Le “7 marce”, Gp Messico – Hamilton, un Mondiale…coi buchi

Gran Premio del Messico, 19/a tappa del Mondiale di Formula 1 2018 sul circuito Hermanos Rodríguez. Analizziamo quanto è accaduto ieri sulla pista messicana con la nostra monoposto equipaggiata con un efficiente cambio a “7 marce”.

Viaggia in 7/a marcia, Lewis Hamilton – La Formula 1 alle volte si rivela essere uno sport paradossale. E così succede che Lewis Hamilton entra nella leggenda di questa disciplina, conquistando il suo quinto Mondiale eguagliando Juan Manuel Fangio nella sua gara più brutta e anonima degli ultimi 4 anni. Hamilton, sette giorni dopo Austin, soffre ancora nel consumo degli pneumatici. Proprio da quando, guarda il caso, la FIA ha fatto chiudere i piccoli fori nei cerchioni per evitare il deterioramento delle gomme. Peccato che i punti decisivi l’inglese li abbia fatti con i cerchioni aperti. Niente da scrivere, se non che un Mondiale…coi buchi.

Viaggia in 6/a marcia, Max Verstappen – Il fine settimana (quasi) perfetto. Solo Daniel Ricciardo con la pole position gli ha rovinato il fine settimana perfetto, ma del resto l’olandese si è confermato – dopo lo scorso anno – a netto suo agio in Messico. Quando si va in un circuito dove il motore e il carico aerodinamico perdono di rilevanza e conta soprattutto il telaio, la Red Bull – disegnata da quel genio vivente di Adrian Newey – c’è sempre. E quando si può vincere, l’olandese non si tira indietro.

Viaggia in 5/a marcia, Sebastian Vettel – Quando l’abbiamo visto battagliare con Ricciardo in partenza abbiamo tutti tremato. Invece Vettel ha dimostrato di aver imparato la lezione delle ultime gare, ha lasciato andare l’australiano per poi costruire una gara d’orgoglio che gli ha regalato un buonissimo secondo posto.

Viaggia in 4/a marcia, la Sauber – Sembra essere passato un secolo da quando in Australia, alla prima gara, la vettura svizzera sponsorizzata Alfa Romeo annaspava in fondo al gruppo. Piano piano, la scuderia di Hinwil è risalita fino alla gran gara messicana, con entrambe le vetture in Q3 in qualifica e, soprattutto, a punti.

Viaggiano in 3/a marcia, Alonso e Ricciardo – Ennesima gara conclusa con le pive nel sacco perché a un certo punto la McLaren dello spagnolo e la Red Bull dell’australiano hanno smesso di funzionare. L’unica notizia positiva è che per entrambi mancano 2 GP al termine del loro calvario sportivo di questo 2018.

Viaggia in 2/a marcia, Sergio Pérez – Il messicano non sfugge a quello che sembra essere uno dei fili conduttori di questo Mondiale di Formula 1 2018: nemo propheta in patria. Il pilota della Force India compie una buonissima gara fino a quando la sua monoposto cessa di compiere il proprio lavoro. Sfortuna nel GP di casa per il pilota di casa che si ripete.

Viaggia in 1/a marcia, Helmut Marko – D’accordo, Verstappen è il suo pupillo. Però Ricciardo è ancora pilota Red Bull e quindi, almeno in pubblico, meriterebbe rispetto. Invece l’australiano toglie la pole a Max Verstappen e Marko come un bambino gli dice di godersela, perché alla Renault gli attendono due anni di sofferenza. Che caduta di stile!

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.