L’Olanda vince la sfida del crepacuore: Germania sconfitta 3-2

Partita completamente schizofrenica: l’Olanda si prende i tre punti dopo aver giocato da sola il primo tempo e non essere scesa in campo nel secondo. Discorso invertito per i tedeschi: non pervenuti in un primo tempo in cui vengono presi a pallate, conducono una grande rimonta nella ripresa subendo però gol nell’unica disattenzione difensiva.

Primissima emozione del match al minuto numero 7: Strootman scappa sul lato sinistro dell’area di rigore e scarica centralmente per l’accorrente Maher che però spara centrale e Leno non ha problemi a respingere; grave errore sotto porta per il giovanissimo gioiellino dell’AZ Alkmaar. Il match prosegue con l’Olanda che pressa altissimo e cerca di conservare il possesso di palla, cercando di sviluppare un volume di gioco sufficiente a creare palle gol: le trame ci sono ma manca lucidità nei 16 metri per gli uomini di Cor Pot, come dimostra anche Luuk de Jong mettendo alto di testa al 12′. Il primo squillo tedesco è invece del 19′ minuto, ma la conclusione da posizione un po’ troppo defilata di Herrmann viene murata da Zoet senza patemi. L’occasione creata, però, scalda gli animi teutonici e la Germania cresce.

Poco dopo però, come spesso accade, è proprio la Mannschaft che viene punita nel suo momento migliore: Ola John fugge lungo la fascia sinistra e guadagna un angolo sul cui sviluppo Maher si libera al tiro, da dentro l’area, e trafigge Bernd Leno. 1-0 oranje e palla al centro ma la reazione tedesca stenta a manifestarsi, anche perché, col passare dei minuti, John intuisce sempre meglio che Sorg non è in grado di stargli dietro atleticamente e dunque si costruisce sempre più spazio sul fronte d’attacco sinistro olandese. Tra i tedeschi Rudy combatte col coraggio di un leone in mezzo al campo ma sembra sempre troppo solo: Holtby non riesce ad accendere la luce come invece ci si aspetterebbe da lui e la manovra latita.

La Germania continua a soffrire, dunque, e l’Olanda gode di enorme libertà lungo gli out: se la rete del vantaggio è arrivata da sinistra, infatti, la formazione oranje raddoppia con una discesa solitaria dalla destra di Wijnaldum al 38′. L’esterno del PSV, dopo aver seminato qualche avversario, lascia partire un buon sinistro da appena fuori area che Leno respinge verso l’alto ma senza abbastanza forza, sicché poi il pallone termina comunque la sua corsa in porta, insaccandosi. La Germania prova a rimettersi in partita due minuti dopo con una sassata di Rudy da fuori area che però si spegne di poco a lato: unica fiammata d’orgoglio di una rappresentativa tedesca fiaccata nello spirito dal doppio vantaggio oranje. John resta un fulmine imprendibile fino al termine del primo tempo e, al terzo minuto di recupero, l’attaccante del Porto manca di pochissimo l’appuntamento con un 3-0 che sarebbe stato anche meritato.

Pessima la prima frazione di gioco della Mannschaft, soprattutto in avanti, dove l’unica punta Mlapa è stato spettatore non pagante per 40′, prima di essere sostituito a causa di un’abulia talmente manifesta da risultare anche fastidiosa. Leno, dal canto suo, ha colpe pesanti sul primo gol subito e pesantissime sul secondo. Olanda incontenibile sugli esterni: John semplicemente inarginabile a sinistra, Wijnaldum fa quello che vuole a destra e Maher si infila centralmente nella difesa di burro teutonica.

Quando inizia la ripresa, però, la Germania sembra davvero essere scesa in campo con un piglio diverso e, in men che non si dica, i giocatori tedeschi recuperano palla con Volland il quale lancia nello spazio Holtby (finalmente pericoloso!) che viene atterrato in area da un ingenuo Zoet. L’arbitro assegna il rigore e Rudy realizza alla grande il tiro dal dischetto, spiazzando il portiere di proprietà del PSV e centrando un gol meritatissimo per la sua prestazione personale. A questo punto la sfida si accende e risulta evidentissimo che la squadra vestita di bianco non è composta dagli stessi undici ragazzi in campo nel primo tempo ma dai loro gemelli identici in gamba.

L’Olanda però non ha alcuna intenzione di farsi rimontare e, al 55′, lievemente riavutasi dallo shock, la squadra oranje va vicinissima al terzo gol con una sortita offensiva di de Vrij su corner ma il pallone sfila soltanto vicino al sette e non sotto. Un minuto dopo si accende per la seconda volta in quasi un’ora il tedesco Herrmann, il quale gioca un pallone molto interessante in area, in direzione del centravanti Volland che però spreca tutto cercando un improbabile assist invece che concludere a rete. A mezz’ora precisa dal termine prova a concludere anche Lewis Holtby, ben più positivo nei secondi 45′, ma nemmeno il capitano tedesco trova la porta.

Tre minuti più tardi Volland si libera al tiro: la conclusione del numero 9 della Germania supera Zoet che però viene salvato dalla traversa, dimostrando che anche la buona sorte protegge i Paesi Bassi. Passa ancora pochissimo e stavolta è il neoentrato Clemens a impegnare la difesa oranje, ma il tiro dell’esterno offensivo tedesco è fuori misura di pochissimo. La Germania tambureggia insistentemente alla ricerca del pareggio ma l’Olanda avrebbe la palla buona per chiudere l’incontro al minuto 69: il neoentrato Jozefzoon, quasi a freddo però, sbaglia completamente la misura del suo pallonetto e si divora il terzo gol.

La gara entra in una fase di stanca verso la mezz’ora del secondo tempo, con un solo sussulto al 75′ quando Zoet chiude alla grande in uscita su Herrmann. La sfida rimane aperta ma è chiaro che le risorse fisiche sono al limite dell’esaurimento per entrambi gli schieramenti quando si entra negli ultimi dieci minuti. Nonostante la stanchezza, però, Holtby non ci sta proprio a perdere e, al minuto 80, prende il pallone, si accentra facendosi inseguire da mezza retroguardia avversaria e fulmina Zoet da fuori area. 2-2 meritatissimo per i teutonici che però non si fermano al solo pareggio e cercano anche il gol vittoria, andandoci vicino un paio di volte. Anche i Tulipani, però, hanno la loro chance per i tre punti poco dopo, quando il neoentrato Fer spedisce di poco a lato con un colpo di testa sotto porta al minuto 87.

Poco dopo però è sempre l’Olanda a cercare di nuovo la rete con una percussione di van Ginkel che viene murato in angolo: sul corner che segue spunta Fer in area come un falco dopo le “prove generali” di un paio di minuti prima e stavolta non sbaglia: 3-2 per l’Olanda proprio mentre sembrava poter cedere e venire addirittura sconfitta dopo la rimonta subita dalla Germania. Il recupero scorre inesorabile senza che i tedeschi riescano ad approfittare dei quattro giri di lancette di extratime e la sfida la portano a casa gli Olandesi.

Tabellino

OLANDA (4-3-3): Zoet, Van Rhijn, de Vrij, Martins Indi, Blind, Strootman, Maher (83′ Fer), Van Ginkel, L. de Jong, John (83′ Depay), Wijnaldum (68′ Jozefzoon).
A disposizione: Bizot, Marsmann, Van Der Hoorn, Nuytinck, Van Aanholt, Clasie, Lerdam, de Vilhena, Hoesen.
Allenatore: Pot

GERMANIA (4-2-3-1): Leno, Jantschke, Thesker, Ginter, Sorg, Rudy, Rode (80′ Polter), Holtby, Herrmann, Mlapa (40′ Volland), Lasogga (61′ Clemens).
A disposizione: Horn, Baumann, Sobiech, Mustafi, Rudiger, Funk, Moritz, Can.
Allenatore: Adrion

Arbitro: Ivan Bebek (Croazia)

Marcatori: 24′ Maher (O), 38′ Wijnaldum (O), 47′ Rudy (G), 81′ Holtby (G), 90′ Fer (O)

Note – Ammoniti: 43′ Thesker (G), 46′ Zoet (O), 52′ Lasogga (G), 90′ Fer (O)

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