Zurigo, una vacanza meritata

La sosta per le nazionali, in Svizzera, è occasione di lavoro tattico e fisico per tutti, tranne che per lo Zurigo. A sorpresa, infatti, Magnin ha regalato ai suoi ragazzi e a sé stesso tre giorni di libertà.

Il tecnico tigurino così aveva commentato la rimonta subita dai suoi a Thun, nell’ultimo turno prima della sosta: (Blick) “Sono orgoglioso del carattere della mia squadra. Altri, magari, dopo aver preso due gol in tre minuti, si sarebbero disuniti e avrebbero perso la partita. È normale che la concentrazione diminuisca un po’  dopo un ciclo di partite come quello che abbiamo fatto noi. Il Thun è stato bravo a cogliere questa nostra debolezza. Tuttavia, devo guardare il bilancio complessivo di queste sette partite: abbiamo ottenuto, tra campionato ed Europa League, cinque vittorie e due pareggi in tre settimane.”

Insomma, niente di cui lamentarsi, per l’allenatore della compagine zurighese, seconda in classifica a pari punti col Basilea. “Questa pausa arriva al momento giusto: devo allentare un po’ la presa. Tutti quanti abboamo bisogno di riposo, io per primo. La speranza è ritrovarsi qua, alla prossima pausa per le nazionali, a commentare gli stessi risultati.”

Il tecnico, quindi, dopo l’amichevole con il Winterthur (persa 1-5), ha lasciato liberi i suoi nel fine settimana. Certo, non ha fatto piacere l’annuncio dell’infortunio accusato in nazionale dall’islandese Pálsson (assente, infatti, nella partita contro la Svizzera). Tuttavia, ci sarà tempo, in settimana, per trovare le contromisure.

Lo Zurigo, quindi, fa un piccolo bilancio, che riporta il segno positivo. Secondo posto in classifica, con 16 lunghezze: a pari coi rivali storici renani, come scrivevamo sopra, ma davanti in virtù della differenza reti. Due vittorie su due in Europa League, che valgono il secondo posto nel girone alla pari col Bayer Leverkusen, e la concreta possibilità di qualificarsi alla fase a eliminazine diretta della competizione: un risultato prestigioso.

Merito del tecnico, che ha saputo creare, soprattutto, un buon equilibrio difensivo. Solo 10 le reti subite dai tigurini in campionato (seconda difesa dopo quella dell’inarrivabile YB), e una regolarità che ne fanno una delle squadre candidate al ruolo di seconda forza del torneo.

Tallone d’Achille della compagine biancoblù è l’attacco. I ragazzi di Magnin hanno, infatti, il peggior attacco della Super League, con solo 10 gol segnati. La cessione di Frei, nel calciomercato estivo, ha fruttato milioni di franchi al club, ma ha tolto molto del peso offensivo a una formazione che ha sempre fatto del gioco fisico un suo punto di forza.

Magnin, quindi, si ritrova a dover far cambiare pelle ai suoi. Il suo Zurigo è una formazione solida: con un 4-2-3-1 bem disposto in campo, si difende bene, potendo contare su due mediani come l’islandese e capitano Pálsson (fuori probabilmente fino alla ripresa, da quanto si dice) e l’ex Lucerna Kryeziu, che si muovono davanti alla difesa. In porta, Brecher, nonostante qualche amnesia, ha dimostrato di essere uno dei migliori nel ruolo.

Davanti, invece, le cose devono migliorare. Come scrivevamo sopra, il tecnico sta provando a cambiare una squadra che poteva contare su un attaccante fisicamente prestante come Frei a una che, invece, vada in rete in velocità, grazie a gente come Kololli e l’ex Lugano Ceesay, già a segno, in maglia biancoblù, a Sion.

È un lavoro lungo: tra l’altro, stupisce come il tecnico non abbia ancora trovato una collocazione idonea, finora, a un giocatore come Winter. Però, il cantiere è in corso, e pensiamo che possano esserci buoni risultati in tempi brevi, anche dal punto di vista realizzativo.

In conclusione, uno Zurigo che, in prospettiva, può regalare ancora soddisfazioni ai propri tifosi, tra i più appassionati delal Confederazione. La squadra ha regalato grandi emozioni in Coppa svizzera ai propri sostenitori (tre successi nelle ultime cinque edizioni), ed è candidata a essere seconda forza in questo campionato, in grado di reggere lo scontro con i rivali del Basilea. Certo, alla solidità difensiva dovranno aggiungersi i gol. Ma se l’ex Lugano Ceesay manterrà le promesse, contro i tigurini sarà dura per tutti.

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.