In Pulgatorio: il cattivo della settimana

Questa settimana, il protagonista da spedire in Pulgatorio è la neo vice presidente della Lega Pro, Cristiana Capotondi. Capiamoci: il problema non è legato al suo nome, ma al metodo. Non comprendiamo il senso di mettere, in una posizione gestionale così importante, un personaggio conosciuto in altri ambiti culturali di popolarità in quanto ” (…) ha giocato a calcio e lo segue” (siamo in tanti, nella Penisola, a essere in questa situazione…).

“Voi vi stupite e io lo capisco (Ci sta, eh… ndr). Ma il calcio è una cosa molto seria. Cosa c’ è di più rappresentativo della nostra società? È una metafora della vita, e io che lo respiro da quando sono piccola, e come un maschio associo a eventi calcistici alcune fondamentali tappe della mia crescita, beh, posso dire che oggi corono un sogno.” sono state alcune delle sue prime parole.

Cristiana, ci perdoni: siamo di quelli che pensano che le competenze prescindano dal genere. Nella nostra vita, ci siamo confrontati e ci confrontiamo con amiche e colleghe estremamente preparate in ambito tecnico, nel calcio come in altri sport, e qualcuna con ruoli da dirigente sportiva molto importante (la prima che ci viene in mente è Vicky Mantegazza, grande dirigente e protagonista dell’hockey elvetico, nonché imprenditrice di successo: ma potremmo andare oltre). Insomma, la precisazione di genere ci appare fuori luogo e lievemente pretestuosa: per cui, andiamo oltre.

Ecco, noi condividiamo quanto scritto da Flavia Perina: forse ci troviamo di fronte a un caso di Pinkwashing”. Certo, la nostra testata ha fatto dell’uso dell’italiano una precisa missione. Tuttavia, questa volta non possiamo fare a meno di usare l’inglese, perché non esiste un termine analogo nella nostra lingua. Di fatto, con questa parola si indica il modo di promuovere un prodotto (o un Ente, in questo caso) attraverso un atteggiamento di apertura nei confronti dell’emancipazione femminile. La Lega Pro, come sappiamo, che di problemi ne ha parecchi, di promozione ne ha estremamente bisogno. Oggi, anziché di ripescaggi e della vicenda Entella, si è parlato della Capotondi. La neo dirigente ha detto di voler visitare tutte le 54 società della Lega Pro. Lodevole, ma oggi ci sono problemi più pressanti ai quali dare risposta, il più presto possibile. Basterebbe, al limite, qualche telefonata.

In conclusione, ci troviamo dalla stessa parte della sopra citata Flavia Perina, che ha chiesto all’attrice di fare un passo indietro. Non per questioni di genere, ovviamente: ma perché non titolata a ricoprire questo incarico. Sono tante le donne che danno o hanno dato molto allo sport. Diverse di loro hanno coltivato, al di fuori della passione sportiva, competenze manageriali, nello studio e nel lavoro. La Capotondi fa (bene) un altro mestiere, dove queste non si esercitano. Largo ai giovani, alle donne: ma competenti. E, naturalmente, avremmo detto lo stesso se si fosse trattato di un attore maschio.

 

 

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.