Bentornate a casa Atalanta, palle inattive. Parma, punizione eccessiva

Dopo essere state uno dei punti di forza nelle ultime due stagioni, in questi primi mesi di campionato si erano comportate come un “figlio ingrato”, punendo in diverse occasioni il “genitore”. Invece questo pomeriggio come l’evangelico Figliol Prodigo sono tornate a casa. E il Parma ha fatto le veci del vitello grasso.

L’Atalanta batte gli emiliani 3-0 nell’anticipo di questa 10/a giornata di Serie A 2018/2019 e lo fa grazie a quelle palle inattive che negli ultimi due campionati hanno rappresentato l’arma in più della formazione di Gasperini. E che invece, rispettando la legge dantesca del contrappasso, stavano in queste prime giornate di torneo diventando l’arma in meno, come dimostrano le reti subite contro Cagliari, SPAL e Sampdoria. Invece, nella ripresa prima Palomino e poi Mancini hanno timbrato il cartellino sfruttando alla perfezione due calci d’angolo, consentendo alla Dea di portare a casa la seconda vittoria di fila dopo la cinquina del «Bentegodi» contro il ChievoVerona. Un’Atalanta che torna a respirare, raggiungendo quota 12 punti e facendo suo un delicato scontro diretto in chiave salvezza (per favore, non si parli di Europa). Ma oltre i gol da calci da fermo, i neroblu devono constatare anche altri due ritorni che si stanno rivelando fondamentali. Innanzitutto, la buona sorte che è ritornata a far capolino in quel di Bergamo nella clamorosa autorete di Gagliolo che ha sbloccato il risultato e poi, soprattutto, “San” Josip Iličič. Lo sloveno, dopo essere stato sontuoso e concreto a Verona, questo pomeriggio, soprattutto nella ripresa, ha deliziato. Tutte le manovre offensive atalantine passano da suoi piedi e solo la traversa gli ha impedito di scrivere il suo nome nel tabellino dei marcatori. Un ritorno tanto atteso e che sta finalmente dando i suoi frutti. Attenzione, però, guai a giudicare l’Atalanta completamente guarita. Ora Gasperini ha un compito fondamentale: inserire in maniera incisiva i tre pezzi pregiati del mercato: Zapata – che però è entrato col piglio giusto in campo – Rigoni e, soprattutto, Pašalić. Se questi tre dimostreranno la loro tecnica non a corrente alternata, allora qualcosa di positivo potrebbe succedere.

Un risultato, questo 3-0, che punisce eccessivamente il Parma. Stranezza del calcio, la squadra emiliana è stata molto probabilmente quella che si è fatta meglio apprezzare a Bergamo in questo campionato, ma esce sconfitta. Tutti si aspettavano che i ducali avrebbero giocato all’italiana, catenaccio e contropiede. Invece, in particolar modo nel primo tempo, la compagine di D’Aversa se l’è giocata eccome. Nei primi 20 minuti, due volte Ceravolo e poi Barillà hanno impensierito non poco l’Atalanta e, almeno in un caso, Berisha – preferito a Gollini per difendere i pali della Dea – ha dovuto seriamente impegnarsi. Un elemento dove però il Parma deve seriamente lavorare è la testa. Eccezion fatta per la rimonta in casa del Genoa e il momentaneo 1-1 di Gervinho nella partita con la Juventus, ogni volta che i gialloblu passano in svantaggio staccano la spina e la danno persa prima del tempo. Come accaduto anche oggi, dove l’autorete di Gagliolo ha completamente svuotato una squadra che certo non stava dominando, ma neanche subendo in maniera evidente. Dovessero gli uomini di D’Aversa completare anche questo passaggio, potrebbero davvero candidarsi al ruolo di grande sorpresa di questo torneo.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.