Non è mai troppo tardi per realizzare i proprio sogni. Roberta Vinci lo ha scoperto ieri, battendo in tre set la francese Kristina Mladenovic e qualificandosi alle semifinali di uno Slam per la prima volta in carriera. Ci riesce proprio a New York, dove aveva già raggiunto i quarti nel 2012 e nel 2013, senza però riuscire a fare quel passo in più.
Ce l’ha fatta quest’anno, a 32 anni, dopo una stagione non positiva e con la sensazione di aver già dato il meglio. Roberta invece ha saputo smentire chi la dava sul viale del tramonto, prendendosi quella semifinale che è un premio alla sua bellissima carriera.
Quello contro Kiki Mladenovic non è stato un bel quarto di finale, ma era prevedibile che la tensione e la paura la facessero da padrone e così il 6-3 5-7 6-4 non ha mostrato un gioco esaltante da parte delle due, ma nella tremenda guerra di nervi ha avuto la meglio Roberta, lei che in carriera ha sempre pagato l’emotività nei momenti importanti.
Il tabellone le ha sicuramente dato una mano: nessuna delle quattro avversarie battute dall’azzurra era testa di serie, l’unica che avrebbe dovuto incontrare (Eugenie Bouchard) ha dato forfait, ma le partite in ogni caso bisogna vincerle e Vinci lo ha fatto meritandosi una meravigliosa semifinale.
Ad aspettarla c’è la numero 1 del mondo Serena Williams, che ha fatto un altro passo verso il suo Grande Slam battendo 6-2 1-6 6-3 la sorella maggiore Venus nel 27esimo “Sister act”. Venere ha giocato una buonissima partita, ma nessuno pensava che potesse davvero battere la sorellina.
Non le si poteva chiedere di aver la forza di distruggere i sogni di una delle persone che ama di più in vita sua, ma è riuscita comunque a fare una bella figura nonostante la natura della partita, la sua età non più giovanissima e la malattia che la tormenta.
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