Chievo, è crisi senza fine e Ventura non ha ancora trovato la quadratura del cerchio

Sesta sconfitta consecutiva, ottava in dieci giornate di campionato, due soli punti contro Empoli e Roma, per il resto il buio più totale. Il ChievoVerona sembra attraversare ormai una crisi senza fine e neppure lo scossone in panchina, col conseguente arrivo di Ventura, è servito, a quanto pare, a invertire la rotta. I numeri sono impietosi: -1 in classifica, peggior difesa e peggior attacco del campionato. C’è via d’uscita? Apparentemente, no.

La trasferta di Cagliari ha dato pochi segnali di ripresa, anche se Ventura ha detto di aver visto alcune “cose buone” nel secondo tempo. Effettivamente, dopo il 2-0 dell’ex Castro, i clivensi hanno avuto una reazione, forse dettata più dall’orgoglio che dall’organizzazione di gioco, provando a chiudere i rossoblù nella propria metà campo e mettendo apprensione al pubblico della Sardegna Arena fino al fischio finale. Il gol di Stępiński, ma non solo. Rigoni e Giaccherini hanno avuto due buone occasioni, ma non hanno saputo trovare la porta. Il dubbio però è lecito: bene il Chievo o male il Cagliari, che dopo il raddoppio ha pensato che la pratica fosse chiusa? Lasciamo che Ventura salvi le briciole, anche perché su qualcosa bisognerà pur lavorare.

Le assenze di ieri, sicuramente, non hanno aiutato l’ex CT della Nazionale: mancava mezza difesa, oltre a Pucciarelli. Ventura allora ha dovuto cambiare ancora: retroguardia a tre abbastanza inedita, con Bani, Cesar e Rossettini centrali, ma le cose non hanno funzionato, perché Pavoletti ha colto di sorpresa tutti in occasione dell’1-0 e poco prima poteva segnare con una gran girata di destro. L’unico aspetto positivo, a nostro avviso, l’impiego di Depaoli largo a destra: l’Under 21 è stato il più pericoloso nel primo tempo con un diagonale che ha fatto la barba al palo, confermandosi anche nella ripresa, con l’assist per il gol di Stępiński e con una presenza costante dalle parti di Padoin. Invece, male Jaroszyński, mai pericoloso a sinistra e sostituito nel finale da Kiyine.

E l’attacco? Stępiński ha sfruttato di fatto l’unica occasione capitatagli, ma manca una seconda punta all’altezza. Male Pucciarelli contro l’Atalanta, male anche Meggiorini ieri a Cagliari, con l’ex Toro che ci è parso impreciso e molto nervoso, soprattutto nei confronti delle decisioni arbitrali. Là davanti, se non segna il polacco, manca un’alternativa in termini di reti. La dirigenza dovrà prenderne atto e magari intervenire in questo senso durante la sessione invernale del calciomercato.

Prima, però, ci sono due mesi di campionato da affrontare, nove partite in cui Ventura dovrà trovare per forza la quadratura del cerchio, non soltanto dal punto di vista tattico, e la squadra dovrà rimboccarsi le maniche. A cominciare dalle prossime due gare, entrambe al Bentegodi, contro Sassuolo e Bologna. Due sfide cruciali, prima della sosta di novembre, nelle quali i gialloblù dovranno dimostrare innanzitutto di credere in se stessi, perché il campionato è ancora lungo, ma occorre al più presto trovare una scossa a livello mentale, una scintilla che riaccenda entusiasmo e speranze che sembrano già sopite. 

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Sardo di origini sicule, ama il calcio dalle “notti magiche” di Italia ’90. È laureato in Lingue con una tesi sulla lingua del calcio. Pubblicista, ha collaborato col periodico Vulcano e la tv sarda Videolina.