Salernitana-Livorno e la quintessenza del calcio moderno

Si tratta di una delle regole non scritte del calcio maggiormente utilizzate in questo periodo storico. Vale a dire che la maggior parte delle reti segnate avvengono in occasione delle cosiddette “palle inattive”. Calci d’angolo e calci di punizione, se ben capitalizzati, possono significare vittorie, punti in classifica, campionati vinti o persi. Ed è per questo che tutte le squadre in allenamento provano gli schemi più astrusi, più singolari, più costruiti per cercare di sorprendere gli avversari.

Bene, Salernitana-Livorno rappresenta la quintessenza di questa esaltazione massima delle palle inattive. Nel primo dei due posticipi della 10/a giornata di Serie B 2018/2019, i granata di Colantuono hanno battuto 3-1 gli amaranto di Lucarelli, salendo a un terzo posto in classifica con 17 punti, a -2 dalla capolista Pescara, che già sta facendo sognare una piazza calda come quella di Salerno. E il momento magico della formazione campana è frutto anche della massima capitalizzazione della palle inattive. Delle 13 reti segnate, 6 sono arrivate sugli sviluppi di calci da fermo. E le 4 ultime reti granata appartengono tutte a questa speciale categoria. Dopo il gol di Bocalon che per poco non consentiva alla Salernitana di espugnare Crotone, ecco che sono giunte le tre reti al Livorno. Due portano la firma dello stesso Bocalon, oramai diventato per la tifoseria granata semplicemente Din Don, attaccante che potrebbe far diventare questa stagione quella della sua definitiva consacrazione nel calcio che conta. L’altro, invece, è stato frutto di una magistrale punizione di Pucino.

Il Livorno, invece, ha subito l’ennesima disfatta da palle inattive. E il tecnico Lucarelli, in sala stampa, non ha usato giri di parole per commentare l’ulteriore capitolo nero dei labronici da questo punto di vista. “Se i miei calciatori hanno paura – ha dichiarato il mister dei toscani – del contatto fisico sui calci da fermo, cambino sport. Mi sono scocciato di prendere gol da polli (sebbene la parola usata è stata più dura, ndr)”. Un peccato perché il Livorno non ha certo dimostrato ieri i 5 punti in classifica, tenendo testa per trequarti della gara alla Salernitana. Forse, il secondo difetto dei toscani – oltre alle palle inattive – è una carta d’identità abbastanza pesante per quanto riguarda l’età media della squadra e che rappresenta un fattore penalizzante quando i ritmi di gioco aumentano.

Infatti ieri si è avvertita nettamente la sensazione che appena la Salernitana schiacciasse con convinzione il pedale sul piede dell’acceleratore, il gol dei granata era nell’aria. La formazione di Colantuono può sorridere non solo però per il cinismo mostrato nelle palle inattive, ma per aver ritrovato finalmente Davide Di Gennaro. L’ex Lazio è stato schierato nell’inedita posizione di mezzala destra e ha giocato la sua miglior partita finora a Salerno e a dimostrarlo vi è la standing ovation che ha accompagnato il calciatore al momento della sua uscita dal campo. Dopo 20 anni, i sostenitori della Salernitana vogliono sognare. E Di Gennaro ha intenzione di contribuire pienamente al sogno.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.