Cara Juventus, ora è l’Europa a temere te

Una Juventus sontuosa espugna l’Old Trafford e vola a punteggio pieno nel girone di Champions. La gara più difficile di questa fase per i bianconeri, quella che gli esperti hanno definito la partita della fase a gironi di più alto livello dell’intera storia della competizione. Giudizio dato non tanto per i risultati che stanno ottenendo le due squadre (bene la Juve in Serie A, meno lo United in Premier) ma per il valore complessivo delle due rose. Due papabili protagoniste anche di un’ipotetica finale, perché no.

E l’esame la Juventus lo ha superato a pieni voti, con personalità e presenza, con tattica e predominio, ma soprattutto facendo apparire meno forte e concreta la corazzata dei red devils. Unico e vero brivido per Szczęsny, il palo di Pogba a un quarto d’ora dalla fine. Dominare il Manchester United in una competizione europea e davanti al suo pubblico non è impresa per qualsiasi squadra, va bene che la squadra di Mourinho stia soffrendo più del dovuto nel proprio campionato, ma anche la Juventus ne sa qualcosa: la Champions è altra cosa rispetto al campionato e così anche l’impegno e l’agonismo profusi. E quindi la nebbia e i fantasmi affiorati nella gara contro il Genoa svaniscono nel nulla, così come la partita del Mestalla aveva rigettato indietro le polemiche di una squadra che in Serie A non esprimeva un calcio spumeggiante.

Juventus animale da Champions, poche ma presenti le leggerezze compiute in campionato, ridotte ancor di più quando ci si gioca l’Europa. I bianconeri hanno gran fame di alzare al cielo la coppa dalle grandi orecchie e lo stanno dimostrando partita dopo partita, nonostante le assenze. Solo poche pause concesse per rifiatare, un finale di partita meno lucido ma avversari mai pericolosi. Un punto esclamativo, un’ulteriore prova di quali siano gli obiettivi per questa squadra, chiunque venga scelto da Allegri per giocare lo sa: la Champions è l’obiettivo primario, non sono giustificati errori in Serie A ma non verranno perdonati svarioni in coppa. È dall’atteggiamento sul terreno di gioco che viene fuori il discorso negli spogliatoi o quello delle prime riunioni in precampionato, non c’è bisogno (stavolta) di audio rubati o di testimonianze dirette, abbiamo una squadra che si muove come un’orchestra, diretta da Allegri e dal primo violino Ronaldo. Il gol vittoria lo sigla un Dybala ritrovato, il centrocampo da “dieci e lode” guidato da Pjanić ma con Matuidi e Bentancour impeccabili, una difesa diga e due incursori di fascia da gran polmoni e tecnica come Alex Sandro e Cancelo. Insomma questa Juve è stata costruita per arrivare fino in fondo e vincerla questa benedetta Champions, e all’Old Trafford lo sanno bene. Ora più che mai è l’Europa ad aver paura della vecchia signora, non il contrario.

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Telecronista e opinionista radio/TV, già a SportItalia e addetto stampa di diverse società. Non si vive di solo calcio: ciò che fa cultura è la fame di sapere, a saziarla il dinamismo del corpo e del verbo.