Patrizia Panico: “Il calcio femminile merita rispetto”

Patrizia Panico ha rilasciato martedì 19 maggio un’intervista ai microfoni di Radio M2O dove l’attaccante dell’Agsm Verona e della Nazionale Italiana ha commentato le dichiarazioni (presunte) di Felice Belloli, presidente della Lega Nazionale Dilettanti («Basta dare soldi a queste quattro lesbiche»):

“Le dichiarazioni di Belloli? In quella frase, l’offesa ha tante sfaccettature. Intanto c’è l’aspetto sessista: purtroppo il calcio femminile è circondato da molti pregiudizi e da una mentalità ancora troppo maschilista. Inoltre, c’è l’aggravante dei soldi: purtroppo, alcune calciatrici sono tuttora in causa con i club per prendere anni di stipendi arretrati, oppure ci sono tetti limite per i nostri accordi economici che non sono paragonabili a quelli del calcio maschile. Pertanto, l’unica strada percorribile sono le dimissioni da parte di Belloli: lui è a capo di una Lega che dovrebbe far crescere il calcio femminile, ma con certe dichiarazioni dimostra di non avere l’intenzione di favorire questo sport, né tantomeno l’interesse. Patrizia Panico portavoce delle calciatrici italiane? La mia voce rispecchia la volontà di tutte le giocatrici, perché siamo costantemente in contatto: ormai, tra i dilettanti ci sentiamo strette e chiediamo la formazione di una Lega autonoma che faccia capo alla Federcalcio. Il rinvio della finale di Coppa Italia per protesta? Non è una strada che ci piace, visto che crediamo in certi ideali come la passione. Ma serviva una presa di posizione forte, che dimostrasse la nostra arrabbiatura. Spero comunque che la finale si disputi regolarmente o al più presto. La solidarietà verso il calcio femminile? Questa tematica riguarda l’Italia intera, non soltanto il mondo femminile. Anzi, a noi farebbe piacere ricevere maggiore appoggio dagli uomini, perché le donne hanno già rispetto verso il loro sesso. In più, desidero che il calcio sia unificato e vorrei che calciatori e calciatrici portassero avanti la stessa linea: le giocatrici meritano rispetto”.