92 minuti di applausi

Segna Biraghi, evitiamo di finire nella Lega B di Nations League. L’Italia batte la Polonia, la prestazione è stata positiva, il gol, arrivato al 92′ con colui che non ti aspetti. Cristiano Biraghi impatta sul secondo palo e la mette dentro, in mischia, su corner di Insigne e spizzata di Lasagna, poi tutti a esultare, Mancini compreso, che sentiva forte la responsabilità sulle spalle di non aver reso la Nazionale vincente, finora. L’ultimo successo, prima di ieri sera, era datato 9 ottobre 2017: più di un anno fa, quando gli azzurri batterono l’Albania nelle qualificazioni ai Mondiali saltati per via dell’ormai famoso, e drammatico, 0-0 con la Svezia a San Siro.

Dicevamo della prestazione: positiva, contro la Polonia. Due traverse, un gol in extremis, tante parate di Szczęsny, e peggio evitato. In realtà, è possibile ancora vincerlo il girone, ma bisognerà battere il Portogallo. Che per adesso è senza Cristiano Ronaldo, e che è considerato, in questo periodo, più forte di un’Italia che sta provando a ritrovare il proprio orgoglio, la propria identità. Il proprio gioco.

Chiaramente, non tutto è risolto. Sicuramente, vincere con la Polonia consentirà a Mancini di acquisire fiducia e conferirla al gruppo. L’esultanza di Biraghi, emozionante: dedica ad Astori, non poteva essere altrimenti. È stata una partita strana, quella di ieri: c’era il rischio di finire a giocare, nella prossima Nations League, contro squadre di livello inferiore. Al 92′, il guizzo decisivo, il 13 con le dita alzato al cielo, la possibilità di vincerlo, adesso, il Gruppo 3: il 17 novembre bisognerà battere il Portogallo, poi sperare che la Polonia – ricordiamolo: già retrocessa – abbia una botta d’orgoglio e faccia il suo, nella partita finale (20 novembre). Spes ultima dea.

Condividi
Appassionato di sport – calcio, NFL e Tennis su tutti. Direttore di MondoSportivo.it, giornalista e telecronista di Sportitalia e Premium Sport.