La Roma si mette il vestito e si fa bella per l’Europa

Che cosa è accaduto alla Roma di Di Francesco? Una squadra da Dr. Jekyll e Mr. Hyde tra campionato e coppa. Sabato la compagine giallorossa era stata protagonista di una sventurata partita di campionato contro la Spal in cui aveva rimediato una deludente sconfitta, oggi la stessa squadra, o almeno gran parte di essa, è riuscita a fare un sol boccone della temibile CSKA Mosca, reduce dalla vittoria contro il Real Madrid. Non si può parlare di una questione di formazione perché la struttura trovava molto similitudine e pochissime eccezioni come la presenza di Un Daniele De Rossi costretto a stringere i denti e di Santon, forse allora è più chiaro parlare su una situazione di testa e gli elementi per sostenere questa tesi ci sono tutti.

Il primo fra tutti è Dzeko, determinante in negativo e in positivo a distanza di poche ore. Contro la Spal era stato uno dei peggiori in campo e quei due gol sbagliati, uno per tempo, hanno finito per condizionare il risultato. Un giocatore svogliato, spento, ma soprattutto nervoso; come se fosse irritato da qualcosa o da qualcuno in campo. Stasera quello stesso giocatore è risultato determinante con due gol e un assist: il bosniaco ha sentito il peso e l’importanza della gara, decisiva per il futuro europeo della Roma, e forse per questo motivo ha posto in campo una concentrazione diversa, uno spirito quasi da partita a eliminazione diretta. Un discorso analogo vale per Under e El Shaarawy; con l’armonia giusta anche il resto della truppa gira bene e così tutto il collettivo risente dell’influsso positivo in campo. Gira la difesa dove Fazio riesce a dare il meglio in coppia con Manolas, gira il centrocampo con Nzonzi decisamente più concreto rispetto alla prestazione incolore contro la Spal. Capitolo a parte per Lorenzo Pellegrini: lui era il giocatore maggiormente preso di mira dai tifosi nei momenti di difficoltà della squadra. Un go, è bastato un solo gol di tacco nel derby con la Lazio per trasformarlo, farli acquistare fiducia e farlo diventare una costante tra i migliori in campo dell’undici giallorosso.

Ed è proprio questa costanza che la Roma deve cercare e imprimere nella propria testa. La squadra ha dimostrato di avere le potenzialità per disputare una stagione di alto rendimento, eppure un approccio troppo timido le ha fatto perdere consistenza in molte partite di campionato e soprattutto punti dalle zone che contatto. Qui forse è mancata la mano dell’allenatore: il tecnico come bravo condottiero doveva prendersi sulle spalle la propria squadra e indirizzarla sui binari giusti. Non è accaduto, ma ora è tardi per pensarci. La Roma resta in gioco per il suo futuro europeo, però adesso deve svegliarsi ed essere più concreta in campionato.

 

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.