Jorginho, Torreira, Alisson.. e gli altri: ecco come stanno andando in Inghilterra gli ex della Serie A

Dopo essere stati protagonisti per diversi anni nel nostro campionato, la scorsa estate sono stati diversi i giocatori che hanno deciso di lasciare la Serie A per cercare fortuna in Inghilterra. L’isola dove il calcio è nato e si è sviluppato, fino a trasformarsi in un pezzo immancabile nella vita quotidiana di molti inglesi, e che oggi ospita la massima serie più amata al mondo: la Premier League. Un percorso tentato da tanti altri calciatori in passato, spesso anche grandi campioni, affascinati dall’idea di respirare la magica atmosfera del football britannico e di provare a sfondare anche in quel campionato: qualcuno ce l’ha fatta, diventando un idolo della propria tifoseria, altri sono passati senza lasciare il segno o finendo sulle prime pagine dei tabloid accompagnati da giochi di parole derisori. Ma come se la stanno cavando i sette giocatori passati dalla Serie A in Premier League la scorsa estate?

Jorginho (CHELSEA) – A Londra come a Napoli. Ritrovatosi Sarri come allenatore anche a Stamford Bridge, Jorginho ha cominciato la propria avventura al Chelsea agli stessi livelli con cui aveva chiuso quella in azzurro e sorprende poco il fatto che all’italo-brasiliano siano bastati pochi mesi per diventare il più forte regista del campionato inglese. L’ex tecnico di Napoli ed Empoli ha costruito il gioco dei Blues ancora una volta attorno al suo faro, a quell’immancabile punto di riferimento in mezzo al campo in grado di garantire equilibrio e grandi intuizioni in fase di palleggio come pochi al mondo: in questo senso, bastano i numeri mostruosi finora realizzati da Jorginho, autore di 1029 passaggi contro gli 874 del suo inseguitore Laporte, oltre ad aver stabilito un nuovo record di passaggi tentati nella storia della Premier League. Jorginho, 27 anni il prossimo 20 dicembre, sta per entrare nella fase di massima maturità della propria carriera. Ma quanto visto finora è stato già sufficiente per diventare uno degli idoli indiscussi della tifoseria del Chelsea.

Lucas Torreira (ARSENAL) – Un altro giocatore che è già riuscito a entrare nei cuori dei propri tifosi in appena due mesi e mezzo è senza dubbio Lucas Torreira. L’ex Sampdoria, così a lungo cercato anche dal Napoli, è arrivato all’Arsenal in punta di piedi, quasi circondato da un alone di scetticismo per il suo curriculum piuttosto modesto, e invece oggi è uno dei punti di riferimento del gioco di Emery, tanto da esserne diventato l’emblema grazie al suo mix di lotta, corsa, pressing e qualità offensiva. Anche in questo caso, parlano i numeri: con l’uruguaiano in campo, i Gunners hanno realizzato 20 reti e ne hanno subite appena 3, contro le 9 fatte e le 10 subite in sua assenza. Pur soffrendo a tratti la grande fisicità del campionato inglese, Torreira ha cercato di compensare con la sua grande qualità nella fase di recupero palla e di pressing, oltre a garantire un costante collegamento tra difesa e attacco. Insomma, l’uruguaiano è stato finora uno dei pochi giocatori dell’Arsenal ad essersi conquistato almeno la sufficienza in quasi tutte le partite. Anche perché un lottatore con una simile grinta non passava dal Nord di Londra da davvero tanto tempo.

Stephan Lichsteiner (ARSENAL) – Arrivato all’Arsenal per cercare spazio tra i titolari dopo una stagione difficile alla Juventus, Lichtsteiner si ritrova ancora una volta a dover assistere alla gran parte delle partite soltanto dalla panchina. Una situazione tutt’altro che sorprendente, visto che Emery non ha mai fatto intendere di voler fare a meno dell’intoccabile Bellerin, e così lo svizzero si è dovuto accontentare finora delle briciole: presenze da titolare solo in Europa League e in un paio di occasioni in campionato, ma nel ruolo a lui poco consono di terzino sinistro. Il tecnico dell’Arsenal lo rispetta molto per la sua grande esperienza e chissà che durante la stagione non arrivino nuove occasioni per togliersi qualche soddisfazione. Ma a giugno il contratto di Lichsteiner scadrà: a 35 anni compiuti, a quel punto, sarà il momento di decidere se fermarsi o tentare un’ultima esperienza.

Alisson Becker (LIVERPOOL) – In estate si è rivelato in uno dei pezzi pregiati del mercato inglese, diventando il portiere più costoso di sempre, ma finora Alisson Becker sembra aver ricambiato alla grande sul campo la cifra da capogiro versata per il suo acquisto. L’estremo difensore brasiliano si è adattato senza troppi problemi al gioco di Klopp, mettendosi in mostra con ottime parate, sicurezza nelle uscite e nel coordinare la difesa e una buona tecnica anche con i piedi come ai tempi della Roma: salvo l’errore commesso circa due mesi fa con il Leicester, insomma, Alisson sembra aver garantito al Liverpool quella sicurezza che con Mignolet e Karius non si era mai vista in questi ultimi anni. Le reti subite dai Reds in campionato, d’altra parte, sono appena 4, una in più rispetto alla miglior difesa del torneo che appartiene al Manchester City. Ed è proprio questo mix vincente tra la crescita di qualità della difesa dei Reds e l’arrivo di un portiere di livello mondiale ad aver rilanciato il Liverpool tra le candidate principali per la vittoria del campionato.

Felipe Anderson (WEST HAM) – Arrivato alla corte di Manuel Pellegrini per la cifra record di 36 milioni di sterline, Felipe Anderson sembra essere rimasto anche al West Ham il giocatore dal talento indiscutibile ma troppo spesso incostante che si era visto alla Lazio in questi anni. Sul brasiliano certamente non ricadono le principali responsabilità dell’inizio assai deludente degli Hammers (appena 8 punti in 10 gare), ma le sue statistiche non sono state finora troppo positive: appena un gol e un assist realizzati. Troppo poco per rispettare le grandi aspettative di quest’estate. I tifosi, in ogni caso, sembrano aver in parte apprezzato almeno le notevoli doti atletiche dell’ex laziale, dimostratosi generoso aiutando a tratti anche in fase difensiva, ed è anche sui di lui che i londinesi dovranno puntare per ribaltare le sorti di una stagione iniziata molto male.

Carlos Sánchez (WEST HAM) – Il ritorno in Premier League di Carlos Sánchez dopo la parentesi alla Fiorentina è stato finora un vero e proprio incubo. Dopo aver preso parte alle prime gare della stagione fornendo delle prestazioni piuttosto insicure e altalenanti, affondando nel disastroso inizio del West Ham, il centrocampista colombiano si è procurato a inizio mese un grave infortunio al legamento ginocchio per cui si è resa necessaria l’operazione. Sánchez dovrà ora rimanere lontano dai campi per diverso tempo, in attesa di riprendersi e provare a riconquistarsi un posto tra i titolari al suo ritorno.

Adam Masina (WATFORD) – Dopo aver trascorso i primi due mesi ai margini della rosa rimpiangendo i bei tempi da protagonista con la maglia del Bologna, l’avventura al Watford di Masina ha preso un’improvvisa e imprevedibile svolta lo scorso 20 ottobre, in occasione della gara contro il Wolverhampton. Con Holebas infortunato, il terzino italiano nato in Marocco è riuscito a esordire dal 1′ in Premier League e l’occasione è stata sfruttata benissimo per mettersi in mostra, tanto da convincere il tecnico Javi Gracia a puntare seriamente su di lui. Lo scorso week-end, contro l’Huddersfield, è arrivato anche il primo assist e in Inghilterra più di un giornalista ha messo in risalto le sue ottime qualità e il notevole potenziale di crescita: ci sarà anche Masina tra i protagonisti di un Watford che si sta rivelando una delle grandi sorprese di questa stagione?

 

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Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.