In Pulgatorio: il cattivo della settimana

Questa settimana, il protagonista (o i protagonisti) da spedire in Pulgatorio non è un personaggio, ma sono due due istituzioni: il CONI e il Governo Italiano.

Intendiamoci: il provvedimento contenuto nella bozza della Legge di Bilancio (che, se confermato, sarebbe un terremoto per lo sport italiano, visto che metterebbe nelle mani dello Stato la cassa del CONI attraverso Sport e Salute spa — una società pubblica gestita da un uomo di fiducia dell’Esecutivo, eliminando l’attuale controllata Coni Servizi -) era contenuta nel programma Lega-5 Stelle. Quindi, nessuna sorpresa, a voler ben vedere.

Però, non si può certamente essere felici di un commissariamento dello Sport da parte della politica. Tra l’altro, tutto questo mette in bilico la neonata candidatura italiana alle Olimpiadi invernali del 2026. Cosa cambia, in pratica? Con il vecchio sistema, usando le cifre dell’ultimo bilancio (Fonte: Corriere della Sera), lo Stato ha finanziato direttamente il CONI con 416,9 milioni di euro. 276 sono andati a coprire spesi per i “contributi istituzionali” (soldi per la cosiddetta parte sportiva, destinati alle federazioni per il personale e contributi per gli impianti. Per legge, il contributo non può essere inferiore a 410 milioni di Euro.

Il resto (122 milioni) finanzia il “contratto di servizio annuale con Coni Servizi”: le spese per la partecipazione agli eventi olimpici, gli stipendi dei 700 dipendenti, i costi vivi della struttura burocratica. Con il nuovo sistema, la nuova Sport e Salute spa vorrebbe distribuire alle federazioni 370 milioni, lasciando al CONI 40 milioni destinati all’auto mantenimento e alla preparazione olimpica. Piccolo inciso: se i soldi arriveranno da Sport e Salute e non dal CONI, le federazioni dovranno restituire allo Stato il 22% per l’Iva.

Il CONI è ovviamente contrario; il Governo (che ha incontrato i vertici olimpici italiani, ufficialmente per parlare della candidatura del 2026) ha lasciato aperto uno spiraglio a modifiche. Di sicuro, però, i capi di ieri e di oggi dello sport Azzurro hanno le loro responsabilità. Sono negli occhi di tutti le folte delegazioni di dirigenti sportivi della Penisola in giro per il mondo, in occasioni delle grandi manifestazioni internazionali. Forse sarebbe servita più sobrietà.

L’altra questione è quella dei gruppi sportivi militari e delle Forze Armate, uno per ogni Arma o Forza di Polizia. Forse sarebbe il caso di crearne uno solo, puntando solo sugli atleti di vera eccellenza: ma qua, dovrà essere il Governo a intervenire. Il commissariamento dello Sport da parte della politica è sicuramente un fatto negativo. Tuttavia, lo Sport deve iniziare, da dentro, una seria ristrutturazione. E la parola d’ordine dovrà essere: sobrietà.

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.