L’esordio in nazionale come punto di svolta: l’Udinese spera di rivedere il vero Lasagna

Il suo inizio di campionato non è stato particolarmente esaltante. Questo avrebbe dovuto essere l’anno della consacrazione per Kevin Lasagna: nel pieno della sua maturazione calcistica, il ventiseienne di San Benedetto Po sembrava pronto a sbocciare dopo una stagione positiva l’anno scorso con la maglia dell’Udinese, nella quale ha collezionato 32 presenze e 14 reti tra campionato e Coppa Italia, lo stesso bottino di marcature dell’anno precedente in B al Carpi. Lasagna non ha patito quindi in termini di realizzazioni il passaggio dalla B alla A, dimostrandosi più prolifico rispetto alla prima stagione disputata nella massima serie (36 presenze e 5 gol nel campionato 2015-2016). Quest’anno l’asticella è stata ulteriormente alzata, perché le potenzialità del ragazzo sono grandi e ancora parzialmente inespresse.

Nell’andamento altalenante della squadra bianconera Lasagna è stato finora uno dei giocatori più deludenti: un solo gol in 8 partite è troppo poco per il terminale di un gruppo che punta a una salvezza tranquilla. Un gol arrivato, tra l’altro, nell’unica gara in cui era partito dalla panchina, al Bentegodi contro il ChievoVerona. Al Friuli sono stati anni complicati per il vuoto lasciato in attacco da Di Natale: da quando Totò ha smesso di giocare, l’Udinese ha sofferto l’assenza di un attaccante da doppia cifra. I 12 gol messi a referto da Lasagna nello scorso campionato sono stati fondamentali per raggiungere la salvezza, un bottino di tutto rispetto se si tiene conto del fatto che non ha calciato i rigori.

La sconfitta subita contro la Juventus ha fatto scendere l’Udinese al quindicesimo posto, con un distacco dal terzultimo di soli 4 punti. La situazione si stava facendo pesante e proprio a questo punto, ecco l’assist del destino: Zaza, infortunatosi, lascia il ritiro della nazionale e al suo posto Mancini convoca, a sorpresa, proprio Lasagna. L’attaccante bianconero non esordisce nell’amichevole contro l’Ucraina e parte dalla panchina anche nella sfida di Nations League contro la Polonia. L’Italia gioca bene, molto bene, ma non riesce a segnare: in panchina c’è un certo Ciro Immobile  che scalpita (capocannoniere della scorsa Serie A e terzo quest’anno con 5 gol all’attivo) ma Mancini sorprende tutti: all’80’ esce Bernardeschi e al suo posto, per tentare l’assalto nel finale, entra Lasagna. Com’è andata a finire lo sappiamo, Kevin ha messo lo zampino sul gol di Biraghi con una fondamentale “spizzata” di testa sul corner battuto al 92′.

Questo episodio potrebbe avere risvolti incredibilmente positivi per Lasagna e, di conseguenza, per l’Udinese: Velázquez ritrova un giocatore galvanizzato dall’esperienza azzurra, che sicuramente avrà giovato sia in termini di autostima che di stimoli per l’immediato futuro. Questa potrebbe essere la molla che fa decollare la stagione del giocatore, ingolosito ormai dalla possibilità di insediarsi stabilmente a Coverciano, prospettiva molto lontana fino a pochi giorni fa. Sino a questo momento l’Udinese si è retta sui gol dell’argentino De Paul, anche lui al debutto in nazionale la scorsa settimana (e dal primo minuto) nell’amichevole Iraq-Argentina (il che esclude la possibilità, paventata nelle ultime settimane, di vedere l’oriundo De Paul nell’Italia di Mancini); ora Lasagna dovrà alzare il livello delle sue prestazioni anche nell’Udinese e il calendario offre sùbito un’opportunità affascinante: sabato al Friuli arriva il Napoli. Probabilmente, vedendosi attorniato da maglie azzurre, Lasagna si sentirà particolarmente ispirato.

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Nasce nel 1987 a Udine, gioca a calcio da quando ha 6 anni. Laureato in Relazioni Pubbliche e Comunicazione Integrata per le Imprese e le Organizzazioni.