L’Empoli piace ma fa pochi punti. Le similitudini con la prima Serie A di Sarri

Se si guardano esclusivamente i numeri, la classifica dell’Empoli può essere definita “deficitaria”. Sei punti in dieci gare, frutto della vittoria casalinga all’esordio con il Cagliari e di tre pareggi (contro ChievoVerona, Milan e Frosinone). Pochi per chi ambisce a compiere l’ennesimo campionato miracoloso, alla ricerca dell’ottava salvezza della sua storia. In effetti i numeri dicono questo: i toscani sono terzultimi in classifica – virtualmente retrocessi quindi – e con il temibile Napoli di Ancelotti come prossimo avversario. La situazione non è semplice, soprattutto perché le giornate passano e rischiano di veder dilatare lo svantaggio dalle dirette concorrenti.

Analizzando però più approfonditamente questi primi tre mesi di campionato, l’Empoli ha raccolto meno di quanto abbia seminato. Per demeriti suoi, ma anche per oggettiva sfortuna. Non a caso la squadra azzurra è quella che ha colpito più legni, ben otto. Ma al di là del fato avverso, quello che è mancato è stato soprattutto cinismo davanti alla porta. L’Empoli gioca un calcio verticale, avvolgente, ma concretizza meno di quello che crea. Trova molte più difficoltà in zona gol rispetto allo scorso anno in B: certo, tutt’altro contesto, ma la differenza è davvero abissale, se si guarda in termini di rapporto tra azioni create e segnate.

Nelle conferenze stampa post gara Andreazzoli ha spesso manifestato il cruccio di dover commentare gare simili, con l’Empoli che si deve accontentare dei complimenti degli avversari e degli addetti ai lavori ma che raccoglie meno di quanto prodotto. È successo praticamente dopo ogni partita, non ultima quella con la Juventus, dopo la quale Allegri ha sottolineato le qualità degli azzurri. Capiamo il fastidio dell’allenatore toscano, ma c’è un precedente che lascia più di una flebile speranza di salvezza.

Anche nel 2014/15, nel primo anno in Serie A dell’Empoli marchiato Maurizio Sarri, le cose andarono press’a poco in questo modo. Nelle prime dieci giornate gli azzurri conquistarono solo sette punti – solo uno in più di oggi – nonostante mostrassero un calcio propositivo e apprezzato. E, casualmente, anche quell’Empoli affrontò la Juventus alla decima. Fu una gara difficile per gli uomini di Allegri. Il primo tempo si concluse 0-0 e solo nel secondo, grazie a una magia di Pirlo su punizione e al raddoppio di Morata, i bianonceri trovarono la vittoria. Una sorta di match fotocopia di quello disputato sabato scorso.

Ma dalla giornata successiva l’Empoli cominciò a ingranare. Riuscì a battere, a sorpresa, la Lazio in casa e inanellò sette risultati utili consecutivi. I risultati cominciarono a diventare più favorevoli e a collimare con le ottime prestazioni della squadra. Alla fine della stagione Sarri e i suoi festeggiarono la meritata salvezza. Adesso è un altro campionato, tutta un’altra storia. Ma chissà che questa storia non possa ripetersi. Il prossimo avversario è il lanciatissimo Napoli, ma per una squadra come l’Empoli, che non ha nulla da perdere contro un avversario più forte, la cabala e i dolci ricordi possono dare una spinta in più.

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.