Lugano, Celestini: “Ancora tante cose da mettere a posto, ma oggi mi tengo il risultato”

Dal nostro inviato a Lugano (CH).

Incontriamo Fabio Celestini, tecnico del Lugano, al termine della partita contro il San Gallo. Ecco le sue principali dichiarazioni“Oggi era importante portare a casa i tre punti, questa è una vittoria che ci faciliterà il lavoro nei prossimi giorni. Non è stata una partita perfetta, ci sono tante cose da rivedere, ma oggi mi tengo stretto il risultato.”

“Loro ci hanno pressato tanto, e noi non siamo stati capaci di tenere palla. Oggi abbiamo fatto quasi solo ripartenze, dove però siamo stati davvero bravi. Abbiamo forse concesso a loro troppe volte la conclusuione, anche se tiravano da molto lontano.”

Il vostro cronista ha fatto notare al tecnico che la squadra ha avuto uan grande intensità lungo tutti i 90′, tenendo testa agli avversari, anche se, alla fine, in molti sono apparsi fisicamente sofferenti“Anche questo è un asopetto che dovremo migliorare. Purtroppo la squadra non è tutta allo stesso livello fisico: diversono vengono da infortuni, hanno avuto una preparazione frammentata. Abbiamo giocato con 4+3 uomini a curare la fase difensiva, per dare spazio ai 3 davanti. Dietro hanno fatto bene, e davanti sono stati liberi di attaccare la porta avversaria.”

“Ho dovuto fare dei cambi obbligati, perché alcuni elementi erano in difficoltà fisica, e ce n’erano altri due con i crampi. Quelli subentrati hanno giocato però con una grandissima grinta. Ho visto, oggi, un po’ più di fiducia. I ragazzi sono ricettivi, e oggi credo che la testa abbia inciso almeno per il 60/70% sulla prestazione odierna. Stiamo provando a renderli felici, facendo un calcio che a loro piace.”

“Bottani? Si sacrifica, difende, un giocatore totale. Gli ho dato la fascia di capitano, è una vita che è qua, ho ritenuto fosse pronto, e mi ha ripagato con una grande prestazione. Oggi abbiamo giocato in questo modo, con Mattia dietro le punte, che credo sia una soluzione che possa far male agli avversari. Tuttavia, abbiamo tante altre opzioni.”

“Ho chiesto a Čovilo, quando è entrato, di fare la partita che ha fatto. Però mi sono reso conto che non era troppo convinto: abbiamo problemi di lingua e difficoltà a comunicare, ci vorrà un po’ di tempo per fargli capire cosa voglio da lui. La scelta di Abedini è stata dettata dalla necessità di avere davanti alla difesa un giocatore già in grado di fare ciò che avevo bisogno. Certo, è giovane: tuttavai, come ho sempre detto, non guardo la carta d’identità dei giocatori, prima di scegliere chi mandare in campo.”  

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.