E’ proprio l’anno della Juve

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Per una volta oso soffermarmi su un aspetto fuorviante da qualsiasi discorso strettamente calcistico. A ciò mi induce il fatto che la Juventus, oltre a essere ancora imbattuta dopo 19 partite, avere un allenatore determinante e giocatori calati a pieno nella causa, sembra poter contare su un elemento tutt’altro che immaginario: la sorte.Gli uomini di calcio sono ben consci di come la Dea bendata contribuisca, seppur in piccola parte, alla costituzione di una squadra vincente. Scelgo l’ultima gara bianconera, all’Atleti Azzurri d’Italia, quale manifesto del nuovo corso juventino: Morrone, Giaccherini e Celi i personaggi sotto esame.

Riguardo alla citazione dell’ultimo tengo subito a precisare che non si tratta di un’insinuazione a presunte facilitazioni figlie, per buona pace di tutti, di un’epoca non replicabile. Piuttosto voglio rilevare l’episodio del rigore reclamato dagli atalantini, Denis strattonato in area di rigore, e quello della rete juventina che ha chiuso definitivamente il match, in posizione leggermente irregolare e obiettivamente difficoltosa da cogliere. Due situazioni in cui credo il direttore di gara avrebbe potuto optare per entrambi i versi senza incontrare eccessive polemiche: la capolista è uscita vincente dalle valutazioni. Parte la ripresa e Marchisio, causa un risentimento muscolare, è rimpiazzato da Giaccherini, il killer della sfida grazie ad un assist di Marrone, a sua volta subentrato al secondo infortunato Pepe. Il giovane centrocampista, prodotto del vivaio bianconero, ricorda Strasser, l’allora mediano della Primavera milanista che l’anno scorso decise in extremis una partita a Cagliari. Come finì lo sappiamo tutti.

Meritevole di ogni elogio e baciata dalla fortuna: alla Juventus non manca nessuna qualità tipica della squadra più forte. E, se Conte non la prende come una gufata, aggiungerei pure che nei precedenti sette tornei di serie A i campioni di inverno sono sempre stati gli stessi dei campioni d’Italia…

Francesco Loiacono
Francesco Loiacono
Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.

2 Commenti

  1. Analisi la sua in perfetto stile antijuventino…
    Complimenti davvero per cercare in qualche subdola maniera di dire che la JUVENTUS ha vinto grazie ad errori arbitrali.
    Le ricordo solo il tabellino della partita che ha preso in questione,il minimo fuorigioco che solamente lei ha notato e le strattonate reciproche in area che iniziano ben prima dell’arrivo della palla…
    Mi scusi dimenticavo…la miriade di rigori NETTI non assegnatici durante l’anno e i continui favori arbitrali verso le altre big(veda meglio le partite del Milan)….se questo sara’ l’anno della JUVE lo sara’ semplicemente per il fatto che saremmo stati di gran lunga i piu’ forti di tutti….e non veniteci a raccontare barzellette!!!….dubito della pubblicazione della mia risposta,sarebbe in perfetto stile antijuventino….’notte.

    • Non se l’aspettava ma invece il suo commento è stato pubblicato e spero le faccia piacere anche la mia risposta. La redazione di Mondopallone è seria e ambiziosa: l’obiettività è un’aspirazione, ognuno ci prova in tutti i modi. Io ho sottolineato più volte, sia nel pezzo in esame ma anche in altri articoli, la forza della Juventus, la bravura del suo allenatore e la fame di vittorie che sembra contraddistinguere questo gruppo. La vittoria con l’Atalanta è meritatissima, la qualità della prestazione bianconera non può essere messa in discussione. Ma come lei ben sa, perché i tifosi italiani sono esperti di calcio, il 10/20 % di una sfida prescinde dalla bravura e dipende dagli episodi. Che la squadra di Conte li abbia avuti tutti a favore nell’ultima gara è un innegabile dato di fatto; un pizzico di buona sorte, in aggiunta al resto, non guasta mai quando gli obiettivi sono di primo livello. Inoltre nel nostro sport vale un proverbio che non si è mai smentito: “la fortuna aiuta gli audaci”. Le dispiace così tanto essere definito un audace?

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