Brasile 2014, il personaggio: il sorteggio

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Un personaggio al giorno, dentro o fuori dal rettangolo di gioco, fino al 14 luglio: durante tutti i Mondiali vi regaleremo quotidianamente la biografia compressa di giocatori e non solo. Oggi è il turno del sorteggio, in grado di condizionare non solo il calendario delle partite, ma anche proprio il tempo atmosferico delle stesse.

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Sicuramente sul blu si vede di meno che sull’azzurro. Il sudore, dico. Sull’azzurro è ben evidente: vale sia per le camicie che per le maglie da calcio. Sul blu, forse, scuro su scuro non si nota granché. Il motivo, il vero motivo, dev’essere stato questo, presumibilmente.

Il motivo di cosa, mi chiedete? Il motivo per cui l’Italia è finita nell’urna “sfortunata”, quale nona squadra europea, malgrado la classifica (in italiano moderno ranking) dicesse che spettava ad altri (Francia a ottobre, Russia a novembre). Questo è sport, il sudore deve vedersi: giusto mandare gli azzurri a Manaus come europea di Serie B.

E così, ieri si è visto: la Francia ha potuto maramaldeggiare contro l’Honduras (ma solo nel secondo tempo: nel primo, per passare in vantaggio ha dovuto aspettare un rigore allo scadere, con gli avversari rimasti in dieci), e adesso le rimangono i cugini svizzeri e l’Ecuador. Il tutto nella frescura di Porto Alegre e dintorni.

A noi, Costa Rica (sorpresona) e Uruguay (delusione), tra Recife e Natal. E, se arrivasse il primato nel girone, a Recife anche gli ottavi. Insomma, un bel tepore quando nell’emisfero Sud non siamo certo nella stagione calda.

Va bene, d’accordo: un po’ è anche invidia. C’è chi può e chi non può; e noi non può, diciamo. Mettiamo comunque da parte l’ipotesi del complottone, che non è facile da dimostrare né sostenere; quello che è sicuro è che sono state cambiate le regole in corsa, e qualcuno se ne è avvantaggiato (la Francia: la peggior testa di serie, la peggior sudamericana, la peggiore nordamericana) e qualcuno ci ha rimesso (noi, ma anche la Spagna).

Pensiamoci bene: il sorteggio è un protagonista di tutta questa prima fase (poi, andando avanti, le carte possono rimescolarsi almeno un po’ – pure se resta impossibile che Brasile e Argentina si incontrino prima della finale).

Ai francesi (qualificatisi dopo spareggio con l’Ucraina, e dopo aver rischiato grosso) un girone abbordabile e al fresco. A noi uno dei gironi di ferro, e in condizioni climatiche complesse (già nel 1994 l’umidità e il calore fecero brutti scherzi). Forse è proprio vero: un sorteggio migliore bisogna sudarselo.

Poscritto. Sappiamo tutti che il sorteggio non è un personaggio. E che semmai lo è chi lo pilota. Ma sinceramente le opzioni Joseph Blatter e Jérôme Valcke preferiamo tenercele per il futuro eventuale, essendo ragionevolmente sicuri che sì, ci sarà ancora da discutere.

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Puntate precedenti
13 giugno – Stipe Pletikosa
14 giugno – Stefano Bizzotto
15 giugno – Gary Lewin

Pietro Luigi Borgia
Pietro Luigi Borgia
Cofondatore e vicedirettore, editorialista, nozionista, italianista, esperantista, europeista, relativista, intimista, illuminista, neolaburista, antirazzista, salutista – e, se volete, allungate voi la lista.

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