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Ripartire da qui, dall’Italia: archiviata la fase a gironi delle coppe europee, le grandi del nostro calcio si rituffano sulla realtà del campionato. Tutte promosse, nessuna è rimasta a piedi. Bene il passaggio delle due rappresentanti in Champions League, ma ci sono luci e ombre: la Juventus ha gettato al vento la chance di passare come prima nel girone (e una marea di occasioni da gol), la Roma è passata rischiando tantissimo, tra i fischi dei tifosi.

Visti i recenti risultati deludenti, dalle parti di Trigoria la mancata eliminazione dalla coppa dalle grandi orecchie l’avranno presa come l’acqua nel deserto. Ma il problema è (anche) un ambiente in subbuglio, nel pieno della tensione tra dirigenza (non indispensabili neanche le storie tese all’interno della rosa) e tifosi. Quando ti qualifichi nella competizione più bella e importante che c’è e ti fischiano non è un bel segno: Roma passata senza convincere, con 6 miseri punti (due anni fa a Benítez non ne bastarono 12…). E adesso sorteggio e tabellone spaventano: il confronto con la maggior parte delle prime appare impari, per una questione di personalità oltre che di valori tecnici, nell’eterno déjà vu della crisi dopo la goleada subita.

Certo meno preoccupata la Juventus, ma non sono mancate le difficoltà. Paradossale aver chiuso seconda un girone vinto dal Manchester City battuto due volte, pazzesca l’involuzione realizzativa di Morata a livello continentale; a Vinovo si augurano che l’ex madridista si svegli sul più bello, dove non c’è domani. Resta che servirà un’urna fortunata: la Juve si sarà pure ritrovata, ma il Barcellona così com’è sembra ingiocabile. Meno preoccupante – anche alla luce delle prove di forza del 2015-2016 e del salto di qualità sul piano mentale – un ipotetico incrocio con una delle altre prime, anche se contro Bayern o Real i bianconeri non partirebbero favoriti.

Passato il turno le italiane in Champions (con due secondi posti di cui uno risicato), l’Europa League ha detto dell’altro. Smaltita la delusione dell’eliminazione estiva (e precoce) della Sampdoria, la truppa s’è ben comportata: un po’ di sufficienza qua e là per la Fiorentina, tuttavia sempre in controllo della situazione e qualificata ieri sera. Promossa la Lazio (contestata, come i cugini, nonostante il passaggio di turno europeo), devastante il Napoli: asticella molto più bassa rispetto agli avversari della coppa del piano di su, ma 6 punti e 22 gol messi a segno valgono l’ingresso nel club dei favoriti, ora nobilitato dalla presenza di un’eccellente decaduta come il Manchester United.

Se smettere, per un po’, di viaggiare in tutto il continente agevolerà il percorso prossimo venturo delle sorelle d’Europa lo scopriremo. Di sicuro, chi deve rimontare può pensare di farlo ora, chi è in striscia positiva capirà dove è possibile arrivare, chi è in crisi potrà guardarsi allo specchio e capire qualcosa su questo campionato: a patto di sbrigarsi, perché poi riparte la giostra europea.