La partita di… Michael Paci

IL DESTINO E IL SENTIMENTO – Esistono momenti, brevi attimi, nei quali capisci che tutto ha un senso: lo senti scorrere nelle vene il destino e capisci con anticipo che il Karma, un qualcosa non tangibile, comunque esiste e sai già dove ti porterà. Una legge naturale la quale coinvolge ogni essere nella fruizione delle conseguenze che ne derivano.

Questo è successo a me, quello che ho provato durante la semifinale di andata di Champions League del 24 aprile 2007 Manchester United-Milan, dove il protagonista è stato il calcio, quello vero, e quel gol che tanti ha emozionato lasciandoli estasiati.

champions-league-il trofeo

Calcio d’inizio: lo stadio Old Trafford – che gli uomini di Ancellotti conoscono bene – ospita una sfida tra passato e presente del calcio; due rose composte da campioni che si giocano il primo dei due scontri per accedere alla finale di Champions League 2007.

La squadra di Sir Alex Ferguson, anche se rimaneggiata in difesa, fa subito capire chi è il padrone di casa imponendosi anche sul campo prima provandoci con Rooney, poi riuscendoci con CR7 al 5′, agevolato da una maldestra uscita di Dida: è 1-0.

Il Manchester spinge sull’acceleratore aumentando la pressione nella metà campo milanista mentre i rossoneri sembrano passivi; al 22′ però cambia tutto, Kaká aumenta i giri del motore e batte con un diagonale chirurgico un impotente Van Der Sar, siglando l’1-1.

La partita si fa interessante e al 37′ mi ritrovo a ringraziare ogni divinità del calcio per quanto assistito: un gol capolavoro fra tecnica e istinto di Riccardino che, prima con un sombrero, poi con un colpo di testa neanche fosse un gallo, scarta e anticipa tutta la difesa dei Red Devils, concludendo giustamente a rete per il 2-1.

Qui comincio a vedere la chiusura del cerchio apertosi nella finale 2005, quella ferita ancora viva nel cuore di ogni tifoso milanista iniziare a rimarginarsi dopo due anni pur se uno straordinario Rooney con una doppietta regala la vittoria per 3-2 al Manchester United. Perché a volte non è importante vincere una battaglia ma la guerra (sportiva si intende), dominando poi il ritorno a San Siro e ritrovando il Liverpool nella finale, per assaporare quel piatto da gustare freddo, anche gelido direi.

Si dice che il Diavolo fa le pentole e non i coperchi: tutto sommato… a me, va bene così.

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