Il cinismo dell’Inghilterra ammutolisce Siviglia. Non segna, ma il protagonista indiscusso è Harry Kane

Il gigante è caduto. In maniera inaspettata, con un tonfo che più clamoroso non si può. La rinnovata Spagna di Luis Enrique, che sembrava avviata a una facile vittoria del proprio girone, si è dovuta inchinare alla cinica Inghilterra di Southgate. In casa, per giunta, dove gli iberici detenevano un’imbattibilità che durava da quindici anni. In soli novanta minuti le sperticate lodi tessute in patria al nuovo corso si sono sgretolate di fronte alla concretezza inglese, con Harry Kane nell’insolita ma proficua veste di suggeritore. Si perché il fuoriclasse del Tottenham ha giocato a tutto campo, andandosi a prendere i palloni ovunque e innescando la velocità di Sterling e Rushford.

Il primo gol è perfetto, per tempi ed esecuzione. Tre tocchi, sette secondi per mettere la palla alle spalle di de Gea. Kane lancia Rushford sulla sinistra, che a sua volta serve quasi immediatamente Sterling al centro. L’anglo-giamaicano brucia sullo scatto Alonso e di destro non perdona. Il secondo invece mette in risalto le qualità di Kane, che difende un pallone lanciato in avanti dalla difesa, si districa tra un paio di avversari e pennella per Rushford che trafigge nuovamente il suo compagno al Manchester United. Basta così? No, perché arriva la terza marcatura. A segnarla ancora Sterling, ancora servito da Kane, al suo secondo assist personale della partita.

Per la Spagna si tratta di un indubbio passo indietro, un exceso de vista, come lo hanno definito i maggiori siti sportivi. Una sconfitta netta, senza appello, che ha fatto e che farà rumore. Ma che può servire a ridimensionare un ambiente forse eccessivamente carico e sicuro di sé. Il primo tempo degli inglesi è stato perfetto, per intensità e intelligenza: anziché esporsi al gioco della Roja, gli uomini di Southgate non si sono scomposti, riuscendo a compattarsi bene in difesa e a ripartire. Quella che sembrava un’impresa impossibile è diventata realtà. Grazie all’applicazione tattica, uno degli storici talloni d’Achille dell’Inghilterra.

E così adesso la situazione nel gruppo è tutt’altro che decisa. Alla Spagna, a cui bastava un pari per guadagnarsi l’accesso alla fase finale, spetta ora il difficile compito di vincere in Croazia. Contro una squadra che attualmente ha un solo punto in classifica, ma che può pensare addirittura al primo posto nel caso in cui vinca entrambe le sfide. Tutto quello che sembrava deciso e incanalato sui binari spagnoli ha preso una virata. Grazie all’Inghilterra, grazie al suo capitano.

 

 

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.