Rugby League – Un’Italia nuovamente vincente

Focus sulla vittoria dell'Italia di rugby league sul Sudafrica. Video integrale della partita

Per gentile concessione NRL Photos

Lo scorso fine settimana il rugby league italiano ha finalmente tirato un sospiro di sollievo. La Nazionale ha infatti ritrovato, dopo 341 giorni, il successo a livello di test, battendo il Sudafrica 18-8 a Kellyville Ridge (Sydney). L’ultimo exploit azzurro risaliva infatti a sabato 5 novembre 2017, al perentorio 46-0 inflitto agli USA a Townsville nella seconda gara della Coppa del Mondo, davanti a oltre 7 mila spettatori. Il ritorno al gustoso sapore della vittoria è arrivato sempre in terra australiana, a dimenticare una Rugby League World Cup opaca, o comunque meno brillante del previsto.

Formazione alla mano, numerosi – come del resto ai Mondiali 2013 e 2017 – i giocatori nati in Australia ma in campo con l’Italia per origine familiare. Ciò, coerente col lavoro fatto a livello giovanile presso le comunità della diaspora italiana nel mondo, nei paesi in cui il league è codice dominante del rugby, non ha comunque tolto spazio al piemontese Gioele Celerino e al veneto Simone Boscolo, giocatori nati e cresciuti in Italia, ora down under per giocare a livello di club con le maglie rispettivamente di Queanbeyan Blues (Canberra) e Tully Tigers (Queensland).
In particolare Celerino, sceso in campo da titolare con la maglia n. 12, si è tolto la soddisfazione di diventare – col suo cap n. 17 – primatista assoluto di presenze in nazionale italiana senior, andando a staccare l’ex compagno di squadra Matt Sands.
E se è vero che nel frattempo il 2018 ha visto molte opportunità offerte ai giocatori di produzione italiana, su tutte l’Europeo Under 19 in agosto a Belgrado, c’è certamente la necessità di unire i migliori prospetti italiani del campionati europei coi talenti che stanno via via emergendo in Australia.

Per gentile concessione NRL Photos

Formazione alla mano, parecchi i debuttanti azzurri contro il Sudafrica. Perso James Tedesco che ha esordito sabato ad Auckland (Nuova Zelanda) con la maglia dei Kangaroos australiani, e indisponibile Mason Cerruto, astro nascente dei Canterbury-Bankstown Bulldogs, l’Italia ha schierato estremo Sam Dolores​ (Eastwood Hawks), coadiuvato all’ala destra da Dallas Greco​ (​​​Campbelltown City), da Josh Mantellato, stella classe 1987 ex Newcastle Knights e Hull KR, dal 2011 nel giro della Nazionale, oltre a Nick Okladnikov e Brock Pelligra.
In mediana, ecco il giovane Daniel Petralia, accoppiato al n. 7 da Terry Campese, esperto playmaker classe 1984, una vita da professionista con le maglie di Canberra Raiders e Hull KR, ora allenatore-giocatore dei Queanbeyan Blues, suo club d’origine. Costretto a saltare le prime due gare della Rugby League World Cup 2017 per infortunio, Campese – nipote di David Campese, 101 presenze con l’Australia nel rugby union e leggenda dello sport – aveva dato il suo “addio” al league internazionale nella sfida Fiji-Italia del 10 novembre scorso al Canberra Stadium (38-10) ma è stato coinvolto dal ct Leo Epifania per dare leadership ed esperienza a un gruppo giovane e poco abituato a questi livelli.

Muscoli, esperienza ma anche qualche faccia nuova tra gli avanti. In campo per la prima volta da capitano Brenden Santi, pilone al suo cap n. 12, già veterano all’età di 25 anni, oltre allo stesso Celerino, Vinnie Ripepi, John Trimboli, Matthew Bonanno e Rhys Sciglitano.

Partita che doveva inizialmente giocarsi al Club Marconi-Bossley Park, autentico “cuore” dello sport italiano in Australia e sede già lo scorso anno del test match Italia-Malta (22-22), ma spostata a Kellyville causa maltempo.
La stessa pioggia non ha mancato di condizionare l’incontro, ben diretto dall’arbitro Robert McDonald, dominato dagli azzurri nel primo tempo (12-0) grazie alle mete di Pelligra e Petralia, oltre ai calci precisissimi di Mantellato. Nonostante il Sudafrica, revivivo e capace di tradurre finalmente in punto una pressione offensiva invero mai mancata nella prima prima frazione di gioco, con Cryer, O’Donovan mettesse in qualche modo paura all’Italia, la meta finale di capitan Santi congelava il punteggio, consegnando al XIII azzurro una tanto agognata vittoria a livello di test.

In preparazione ora un’altra sfida internazionale con Samoa (sempre al Marconi). Da valutare, sul medio e lungo periodo, l’impatto di questo nuovo gruppo di giocatori quando combinato ai prospetti emersi su territorio italiano.
Di seguito il tabellino ufficiale dell’incontro e i video integrali della partita.

ITALIA-SUDAFRICA 18-8
Italia: 1 Samuel Dolores, 2 Dallas Greco, 3 Nick Okladnikov, 4 Josh Mantellato, 5 Brock Pelligra, 6 Daniel Petralia, 7 Terry Campese, 8 Brenden Santi (C), 9 Vinnie Ripepi, 10 John Trimboli, 11 Matthew Bonanno, 12 Gioele Celerino, 13 Rhys Sciglitano. Interchange: 14 Simone Boscolo, 15 Nick Serafino, 16 Dominic Biondi, 17 Anthony Curcio. All.: Leo Epifania.
Sudafrica: 1 Tyler Thomas, 2 Darren O’Donovan, 3 Byron Hutchinson, 4 Will Smith, 5 Juan Benadie, 6 Coby Thomas, 7 Kam Cryer, 8 Joel Tubbs, 9 Hugo De Villiers, 10 Zach Van Loggerenberg, 11 Shane Gillham (C), 12 Seth Buckley, 13 Marcelle Viljoen (C). Interchange: 14 Andre-Carl Joubert, 15 Johannes Erasmus Van Zyl, 16 Gary Bautz, 17 Tjaart Van Der Walt. All.: Jon Wilson, Isaac Thomas.
Mete: Pelligra, Petralia, Santi (I), Cryer, O’Donovan (SA).

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Sardo classe 1987, ama il rugby, il calcio e i supplementari punto a punto. Già redattore di Isolabasket.it e della rivista cagliaritana Vulcano, si è laureato in Lettere con una tesi su Woody Allen.