L’Inter si gode un pomeriggio da sogno, e una coperta finalmente lunga

Con una semplicità quasi inaspettata, contro un avversario che veniva additato come in buono spolvero, l’Inter di Spalletti centra la settima vittoria consecutiva in Campionato piegando 5-0 il Genoa, e inaugurando al meglio una settimana che la porterà il prossimo martedì alla sfida casalinga contro il Barcellona.

Contro un avversario che prometteva di dare del filo da torcere ai nerazzurri (chiedere alla Juventus, che contro il Grifone ha centrato l’unica non vittoria tra Campionato e Champions League di quest’avvio di stagione), e in una gara delicata anche per motivi di classifica dato il roboante 5-1 del Napoli sull’Empoli e le delicate trasferte di Roma e Milan, Spalletti ricava dalla sfida contro il Grifone numerosi segnali positivi, dalla prestazione collettiva dei suoi uomini alle belle prestazioni di alcune “seconde linee“.

Mai in discussione la vittoria dell’Inter a San Siro, che sembra essersi finalmente messa del tutto alle spalle il brutto avvio di stagione, travolgendo il Genoa con un primo tempo perfetto per intensità e determinazione, con gli ospiti che privi anche di Piątek al centro dell’attacco non sono mai andati vicini a spaventare per davvero i meneghini nella prima frazione. Se la regia illuminata di Brozović non fa più notizia, così come il talento e la generosità di Politano o l’autorevolezza di De Vrij nel comandare la difesa, particolarmente liete sono per il tecnico di Certaldo le indicazioni giunte tra gli altri da Gagliardini e João Mário.

Mai accompagnato da grande media realizzativa, Roberto Gagliardini scrive addirittura due volte il proprio nome sul taccuino di Valeri, alla sezione “Marcatori”; anche fortunate le due marcature dell’ex mediano atalantino, entrambe dall’interno dell’area di rigore, che sottolineano però la grande gara di Gagliardini bravo anche a trovare i tempi di inserimento oltre che a schermare la propria metà campo mostrando sprazzi di quel centrocampista che fece innamorare l’Italia con uno splendido semestre a Bergamo nel 2016. Ancora più sorprendente, forse, la gara di João Mário ,esatto opposto contro Lazio e Genoa di quel centrocampista compassato e un pò lezioso che spesso aveva portato al limite la pazienza dell’ambiente nerazzurro spingendo addirittura la proprietà nerazzurra a cederlo in prestito al West Ham. Protagonista, ma non finalizzatore, di tre delle cinque marcature interiste contro il Genoa, il centrocampista portoghese si toglie lo sfizio del gol del 4-0 riscoprendosi in maniera quasi improvvisa, considerato anche il positivo scorcio di gara disputato contro la Lazio, una freccia assai velenosa nella faretra di Spalletti, che in João Mário potezialmente ritrova un’ottima alternativa a Nainggolan.

Positiva, anche se poco appariscente e poco stimolata da un Genoa poco incisivo, la prestazione di Dalbert, mentre a voler trovare una nota stonata nello splendido pomeriggio nerazzurro è la prova poco convincente di Lautaro Martínez, spesso chiuso nella morsa della difesa genoana e impreciso nelle poche circostanze in cui è potuto andare al tiro. Non mancheranno le chanches di riscatto per il promettente numero dieci interista, che avrà tempo e modo di ritagliarsi il proprio spazio all’interno di un Inter sempre più convincente e, cosa ancora più importante, dotata finalmente di una coperta lunga abbastanza a cullare i sogni di gloria dell’ambiente interista.

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Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.