Copa Libertadores, la finale del secolo

In Sud America quando il destino (o la “mistica” per dirla alla sudamericana) si impegna è capace di regalare storie incredibili. Provate infatti a immaginare quante possibilità ci fossero di avere il Superclásico tra Boca Juniors e River Plate in finale di Copa Libertadores nell’ultima edizione in cui questa si disputa con andata e ritorno prima di passare alla partita secca dal 2019. Praticamente pari a zero considerando che mai prima d’ora le due squadre si erano affrontate in una finale continentale.

Comunque vada sarà una sfida (calcio d’inizio alle 21 ora italiana) destinata a entrare nella storia e di cui si parlerà a lungo, se non all’infinito. Ma vediamo come sono arrivate le due squadre in finale.

Il Boca Juniors ha chiuso al secondo posto il proprio girone dietro al Palmeiras, poi ritrovato ed eliminato in semifinale. Agli ottavi di finale è stato eliminato senza alcun problema il Libertad, mentre sia nei quarti che in semifinale a cadere sotto i colpo dei gialloblù sono state squadre brasiliane: prima il Cruzeiro e poi il Palmeiras. Decisivo è stato il fattore campo, con il Boca che ha vinto 2-0 tutte e tre le partite di andata giocate alla Bombonera nella fase a eliminazione diretta. I tifosi degli Xeneizes sperano di portare avanti questa “tradizione” anche sabato contro i rivali storici. Da due anni ormai il Boca ha per distacco la squadra più forte d’Argentina, cosa che ha permesso ai gialloblù di conquistare due campionati consecutivi. La rosa più forte ha però faticato più del previsto all’inizio di questa stagione, in cui il Boca ha già perso tre partite in campionato e ha otto punti di ritardo dal Racing capolista. L’entusiasmo però è alle stelle, come certificato dalla festa per il 4-1 rifilato al Tigre sabato scorso, e i tifosi sono convinti che sia arrivato il momento di alzare la settima coppa (la prima dal 2007) e raggiungere così l’Independiente sul tetto del Sud America.

Se il Boca ha avuto un percorso a tinte verdeoro, il River Plate ha invece dovuto eliminare le connazionali di Avellaneda una alla volta. Dopo aver vinto il proprio girone agevolmente, la squadra di Gallardo ha infatti fatto fuori prima il Racing negli ottavi di finale e poi l’Independiente nei quarti. Anche qua possiamo fare lo stesso discorso del Boca: dopo due 0-0 in trasferta, al Monumental le avversarie hanno dovuto incassare tre reti. Diverso invece quanto accaduto in semifinale, in cui l’impresa è stata compiuta in trasferta vincendo 2-1 a Porto Alegre contro il Grêmio dopo aver perso l’andata 1-0 a Buenos Aires. Come per i “cugini”, il percorso in campionato è stato altalenante. I Millonarios devono recuperare la partita col Defensa y Justicia dei miracoli e vincendola andrebbero a sette punti dal Racing. Nelle ultime giornate la coppa ha avuto la priorità e sono così arrivate due sconfitte nelle ultime tre partite con le riserve in campo.

Attenzione alle tante variabili, a partire dall’assenza di Gallardo sulla panchina del River. Dopo quanto successo a Porto Alegre, con l’uruguaiano sceso negli spogliatoi all’intervallo nonostante la squalifica, Gallardo, che ha conquistato sedici titoli tra carriera da giocatore e da allenatore coi Millonarios è infatti stato squalificato per quattro giornate dalla CONMEBOL. Impossibile comunque fare un pronostico in una partita così. Dovessimo sbilanciarci però diremmo Boca leggermente favorito per la maggiore quantità e varietà di opzioni a disposizione nella propria rosa.

Tra i possibili protagonisti nel Boca sicuramente Pavón (anche se non è in un gran momento di forma), Villa e Ábila. La scelta che potrebbe far saltare il banco nel secondo tempo potrebbe però essere Benedetto, sempre partito dalla panchina contro il Palmeiras ma sempre decisivo con gol sia all’andata che al ritorno. In casa River stesso discorso di Benedetto per Scocco, che ha recuperato ma non giocherà dal primo minuto. Gli uomini decisivi potrebbero allora essere Pity Martínez (in gol nelle ultime due sfida contro il Boca) e il colombiano Borré.

Biglietti ovviamente polverizzati in pochissimi minuti e prezzi alle stelle per un Superclásico che anche nelle sfide “normali” di campionato è unico al mondo; figuriamoci in una finale di Copa Libertadores. La rivendita ha raggiunto cifre esorbitanti: oltre quattromila euro, ma si salirà ancora in queste ultime ore. Forse però questo è uno di quei rari casi in cui si può dire: “Ne vale la pena”. Dal punto di vista tecnico sicuramente c’è di meglio (a parte i giocatori citati prima, non ci sono “nomi” particolarmente interessanti in ottica europea), anche considerando che il calcio argentino non sta certo vivendo il suo momento di massima gloria, ma sono l’atmosfera e la passione che circondano questa partita a renderla unica ed elettrizzante come nessun altra.

Vediamo infine le probabili formazioni.

QUI BOCA JUNIORS

Nessun dubbio per il Melli Schelotto, che schiererà la stessa formazione che he eliminato il Palmeiras. 4-1-4-1 con Barrios in mediana dietro a Nández e Pérez. Sugli esterni dovranno spingere Pavón e Villa, con i colombiano in grande forma nelle ultime settimane. In attacco il titolare sarà ancora Ábila, attenzione però a Benedetto: è stato decisivo contro il Palmeiras entrando dalla panchina sia all’andata che al ritorno, sicuramente potrebbe essere lui l’arma in più del Boca a partita in corso. In difesa i centrali saranno la collaudata coppia Izuierdoz-Magallán; i dubbi sono se mai sul portiere Rossi. Viste le sue tante incertezze tra i pali era stato preso Andrada, che però si è infortunato e ne avrà ancora per qualche mese.

Boca Juniors (4-1-4-1): Rossi; Jara, Izuierdoz, Magallán, Olaza; Barrios; Pavón, Nández, Pérez, Villa; Ábila. Allenatore: Barros Schelotto.

QUI RIVER PLATE

Due cambi probabili rispetto al successo sul Grêmio: il primo forzato, con Ponzio infortunato lascerà il posto a Pérez; il secondo invece vedrà il ritorno di Martínez al posto di Quintero. Per il resto Gallardo si affiderà alle mani di Armani e alle accelerazioni del Pity (l’uomo che ha fatto più male al Boca nelle ultime stagioni), di Palacios e di Borré. Ex della partita (oltre a Maidana) sarà Pratto: finora non benissimo con la Banda, chissà che non si sblocchi proprio nelle partite più importanti dell’anno. Decisivo sarà il lavoro di Montiel e Casco sulle fasce perchè dovranno contenere gli attacchi dei veloci e tecnici Pavón e Villa.

River Plate (4-2-3-1): Armani; Montiel, Maidana, Pinola, Casco; Fernández, Pérez; Pratto, Palacios, Martínez; Borré. Allenatore: Gallardo.

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Nato a Genova, dove vive attualmente. Ama molti sport tra cui basket, calcio, football americano e tennis. Segue il calcio italiano, europeo e sudamericano, con una forte passione per il campionato argentino.