La Sghimberlo-Cronaca diretta di Real Madrid-Atlético Madrid

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Finalmente è arrivata. Colchoneros contro Galacticos. Materassai contro lattai. Il potere borghese contro l’ignoranza operaia: chi vincerà? Seguila con noi con lo Sghimberlo!

0′ – Tutto pronto per l’inizio della gara. C’è Diego Costa, che non fa temere l’ingresso di Garcìa da titolare in una finale di Champions. Non scende in campo invece Pepe, quindi l’arbitro lascia i cartellini al quarto uomo e gli dice: “In caso me li vengo a prendere, ma non credo…”.

1′ – Partita iniziata. Intanto il quarto uomo ammonisce Pepe in panchina sulla fiducia per portarsi avanti con il lavoro.

3′ – Le squadre sono partite con un ritmo altissimo. A queste velocità una squadra italiana durerebbe attualmente 12-15 minuti.

5′ – Il Real per arrivare fin qui ha battuto Schalke, Borussia e Bayern. Ma come se la caverà contro gente di un’etnia che non ha l’abitudine di pucciare la macedonia nel cappuccino alle 3 del pomeriggio?

9′ – Fuori Diego Costa, sostituito dopo nemmeno dieci minuti. Ma è una precisa tattica di Simeone, che lo farà rientrare nel secondo tempo.

10′ – Simeone ha appena scoperto che non può far rientrare un giocatore sostituito e sta bestemmiando in esperanto a bordo campo.

12′ – La marcatura di Cristiano Ronaldo è mitigata soltanto dalla Convenzione di Ginevra.

13′ – Inquadrata in tribuna la presidentessa del Milan, Barbara Berlusconi, che sta chiedendo da un quarto d’ora ai vicini di posto quale sia la squadra di casa.

14′ – Il Real Madrid tenta di distendersi con Ronaldo e Benzema là davanti e con Di Maria a rimorchio. Ma con quella faccia non è facile che Di Maria rimorchi qualcosa.

16′ – Tiago tenta di innescare Juanfran con un passaggio sbagliato di circa 70 metri. Dopo “Estadio Da Luz” ecco un’altra parola a cui i tifosi juventini sentono una fitta al basso ventre.

20′ – Quelli dell’Atlético corrono a velocità iperumane. Per l’antidoping, in luogo dei consueti bicchierini di plastica, sono pronte undici stecche dell’olio.

23′ – Simeone è stato chiaramente vestito e pettinato dai Corleonesi.

25′ – Michael Robinson, prima della partita, ha detto che l’Atlético è come un “cane pulcioso al quale non puoi non affezionarti”. Per infondere nei portoghesi ancora più tenerezza Gabi non si cambia e non si lava da tre mesi.

26′ – Anche se si lava, comunque, diventa Gabi-Netto, quindi la differenza olfattiva resta minima.

27′ – Di Maria salta in dribbling otto colchoneros, il guardalinee e tre fotografi, prima di venire fermato a fucilate da Garcia, ammonito. L’arbitro ammonisce anche l’ignaro Ramos per non squilibrare troppo la partita. Intanto il quarto uomo rimprovera Pepe per il fallo di Garcia su Di Maria.

29′ – Lite fra Sergio Ramos e Luka Modric. Lo spagnolo rimprovera al compagno il fatto di “mettere sempre la palla in posizioni pericolose”. Per tutta risposta il croato tira una pallonata nel nocciolo della centrale nucleare di Lisbona.

31′ – Flipper clamoroso in area del Real Madrid. L’Atlético non conclude nulla, ma vince una pallina bonus.

32′ – Tiago torna quello della Juve e apre l’autostrada a Bale, che però ciabatta da pochi passi. Adesso vale 50 milioni.

34′ – Di Maria è fermo da dieci minuti. Circolano voci secondo cui Simeone gli avrebbe fatto recapitare una testa di cavallo mozzata a casa.

36′ – Clamorosa minchiata di Casillas, piazzato a centrocampo durante un calcio d’angolo per l’Atlético. E così Godìn realizza l’1-0, mentre Piccinini ha ipotecato il ventricolo sinistro.

38′ – Stanno tentando di spiegare a Simeone che la sua squadra ha segnato.

40′ – Nascono leggende sul piazzamento di Casillas in occasione del gol di Godìn. Pare che il buon Iker fosse impegnato a rintracciare il tesoro dell’antico pirata portoghese Bartolomeu.

43′ – Il fatto che Ramos possa finire la partita senza cartellini rossi è quotato più o meno come il 18-0 dell’Atlético.

45′ – Juanfran è stato eletto il giocatore più sexy della Champions League da un’apposita giuria di lesbiche ipovedenti.

46′ – Si chiude il primo tempo. Meglio l’Atlético, con la temibile coppia Villa-Casillas lì davanti a scardinare l’incerta difesa galactica.

Intervallo – Alcuni vecchi partigiani portoghesi hanno cacciato i vecchi moschetti dalle teche dopo aver visto l’invasione di madrileni nella propria città, ipotizzando una nuova Guerra di Restaurazione.

Intervallo – Ancelotti non è affatto dispiaciuto di essere sotto dopo i primi 45′. Quando è in netto vantaggio all’intervallo di una finale di Champions, poi sappiamo tutti come va a finire.

46′ – Partiti per il secondo tempo. Attacca l’Atlético con capitan Gabi, sempre pettinato come il T-1000.

48′ – Arrestati durante l’intervallo dieci tifosi pacifisti che tentavano di salire sul tetto del “Da Luz” con un mitragliatore puntato su Casillas.

50′ – Nonostante la clamorosa disparità economica in campo, l’ignoranza operaia dell’Atlético sta continuando a prevalere sulla ricchezza nobil-borghese del Real. Intanto Di Maria continua a guadagnare cartellini gialli: questa volta tocca a Miranda segare le ginocchia all’argentino al limite dell’area. Ma i ragazzi di Simeone sanno che Cristiano Ronaldo su punizione segna un gol a decennio e il suo se l’è già giocato col Bayern.

54′ – Courtois battezza fuori con una certa spocchia un pallone che esce di pochi centimetri. Esultano i produttori di pacemaker di Madrid.

57′ – Ancora dominio Atlético, che con una serie di corner chiude gli avversari in area. E dire che i tifosi del Real hanno sempre chiamato questa squadra “Patético Madrid” e i suoi supporter “Pupas” (“sfigati”). I tifosi dell’Atlético invece non chiamano quelli del Real perché non hanno soldi nella scheda.

60′ – Gabi disumano: non ha fatto passare un pallone in un’ora di gioco. Finita la partita andrà a fare la zanzariera a casa di Simeone.

62′ – Ronaldo sfiora il colpo dell’1-1 sul gran cross di Ramos, ma il pallone passa attraverso i suoi morbidi capelli e termina di poco a lato. Se non usasse Clear Antiforfora probabilmente l’avrebbe messa.

64′ – Per fabbricare gli scarpini di Koke sono state trucidate diciannove diverse specie di rettili delle Antille.

66′ – Simeone riesce a liberarsi finalmente di Garcia. Dentro Sosa. Ma intanto è il neoentrato Isco a tentare il passante da fuori, mentre nell’area dell’Atlético c’erano 75 giocatori.

68′ – Momento di maggior sforzo per il Real. E’ in questi casi che servirebbe non aver venduto Kakà…

69′ – Altra inquadratura per Barbara Berlusconi, mentre telefona al proprio entourage per prenotare il biglietto della partita di ritorno.

70′ – Ora il Real fa veramente paura. E senza usare giocatori con la faccia di Tevez o Ribéry…!

72′ – Simeone ha fatto alzare e scaldare tutta la propria panchina scrivendole un pizzino.

73′ – Villa tenta di rendere vedova la Carbonero asportando l’anima al compagno di nazionale Casillas. Fatality non riuscita.

73′ – Bale se ne mangia un altro dai quindici metri. Ora vale 30 milioni scarsi.

75′ – Ha fatto discutere, qualche tempo fa, uno spot dei Colchoneros in cui un bambino in auto chiedeva: “Papà, perché siamo dell’Atlético?” e la scena si chiudeva con la scritta: “Non è semplice da spiegare”. Pare che nella versione originale la scena finisse col papà che scendeva con la tanica per cercare un po’ di benzina.

76′ – Censurata, invece, in Italia, la versione: “Papà, perché siamo dell’Inter?”, col papà che spalmava volontariamente la macchina contro un lampione.

78′ – Bale svirgola d’esterno sinistro dopo una fuga sulla fascia destra. Adesso vale più o meno come Bonera.

79′ – Dentro Morata per Benzema, si torna 11 contro 11.

80′ – Godìn in scivolata sventa un gol certo per i Blancos. Pronte le carte per la sua beatificazione, ma lui punta a farsi asportare le ultime due lettere dal cognome. Ci piacciono questi giocatori ambiziosi.

82′ – E’ ufficialmente cominciata la rappresentazione teatrale dei giocatori dell’Atlético, che si orizzontalizzano ogni trenta secondi lamentando crampi, contratture, lebbra e sifilide. I soliti italiani imbroglioni!

84′ – L’eroe di Courtois è Casillas, ma i difensori dell’Atlético evitano sempre che il belga possa emularlo, anche se lui ci prova generosamente.

85′ – Ora il baricentro della partita è più o meno sui lacci delle scarpe del portiere dei Colchoneros.

86′ – Commoventi i giocatori dell’Atlético, però per una stranezza sono i tifosi del Real a piangere.

87′ – A Football Manager a questo punto si mettono nove punte e si spera nel bug.

88′ – Pepe non si dà pace in panchina. Per alleviare la sua sofferenza il quarto uomo lo ammonisce per la settima volta.

89′ – Simeone incita i propri sostenitori. Oppure sta pregando Santa Rosalia.

90′ – L’Atlético ha affiancato a Costa David Villa pagandolo soltanto 3 milioni. Che per l’acquisto di Villa con vista Costa non sono poi tanti.

91′ – 5 minuti di recupero per colpa di tutte le interminabili pantomime di Cristiano Ronaldo prima di ogni calcio di punizione.

93′ – Al 28esimo calcio d’angolo il Real trova il pari con la solita zuccata di Sergio Ramos. Non sappiamo se ci affligge più la punizione ai generosi colchoneros oppure il fatto di doverci sorbire tutti i supplementari.

95′ – Si chiude la gara sull’1-1. Solita storia: il potente prima o poi la mette in saccoccia all’operaio. Ma se ora l’Atlético segna il 2-1 è la squadra più cazzuta di tutti i tempi.

91′ – Sono ripartiti per i tempi supplementari. Quel volpone di Ancelotti vuole mettere in pratica una tattica imparata in Turchia un decennio fa.

96′ – Crampi per Cristiano Ronaldo, che prima di buttarsi a terra allarga le gambe e lancia il suo caratteristico sbuffo.

98′ – Intanto per Piccinini è “incredibile” che i giocatori abbiano i crampi dopo 100 minuti di gioco.

99′ – Bale si srotola goffamente sulla destra regalando la rimessa dal fondo all’Atlético. Il suo cartellino è sceso ormai al valore di un pacchetto di fonzies.

101′ – Fallaccio di Morata su Koke, che è sempre il preferito degli addetti all’antidoping.

104′ – Filosoficamente ora serve più Atleticità che Realismo, ma non credo che questo sposti molto i valori in campo.

106′ – Un’antica leggenda scaramantica dice che la legge è uguale per tutti, ma l’arbitro allunga inspiegabilmente il recupero per far battere un calcio d’angolo al Real. Simeone si fionda in campo per evitare che i suoi protestino col direttore di gara, ma poi lo fronteggia urlandogli: “Arrusu! Un ti spasciu i conna picchì sugnu un zignuri!”.

110′ – Dopo l’ennesima azione di Di Maria segna incredibilmente Bale. Ora il suo cartellino vale improvvisamente 140 milioni.

112′ – Delusione cocente per i poveri sostenitori dell’Atlético. Intanto è pronto il recupero del secondo tempo supplementare, che sarà di -6 minuti. Si finirà quindi al 114esimo.

114′ – Casillas riprova la minchiata e, mentre scava sulla lunetta per disseppellire il tesoro del famoso pirata portoghese Antonio De Faria, Tiago mostra tutta la propria insipienza calciando alto a porta vuota.

116′ – L’impressione è che il 2-2 possa verificarsi solo a seguito di un embolo collettivo di tutti e 11 i giocatori di Ancelotti.

118′ – L’Atlético si suicida lasciando che Marcelo entri direttamente in porta col pallone mentre tutti i difensori marcavano Gareth Bale, il cui cartellino ora vale 320 milioni. 3-1 e il nostro sogno di vedere l’ignoranza operaia avere la meglio sul potere borghese sfuma così, senza pietà.

119′ – Con questa vittoria il Real Madrid raggiunge le 10 Coppe dei Campioni. 12 per i tifosi filojuventini.

120′ – Calcio di rigore per il Real Madrid. Era l’unico modo per far segnare Cristiano Ronaldo. L’arbitro ha atteso fino all’ultimo istante ma non ha potuto fare altro. 4-1!

121′ – Cristiano Ronaldo esulta imitando il golem di Balotelli. La differenza tecnica fra i due è lieve. Più o meno come la differenza fra un pioppo e un bombolone alla crema.

124′ – Termina 4-1 in rissa la finale di Champions League che incorona ingiustamente il Real Madrid. Grazie per aver seguito lo Sghimberlo e arrivederci ai Mondiali!

Gaetano Allegra
Gaetano Allegra
Nato a Milano l'1 giugno 1979, è giornalista da oltre 10 anni. Ha diretto due testate cartacee e pubblicato un romanzo. E questi sono gli hobby. La vita seria la passa leggendo, torturando il pianoforte e dicendo stupidaggini.

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