L’importanza di farsi trovare pronti

Prova di maturità del Napoli che nel giorno del primo, inaspettato mezzo passo falso della Juventus vince in un campo storicamente ostico come quello di Udine, dove aveva trionfato solo in sei occasioni su trentasei, e lo fa senza la sua stella, Lorenzo Insigne. La squadra di Ancelotti ha una sua identità, ha padronanza del campo, ha qualità nel palleggio in tutti i suoi interpreti: le trame di gioco sono fitte e armoniose, il Napoli gioca bene, anche se Jorginho non c’è più. Il Napoli è bello da vedere, anche se manca Insigne. Il Napoli fraseggia sullo stretto e l’attimo dopo dà aria alla manovra con cambi di campo intelligenti, studiati e stilisticamente pregevoli. Il Napoli è frizzante sugli esterni anche se Verdi è costretto a uscire dopo pochi minuti.

Ancelotti sta facendo un grande lavoro, ha saputo prendere ciò che di buono aveva lasciato in eredità Sarri, aggiungendoci molto di suo. Fondamentalmente, il Napoli di quest’anno sembra più maturo, capace di sopportare la pressione di una Juventus schiacciasassi che gioca due ore prima, capace di non pensare al Paris Saint-Germain quando scende in campo in provincia, capace soprattutto di cambiare gli interpreti senza calare il suo rendimento. Ecco, questo è probabilmente il cambiamento più significativo di queste prime settimane di gestione ancelottiana.

Merito al tecnico di Reggiolo, certo, ma merito anche ai suoi ragazzi: farsi trovare pronti non è facile, non lo è mai. Quest’anno lo è un po’ di più, però: non ci sono più gli undici titolarissimi, non ci sono i continui rimpianti per una coperta ritenuta troppo corta; Ancelotti sta ruotando i suoi uomini e, a turno, tutti stanno rispondendo presente. L’esempio di stasera è lampante: Fabián Ruiz entra in campo a freddo, al 4’, e al 14’ sblocca la partita con una perla di rara bellezza; Rog entra all’85’ e pochi secondi dopo mette la sua firma sul tabellino.

Mettere minutaggio nelle gambe di più giocatori possibili torna utile nel momento del bisogno e il Napoli lo sta facendo senza pagare in termini di punti. La rosa della Juventus è profondissima ma anche il Napoli sta scoprendo un parco giocatori più ampio del previsto: nella giornata in cui la Juve si dimostra vulnerabile, il Napoli fornisce una prova di forza che va al di là del risultato. E che riaccende il campionato.

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Nasce nel 1987 a Udine, gioca a calcio da quando ha 6 anni. Laureato in Relazioni Pubbliche e Comunicazione Integrata per le Imprese e le Organizzazioni.