L’Inter torna sulla terra e cade al Camp Nou. L’ex Rafinha sancisce una sconfitta quasi indolore

Pochi spazi e tanta sofferenza, per un’Inter che non riesce a compiere l’impresa al Camp Nou. Il Barcellona vince meritando anche senza Leo Messi e rimane prima nel girone a punteggio pieno, a differenza dei Nerazzurri sconfitti per la prima volta in stagione in terra internazionale. Un 2-0 che comunque non fa poi così male, considerato il pareggio tra PSV e Tottenham che consente all’Inter di rimanere a debita distanza.

Un KO meritato, quasi già annunciato, ma che non lascia l’amaro in bocca sia per questioni di classifica, sia per questioni relative al gioco. Nonostante infatti il predominio dei Catalani, gli uomini di Spalletti hanno provato ad esprimere il proprio calcio, specialmente nella prima mezzora che ha visto grande equilibrio e poche occasioni da entrambe le parti. A lungo andare è però venuta fuori la qualità di una squadra nettamente più forte come il Barça, illuminato da uno stratosferico Rafinha: l’ex di giornata, inventa, salta l’uomo e tira in porta rimanendo sempre nel vivo dell’azione, giocando tra l’altro proprio al posto di Messi. Un dispiacere, per i tifosi Nerazzurri, vedergli segnare un gol contro quella che è stata a suo dire una seconda famiglia, e in cui sarebbe tornato volentieri, togliendo (in questo caso sì) quel leggero amaro in bocca rimasto dopo la sfida del Camp Nou. Non ha invece brillato l’altro osservato speciale di giornata, ovvero Milan Škriniar, entrato negativamente nella storia di entrambi i gol dei Catalani. Difficile capire se le voci di mercato, provenienti proprio dalla Spagna, abbiano o meno distratto il muro slovacco, preciso a dire il vero negli uno contro uno ma distratto sui palloni vaganti in area.

Poco male comunque, l’entusiasmo post derby è ancora vivo e la consapevolezza di aver fatto enormi passi in avanti pure. Nonostante sia mancata la solita lucidità e la qualità in mezzo al campo, Spalletti si è reso sicuramente conto di remare dalla parte giusta, e per rimanere competitivi per il resto della stagione, rimangono pochissimi accorgimenti da fare. L’inserimento definitivo di Vrsaljko tra i titolari al posto di D’Ambrosio (troppo poca qualità per questi livelli) e i recuperi definitivi degli infortunati e dei giocatori fuori forma, come Nainggolan e Perišić, sono passi da fare per continuare la crescita progressiva di un gruppo ancora non del tutto completo. Nessuna preoccupazione invece a Barcellona: la qualità del gioco è la solita, e Arthur si è dimostrato un assoluto fuoriclasse, degno di ricevere la pesante eredità di Don Andrés Iniesta.

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Giornalista e telecronista, classe '96. Vincitore del Workshop 2017 di Sportitalia, malato di calcio italiano e non. Innamorato dello sport in generale, seguo anche il volley ed il tennis.