Quei tre folli minuti

Dall’Inferno al Paradiso, solo andata. Dalle stalle alle stelle, da un funerale a un matrimonio, dal “Tutti a casa” al “Ci siamo ancora”. Il Borussia Dortmund di Klopp ci ha regalato tre folli minuti di adrenalina pura, l’essenza del calcio e la droga dei deboli; a farne le spese il Malaga dell’ingegnere Pellegrini, allenatore bravissimo ma non altrettanto fortunato. Ad alcuni sarà tornata in mente l’impresa del Milan ai danni dell’Ajax, nella Champions 2002/2003 e sempre ai quarti di finale. Gli allora rossoneri di Carlo Ancelotti portarono poi a casa la Coppa dalle grandi orecchie: i tedeschi sono autorizzati a fare gli scongiuri, ma in questo sport anche i disegni più strani hanno una fosca logica.

Il Real di Mourinho centra la terza semifinale consecutiva e Cristiano Ronaldo continua a fare mirabilie. Ora tocca alla Juventus, è la notte dei bianconeri e va gustata sino in fondo. Serve un’impresa, stavolta il termine non è improprio, perché segnare due o più reti al Bayern non è impossibile ma non subirne è difficilissimo, soprattutto se per forza di cose si è costretti a concedere spazio in contropiede a Ribery e compagni. Il Psg di Carlo Ancelotti fa visita al Barcellona con meno possibilità degli avversari ma con una certezza: da perdere c’è davvero poco. Chissà che il tecnico italiano non realizzi l’ennesima impresa della sua carriera: nello squadrone allestito grazie ai soldi degli sceicchi il vero fuoriclasse è lui. Chi non proviene dal calcio ha il dovere di capirlo.

Emozioni di Champions, serate da vivere con il batticuore. Quei tre folli minuti insegnano tante cose…