Verso Francia 2016 – Le Nazionali partecipanti: l’Islanda

 

“Messieurs faites vos jeux”. Chi salirà stavolta sul trono europeo dopo il dominio spagnolo delle ultime due edizioni? Ventiquattro Nazionali si daranno battaglia e si contenderanno il titolo continentale: proviamo a conoscere meglio ciascuna partecipante a Francia 2016 attraverso due appuntamenti quotidiani, uno alle 10 e uno alle 18. Ecco a voi tutte le squadre in lizza.

nazionale islanda 2016 PPAMARCORD EUROPEOEuro 2016 rappresenterà per l’Islanda un’indelebile pagina di storia,  coincidendo con l’esordio assoluto della Nazionale nordica in una Competizione internazionale. Guai però, a definire miracolo quello islandese: i grandiosi risultati raccolti da Lagerbäck e Hallgrímsson sono infatti figli di oltre 15 anni di investimenti e politiche mirate allo sviluppo dello sport da parte delle autorità islandesi. A sottolineare l’assoluta non casualità del “miracolo” islandese, la qualificazione a Brasile 2014 svanita solamente ai playoff contro la Croazia, e la qualificazione per gli Europei di Francia centrata con due giornate d’anticipo.

LA STRADA PER LA FRANCIA – A bocce ferme, per l’Islanda, un girone di qualificazione con Olanda, Repubblica Ceca, Turchia, Kazakistan e Lettonia lasciava presagire ad un Europeo di Francia visto in televisione. Senza scomporsi, i ragazzi di Lagerbäck centrano sei vittorie nelle prime sette gare, perdendo solamente in Repubblica Ceca e sconfiggendo due volte l’Olanda, fino a staccare il pass per la Francia con due turni d’anticipo grazie alle 0-0 con il Kazakistan, che fa esplodere lungo tutta la “Terra dei ghiacci”.

LA DIFESA – Nel 4-4-2 della formazione islandase, a presidio dei pali trovera posto il trentaduenne Halldórsson, in prestito Bodø/Glimt dagli olandesi del NEC; davanti a lui, da destra a sinistra, Sævarsson, lo svedese naturalizzato ÁrnasonSigurðsson e Skúlason. Poche le chance che Lagerbäck si scosti dalla retroguardia titolare lungo tutte le qualificazioni, con il cesenate Magnússon e Ingason in prima fila tra le riserve.

IL CENTROCAMPO – Corsa, tecnica e polmoni nel centrocampo islandese, in linea a quattro come la retroguardia: inamovibili l’ex Pescara e Samp Bjarnason sulla destra, Gunnarsson a far legna in mediana, il gioiellino Sigurðsson a illuminare le trame offensive islandesi e, sulla sinistra, Guðmundsson in vantaggio su Hallfreðsson anche a causa, oltre che di un’anagrafica più verde, della stagione negativa del centrocampista dell’Udinese.

L’ATTACCO – Tra i pochi rebus da sciogliere, per Lagerbäck e Halgrimmson, il partner d’attacco di Sigthórsson. Sicuro del posto il centravanti del Nantes, spalleggiato a lungo durante le qualificazioni dal giovane Böðvarsson del Kaiserslautern. In risalita le quotazioni di Finnbogason, capace di mettere a segno 7 reti in 15 partite con l’Augsburg da Febbraio a Maggio, mentre parte defilato (e quasi da uomo-spogliatoio) l’eterno 37enne Eidur Gudjohnsen; da non escludere, in caso di più abbottonato 4-4-1-1, che sia Sigurðsson a giostrare alle spalle di Sigthórsson.

IL PUNTO DI FORZA – Le poche aspettative su una Nazionale che vive come un successo il solo fatto di aver centrato la qualificazione, anche se non per questo i ragazzi di Lagerbäck e Halgrimmson vorranno limitarsi a partecipare. Gylfi Sigurðsson è  la stellina di una squadra che fa del collettivo e di una solida organizzazione i propri punti di forza sul campo, potendo contare anche sull’esperienza che molti dei 23 selezionati per la Francia stanno maturando in vari campionati europei.

IL PUNTO DEBOLE – Le tante virtù di squadra della Nazionale islandese sono bilanciate da un tasso tecnico che, confrontanto con quello delle compagini più quotate e/o blasonate, sembra essere inferiore. A questo si aggiunge la coperta piuttosto corta di una Nazionale che, nelle gare ufficiali, difficilemente si è scostato dall’undici titolare: per una competizione “lampo” come il Campionato Europeo potrebbe non costituire un problema rilevante, ma la mancanza di ricambi all’altezza dei titolari potrebbe, in certe circostanze, rivelarsi un problema non da poco.

IL COMMISSARIO TECNICO –  Privo di un brillante passato da calciatore, Lars Lagerbäck è noto al grande pubblico principalmente per aver guidato la Nazionale svedese dal 2000 Lagerback Halgrimmsonal 2009. Dopo due decenni trascorsi alla guida di club minori in Svezia, nel 1990 viene nominato responsabile delle Nazionali giovanili svedesi, incarico che ricopre per 5 anni. Nel ’98 è il vice allenatore della Svezia  di Tommy Söderberg, che nel 2000 affianca come ct fino al 2004, quando rimane l’unico allenatore della Nazionale nordica. Nonostante i buoni risultati ottenuti, conla Svezia sempre presente ad Europei e Mondiali tra 2000 e 2009, la mancata qualificazione ai mondiali sudafricani gli costa la panchina; in Sudafrica però, Lagerbäck vola lo stesso guidando la Nigeria, non riuscendo però a superare il girone. Riparte nel 2011 dalla Nazionale islandese, mancando la qualificazione a Brasile 2014 solamente ai playoff contro la Croazia, ma è l’artefice principale della qualificazione dell’Islanda a Euro 2016; merito, quest’ultimo, che va condiviso con Heimir Hallgrímsson, che nominato vice di Lagerbäck nel 2011 nel 2014 è stato promosso a commissario tecnico congiuntamente a Lagerbäck, che sostituirà dopo l’Europeo rimanendo commissario tecnico unico della Nazionale islandese.

LA FORMAZIONE TIPO (4-4-2) – Halldórsson; Sævarsson, Árnason, Sigurðsson, Skúlason; Bjarnason, Gunnarsson, Sigurðsson, Guðmundsson (Hallfreðsson); Sigþórsson, Finnbogason.

PROSPETTIVE EUROPEE – Forte della compattezza ed organizzazione di squadra di cui si è parlato, oltre che di qualche buona individualità, alla felicità per la storica qualificazione agli Europei l’Islanda può aggiungere il sollievo per un girone duro, ma non impossibile, che non scoraggia sogni di gloria. Con il Portogallo probabile padrone del gruppo F, Austria e Ungheria sono avversarie sicuramente alla portata per la compagine nordica, che legittimamente può mettere nel mirino una qualificazione agli ottavi di finale; da lì in poi, qualsiasi cosa arrivasse dopo rappresentarebbe solamente l’ulteriore conquista, di un Europeo andato oltre ogni previsione.