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Sport USA: la settimana a Stelle & Strisce #8

Nuova puntata della nostra rubrica dedicata agli sport professionistici americani, Mondopallone.it vi porta all’interno del grande spettacolo del baseball, del football, del basket e dell’hockey con recap, notizie e curiosità della settimana dal 20 al 26 maggio.

Mentre in NBA e in NHL è tempo di playoffs, la MLB entra nel pieno della stagione con tutte le squadre che hanno superato la boa delle 40 partite (un quarto di regular season), mentre dopo il Draft le franchigie NFL iniziano i mini-camp (allenamenti di pochi giorni dedicati ai rookies o ai nuovi arrivati).

Come detto, nella National Basketball Association siamo alla resa dei conti, e tutto sembra andare come da pronostico, ovvero con una finale tra Miami Heat e San Antonio Spurs. Se la squadra di Coach Spoelstra è impegnata in una serie dura, fisica ed apparentemente equilibrata contro i fastidiosi Indiana Pacers, gli Spurs di Coach Popovich hanno addirittura possibilità di sweep contro i Memphis Grizzlies dopo aver vinto due gare all’overtime trascinati da un Tim Duncan in versione 2007, anno dell’ultimo dei quattro titoli conquistati dalla franchigia texana, arrivati peraltro tutti in anni dispari come eventualmente accadrebbe in questa stagione. Potrete seguire su MP.it lo svolgimento delle due serie ogni giorno con risultati e numeri delle singole gare, in questa rubrica lasciamo spazio ad approfondimenti e curiosità. Stiamo certamente vedendo delle finali di conference piuttosto atipiche rispetto agli ultimi anni; infatti, in una Lega che fa sempre di piu’ dell’atletismo e della fisicità, soprattutto degli esterni, la sua prerogativa, abbiamo tre centri dominanti nelle quattro squadre impegnate, che spostano gli equilibri sia in una che nell’altra metà campo, come se fossimo tornati indietro alla NBA di qualche anno fà. Forse il paragone con le finali di conference del 1995, quando tre dei quattro centri titolari portavano il nome di David Robinson, MVP di quella stagione, Hakeem Olajuwon e il giovane Shaquille O’Neal,  può sembrare un pizzico esagerato, ma è difficile trovare un’ altra versione di playoffs dove i centri avevano un ruolo così fondamentale all’interno delle serie; ovviamente stiamo parlando di Tim Duncan, Marc Gasol e Roy Hibbert. Il primo non ha ormai da anni piu’ bisogno di commenti, anche se sfidiamo chiunque ad averlo pronosticato in queste condizioni a 37 anni, dopo quattro titoli e 14 All-Star Game disputati. Eppure l’ex nuotatore delle Isole Vergini, freschissimo di divorzio dopo 12 anni di matrimonio, sta trascinando gli Spurs insieme agli altri veterani di lusso, Parker e Ginobili, oltre a Bonner e Diaw. Gli altri due citati, Gasol e Hibbert, non sono del tutto emergenti nei playoffs, ma lo sono a questo livello e cercano di strappare un biglietto per le loro prime Finals della carriera. In gara 1 l’assenza di Roy Hibbert negli ultimi possessi difensivi dei Pacers, ha messo Coach Vogel sul banco degli imputati dopo l’appoggio comodo a canestro di LeBron James che ha consegnato la vittoria agli Heat. In gara 2 l’ex Georgetown è stato decisivo con 29 punti e 10 rimbalzi, nella prestazione fin qui piu’ importante della sua carriera, dimostrandosi a 26 anni centro di sicuro affidamento ad altissimi livelli, e molto migliorato nella metà campo offensiva. Anche Marc Gasol, nonostante i suoi Grizzlies siano ad un passo dall’eliminazione, ha senza dubbio fatto vedere di essere tra i top nel ruolo ed uno dei piu’ completi, visto che insieme al titolo di miglior difensore dell’anno continua a dare un grande contributo offensivo alla sua squadra, soprattutto con quel jumper morbidissimo dalla media, in questo momento uno dei tiri piu’ eleganti presi da un lungo nell’intera Lega.

Nella MLB è stata la settimana degli walk-offs, ovvero dei punti che chiudono e decidono partite solitamente equilibrate. Domenica notte il giapponese Muneori Kawasaki dei Toronto Blue Jays e Jacoby Ellsbury dei Boston Red Sox hanno segnato il punto vincente del 6-5 per le loro squadre che erano entrambe sotto 2-5 rispettivamente contro Baltimore e Cleveland. Proprio gli Indians hanno avuto una settimana emozionante, balzando momentaneamente al primo posto della American League Central, grazie addirittura a tre vittorie con walk-offs nella serie a quattro partite contro i Seattle Mariners. Punto vincente anche per Jose Bautista che porta i suoi Blue Jays alla vittoria nella gara di mercoledì notte contro i Tampa Bay Rays nel decimo inning, ma il massimo lo abbiamo avuto sabato notte quando Angel Pagan, leadoff dei San Francisco Giants, ha battutto un walk-off inside the park homer al decimo inning regalando la vittoria ai suoi contro i Colorado Rockies. Si tratta di un fuoricampo interno, ovvero con il battitore che riesce a girare tutte le basi e a segnare il punto senza che la pallina abbia sorpassato le recinzione e sia finita tra il pubblico, ed ovviamente accade molto raramente. L’ultimo fuoricampo interno risultato decisivo per assegnare la vittoria di una squadra si era registrato nel 2004 da Rey Sanchez di Tampa Bay, mentre ai Giants non succedeva addirittura dal 1931. Intanto nelle varie divisions si stanno individuando capoliste e fanalini di coda, in una stagione regolare lunghissima che comunque lascerà spazio a clamorose rimonte, come spesso avviene nella MLB. Nella American League East è gran duello tra le storiche rivali Yankees e Red Sox, con Orioles e Rays a contatto e con i Blue Jays in ripresa dopo l’inizio disastroso. Nella Central momento positivo per i Chicago White Sox che inseguono Indians e Tigers, mentre Twins e Royals arrivano da una striscia di una vittoria e nove sconfitte. Nella West comandano i Texas Rangers con quattro partite di vantaggio sugli Oaklans A’s, mentre finalmente si registrano i progressi degli Angels che puntano a scalare posizioni. Nella National League grande spaccatura nella Central, dove St.Louis, Cincinnati e Pittsburgh hanno tutte superato le 30 vittorie mentre Milwaukee e Chicago Cubs non hanno ancora raggiunto quota 20. Atlanta è in testa alla East dove si trova la peggior squadra MLB, i Miami Marlins (13-37), mentre Arizona, San Francisco e Colorado combattono per il primo posto nella West, dove non riescono ad ingranare i deludenti Los Angeles Dodgers.

Nella National Hockey League si stanno disputando le semifinali di conference della Western Conference, che vedono sul 3-3 la serie tra Los Angeles Kings e San Jose Sharks, e sul 3-2 per Detroit quella tra Red Wings e Chicago Blackhawks. Intanto nella Eastern sono già pronti per la finale i Pittburgh Penguins e i Boston Bruins, vittoriose per 4-1 rispettivamente sugli Ottawa Senators e i New York Rangers. Stanotte è in programma gara 6 a Detroit, mentre domani a Los Angeles si giocherà la quarta gara 7 di questi playoffs dopo le tre disputate nel primo turno. Sicuramente in quanto ad emozioni ed incertezza i Playoffs della NHL, in una stagione ristretta a causa del lungo lockout che ne ha ritardato il via, si stanno dimostrando superiori a quelli della NBA, fermi ad una sola gara 7, quella tra Bulls e Nets al primo turno.

Dopo il Draft dello scorso 25, 26 e 27 aprile che ha visto incoronare Luke Joeckel come numero 1 assoluto scelto dai Jacksonville Jaguars, la offseason NFL vive uno dei rari momenti di calma, in attesa che le squadre inizino i training camps. Il Draft come noto ha portato soprattutto giocatori di linea o difensori, per trovare il primo giocatore offensivo bisogna scorrere fino alla scelta numero 8 dove il nome di Tavon Austin, ricevitore da West Virginia, è stato chiamato dai St. Louis Rams. In queste ore tra i media della NFL si parla soprattutto di Robert Griffin III, il talentuoso quarterback dei Redskins che ha impressionato nel suo anno da rookie, e del suo eventuale rientro nella prima gara stagionale a seguito dell’operazione al ginocchio avuta durante la offseason. Intanto nelle ultime ore si è registrato anche un annuncio importante, quello del ritiro di Brian Ulracher, il linebacker ex Chicago Bears che ha deciso di chiudere la carriera dopo il fallimento della trattativa per il rinnovo con la squadra dell’Illinois.

 

I BIG THREE DELLA SETTIMANA

 

3 – L’attacco dei Pittsburgh Penguins – NHL

I Penguins si sono qualificati alle finali della Eastern Conference superando i Senators per 4-1, supportati dal loro attacco esplosivo che sino a qui ha prodotto 47 goal (4,27 a partita), maggior numero di segnature in questi playoffs NHL. La superstella Sidney Crosby e Pascal Dupuis hanno collezionato 7 goal a testa, James Neal è a quota 6.

 

2- Miguel Cabrera (Detroti Tigers) MLB

Lo scorso anno il venezuelano dei Tigers ha vinto il primo Triple Crown dal 1967, dopo aver guidato la classifica dei fuori campo, punti battuti a casa e media battuta della American League. In questa stagione Cabrera sembra volersi ripetere, e nella sola settimana scorsa ha battuto 6 home runs, tre dei quali nella gara contro i Texas Rangers. Nelle ultime 10 gare Cabrera batte .447 con 6 fuori campo e 16 punti battuti a casa e 7 basi per ball, ed è in testa anche quest’anno nella classifica della media battuta (.385) e dei punti battuti a casa (57), mentre è secondo nei fuoricampo (14) e nei punti (41).

 

1 – Tim Duncan (San Antonio Spurs) NBA

”The Big Fundamental” non stupisce piu’, ma c’è da iniziare a domandarsi se anche lui può invecchiare. Perché parrebbe di no, infatti a 37 anni sta dominando la serie di playoffs dei suoi Spurs contro Marc Gasol e Zach Randolph. Timmy è l’unico giocatore della storia NBA, con 35 o piu’ anni, ad avere una media di almeno 18 punti, 9 rimbalzi e 1,5 stoppate in almeno 10 gare di playoffs.  Duncan ha anche superato Wilt Chamberlain come numero di doppie doppie nei playoffs (144, davanti a lui solo Magic Johnson con 157) e potrebbe diventare il venticinquesimo giocatore della storia NBA a vincere cinque anelli.

 

 

 

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