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MondoPallone Racconta… Jean Vincent, Bleu leggendario

E’ stato uno dei fuoriclasse che hanno fatto grande il Reims e la Nazionale francese a cavallo tra gli anni ’50 e ’60. La prima età d’oro del calcio transalpino, culminata con il terzo posto al Mondiale 1958 al fianco di Fontaine, Kopa, Piantoni e Wisnieski. Jean Vincent è scomparso all’età di 82 anni. Tracciamo il profilo di un campione, poi apprezzato allenatore in patria ed in Africa.

 

In un ritratto prima dei Mondiali 1958

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Primi anni

Jean Vincent nasce a Labeuvrière (regione del Nord-Passo di Calais, Francia) il 29 novembre 1930. Esordisce nel club della sua città natale, l’Étoile Sportive de Labeuvrière, a 13 anni. 3 anni più tardi passa all’Auchel, conquistando il titolo di campione nazionale dilettante. Viene presto notato dai selezionatori giovanili della Nazionale, dove inizia la consueta trafila. Lega il suo nome al primo trofeo internazionale assoluto vinto dalla Francia: il Campionato Europeo juniores 1949, in cui i “galletti” battono in finale per 4-1 i padroni di casa dell’Olanda.

Professionismo

Viene ingaggiato dal Lille, con cui firma il suo primo contratto da professionista. Il promettente Jean Vincent ha 19 anni. La partita del debutto è quella del 27 agosto 1950 contro i parigini del Red Star, club di cui fu tra i fondatori il celeberrimo Presidente FIFA Jules Rimet. La stagione che segna l’inizio della carriera si chiude con 4 presenze e 1 rete. Sono ottime annate per il Lille, sempre tra le prime sia in campionato che in Coppa di Francia. Nel 1952-53 il club conclude la Ligue 1 al 4° posto ma trionfa in Coppa battendo il Nancy per 2-1. Vincent apre le marcature al 17° . E’ il preambolo alla straordinaria stagione successiva, coronata dalla conquista del campionato. Seppur con un punticino di vantaggio su Reims e Bordeaux. Vincent disputa 31 delle 34 gare del torneo.

Ad inizio carriera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Consacrazione

L’avventura nel Lille si conclude nel 1956, quando l’ala sinistra di Labeuvrière è ormai stabilmente nel giro della Nazionale e figura tra i migliori giocatori francesi. Ad acquistare il suo cartellino ci pensa lo Stade Reims, all’epoca il club più importante della Ligue 1. Arriva così per Vincent il momento di incrementare il suo palmares con 3 campionati (1958, 1960 e 1962), una Coppa di Francia (1958) e due Supercoppe di Francia (1958 e 1960). Il Reims, che fa da generoso serbatoio anche alla Nazionale, arriva anche alla finale della Coppa dei Campioni 1958-59, battuto dal Real Madrid. Vincent giocherà fino al termine della stagione 1963-64 (chiusa con la malinconica retrocessione che sancisce la fine di un’epopea), totalizzando 421 presenze e 119 reti in massima divisione nell’arco di 14 campionati da professionista.

Nel Reims stellare fine anni ’50. Vincent è il terzo accosciato da sinistra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Nazionale

Esordisce con la nazionale maggiore il 17 dicembre 1953 contro il Lussemburgo: nella vittoria per 8-0 al Parco dei Principi realizza una doppietta. La gara vale per le qualificazioni ai Mondiali 1954. Manifestazione a cui partecipa con la maglia numero 22. La Francia non supera il primo turno ma il nostro gioca entrambe le gare segnando nell’inutile 3-2 al Messico. Quattro anni più tardi è un membro del favoloso quintetto offensivo che trascina i transalpini al terzo gradino del podio. Jean lascia anche stavolta il segno realizzando l’ultima delle 7 reti con cui viene regolato il Paraguay nella prima gara. Prende parte anche alla prima edizione dell’Europeo nel 1960. La sua parabola internazionale si chiude nel 1961 con 46 gettoni e 22 reti, che lo collocano al 9° posto della graduatoria all-time tra i realizzatori. In 6 delle ultime 7 gare in maglia bleu indossa la fascia di capitano.

In Nazionale: è l’ultimo accosciato da sinistra. A fianco a lui Kopa e Piantoni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In panchina

Inizia in panchina nel Caen poco dopo il ritiro agonistico. Fino al 1966, per poi proseguire altri tre tornei in Svizzera nel La Chaux-de-Fond. Lotta sempre in squadre che devono evitare la retrocessione: lo scenario non cambia con il ritorno in patria al Bastia. L’esperienza in Division 2 con il Lorient vede Vincent apprezzato fautore di un gioco gradevole, sebbene la squadra non riesca a cogliere la promozione. Tanto basta per attirare l’interesse del Nantes. Nel 1976 viene contattato per sostituire Arribas.

I successi

Puntando soprattutto sui prodotti del vivaio giallo-verde ed un gioco offensivo, Vincent coglie da subito risultati eccezionali: il Nantes diventa campione di Francia nel 1977, è secondo nelle due annate seguenti e bissa il titolo nel 1980. Porta a casa anche la Coppa nazionale 1979. Sotto la sua guida si consacrano giocatori come Bossis, Rio, Bertrand-Demanes e Baronchelli, capitanati da Henri Michel. A Vincent viene affiancato Jean-Claude Suaudeau già nel 1978. L’accoppiata porta il Nantes anche alle semifinali della Coppa delle Coppe 1979-80, eliminato dal Valencia. Il periodo positivo prosegue con un secondo posto nel 1980-81. La stagione successiva, malgrado i lusinghieri risultati colti fino a quel momento, il lavoro di Vincent comincia ad essere contestato. Così a marzo 1982, dopo un’ultimo successo per 3-0 sul Saint-Etienne, decide di lasciare la panchina. Che viene assegnata al fido Suaudeau.

Ritratto dalla Panini ai tempi del Nantes

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Mundial 

Lasciato il Nantes, viene chiamato dalla federazione del Camerun tre mesi prima della fase finale del Mondiale 1982. Quello del debutto iridato per i Leoni Indomabili. Vincent accetta. Il Camerun viene eliminato al primo turno da imbattuto, avendo pareggiato con Polonia, Perù e Italia (che passò in virtù di una rete segnata in più e poi vinse il trofeo). L’esperienza si concluse senza sconfitte con una vittoria e 4 pareggi.

Con Enzo Bearzot al Mondiale 1982

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultime battaglie

Guida il Rennes per un biennio tra il 1982 ed il 1984: la prima stagione è un trionfo, con la vittoria del campionato di Division 2 e la conseguente promozione nel massimo campionato. Il ritorno in Ligue 1 dura solo un anno, con una sconsolante ultima piazza che significa retrocessione insieme a Saint-Etienne e Nîmes. Ritorna allora in Africa, prima ai marocchini del Wydad Casablanca (Campione nazionale nel 1986) e poi con scarsa fortuna alle redini della Nazionale tunisina tra il 1986 e il 1987. Dal 1988 si dedica all’organizzazione di stage per giovani calciatori a Saint-Brèvin-les-Pins, in collaborazione con il Nantes.

Si spegne a Nantes il 13 agosto 2013.

 

 

 

 

 

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