari e supplementari, battono la Francia.
E l’Italia? Tranquilli, torna a vincere nel 2004, guidata da un altro eroe di Spagna ’82, Claudio Gentile. Gli azzurrini partono male nel proprio girone, cedendo alla Bielorussia. Ma nei due decisivi match successivi si impongono, contro Serbia e Montenegro e Croazia, qualificandosi comunque come primi della classe. In semifinale hanno la meglio sul Portogallo 3-1, antipasto del successo finale che arriva con un rotondo 3-0 ai danni della Serbia e Montenegro.
Nelle due edizioni successive, ossia nel 2006 e 2007 (si gioca solamente un anno più tardi per sfalsare il campionato under 21 dalle competizioni continentali riservate alle Nazionali maggiori) si impone l’Olanda, che nelle due finali disputate ha vita facile sia contro l’Ucraina (3-0) sia contro la Serbia (4-1).
Passano due anni e stavolta la regina è la Germania, che in finale non lascia scampo all’Inghilterra. I tedeschi si dimostrano squadra compatta e forte in ogni reparto, a partite dalla porta, difesa dall’astro nascente Neuer. È il preludio al dominio spagnolo, che porta gli iberici a vincere le successive due edizioni: la prima li vede trionfare sulla Svizzera 2-0; la seconda gli consegna la coppa contro – ahi noi – l’Italia per 4-2.
Si arriva così all’ultimo capitolo di questa storia. Il campionato europeo 2015 incorona la Svezia, abile a superare il Portogallo ai calci di rigore. Gli scandinavi, da outsider, superano indenni un girone tosto composto dall’Italia, dall’Inghilterra e dallo stesso Portogallo. Poi in semifinale non hanno problemi a liquidare i cugini danesi, mentre in finale la lotteria dei rigori li consacra per la prima volta come campioni europei.
ALBO D’ORO DELLA COMPETIZIONE
1978 Jugoslavia
1980 Unione Sovietica
1982 Inghilterra
1984 Inghilterra
1986 Spagna
1988 Francia
1990 Unione Sovietica
1992 Italia
1994 Italia
1996 Italia
1998 Spagna
2000 Italia
2002 Repubblica Ceca
2004 Italia
2006 Olanda
2007 Olanda
2009 Germania
2011 Spagna
2013 Spagna
2015 Svezia
