Andreazzoli out, Iachini in. I perché della scelta dell’Empoli di cambiare allenatore

Strano il destino di Aurelio Andreazzoli. Nemmeno un anno fa era sbarcato a Empoli prendendo il posto dell’esonerato Vincenzo Vivarini, lunedì ha subito lo stesso destino beffardo. A dicembre 2017 la scelta fatta dalla dirigenza aveva sorpreso tutti. Non solo perché la squadra veleggiava nelle floride acque della zona playoff, ma perché il curriculum dell’ex collaboratore di Spalletti non era considerato all’altezza, visto che a parte la parentesi romanista l’ultima vera panchina risaliva addirittura alla stagione 2002/03. Invece, in poco tempo, l’allenatore massese aveva premiato l’azzardo del presidente Corsi e messo a tacere anche i più scettici. Un campionato dominato, senza sconfitte, che aveva fatto tornare l’Empoli nell’Olimpo del calcio italiano dopo un solo anno di Purgatorio.

L’Empoli si presentava ai nastri di partenza di questo campionato con la convinzione di poter recitare un ruolo importante, riproducendo fedelmente il canovaccio tattico visto lo scorso anno. E per certi versi ci è pure riuscito. Andreazzoli ha apportato qualche modifica, certo, provando a tamponare le difficoltà della Serie A. Come l’accantonamento delle due punte e l’utilizzo sempre maggiore del 4-3-2-1. Ma fondamentalmente lo stile di gioco è rimasto lo stesso. Una filosofia propositiva, alla ricerca del bel gioco, ma che è stata efficace solo nelle intenzioni.

Ecco quindi che la società ha deciso di cambiare, ancora una volta, affidandosi stavolta a Giuseppe Iachini. “Attaccavamo in sette-otto giocatori, e questo non ce lo possiamo permettere” ha sentenziato il presidente Corsi nella conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico. Una bocciatura sonora nei confronti di Andreazzoli, ma anche un’investitura importante per l’ex allenatore del Sassuolo. Il primo scopo è chiaramente quello di fare punti, vista la situazione di classifica tutt’altro che rosea. Ma a Iachini viene chiesta anche più praticità, più elasticità ed equilibrio, come ha poi rimarcato il numero uno empolese.

Per Iachini si tratta di una sfida indubbiamente affascinante. Empoli sarà la sua undicesima squadra da allenatore: si è ritrovato spesso in situazioni di emergenza, ma il più delle volte è riuscito a cavarsela. Come a Sassuolo, lo scorso anno, quando salvò una squadra che era partita malissimo sotto la gestione Bucchi. Anche stavolta dovrà vestirsi da Mister Wolf e risolvere problemi. Quelli di una squadra che non ha fin qui demeritato ma che ha raccolto molto meno di quanto prodotto.

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.