Brave ragazze, ci avete regalato un ottobre fantastico

È stato un sabato mattina particolare, un risveglio carico di speranza per gli sportivi italiani e anche per chi è più divanista ma resta sempre tifoso azzurro. Una mattinata ricca di messaggi fiduciosi di incoraggiamento da parte di tutti, persone semplici e anche squadre di calcio, giocatori di basket e personaggi politici. Le ragazze dell’Italvolley sono state protagoniste di una cavalcata mondiale quasi perfetta in Giappone. Fino alla Final Six avevano dominato ogni singola fase superando squadre del calibro di Cina, Russia e Stati Uniti. A Nagoya è stata una battaglia con le padrone di casa del Giappone, ma la paura di uscire di scena è stata spazzata dal punto decisivo del 15-13 al tie-break. Con la Serbia una sconfitta giustamente definita “indolore” prima di un’altra incredibile impresa contro la Cina.

Eravamo reduci dai mondiali casalinghi del volley maschile e queste ragazze ci hanno ridato quell’entusiasmo che era svanito qualche settimana prima con Zaytsev e compagni. La Serbia appariva come una corazzata, un muro inespugnabile, eppure ci abbiamo creduto a lungo in questa finale per l’oro iridato. Due volte avanti nel computo set, due volte raggiunti e infine il tie-break. Non c’è due senza tre recita un famoso proverbio, ma la trilogia azzurra invece non è stata completata.

La Serbia si gode il suo primo storico mondiale e riporta l’Europa sul trono conquistando l’eredità degli Stati Uniti. L’Italia invece torna sul podio (L’ultima e unica volta era stata in Germania nel 2002 quando vincemmo l’oro) con un argento, ma questo non deve essere un dispiacere. Ci siamo presentati con una nazionale giovane e l’obiettivo era quello di fare il meglio possibile. Nessuno era partito con l’unica ambizione di vincere il mondiale, certo fa male perderlo quando sei arrivato a un passo. Questa nazionale va comunque applaudita ed elogiata e questo secondo posto va celebrato al pari di una vittoria. Sono ragazze giovani e ci possono garantire un ciclo positivo magari strizzando l’occhio alle Olimpiadi di Tokyo visto che il Giappone ci ha portato bene.

Un peccato solo che questa squadra sia finita nel ciclone della lite tra razzisti e antirazzisti, sempre più accesa, una pagina che ha rischiato di offuscare e coprire le gesta atletiche di queste splendide ragazze. Sbaglia chi nega ed è contrario alla presenza di atlete di colore in nazionale, ma sbaglia anche chi strumentalizza politicamente questa situazione per il motivo opposto. Sono tutte atlete e ragazze e non ci interessa il resto. Abbiamo una nazionale che può fare il bene del futuro della pallavolo, godiamocela e incrociamo le dita per il futuro.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.