Da Nawałka a Brzęczek, nella Polonia è cambiato poco: ecco perché non è meno in crisi degli Azzurri

Dopo la clamorosa e piuttosto precoce eliminazione dai Mondiali di Russia 2018, la Nazionale polacca sembrava essere ormai arrivata alla fine di un progetto e di una parte della sua generazione agli occhi di tutti gli addetti ai lavori. L’ultimo posto in un girone tutt’altro che insuperabile, con Colombia, Giappone e Senegal, aveva insomma fatto intendere che fosse necessario mettere da parte i ricordi del passato, di una squadra che aveva fatto una gran figura agli Europei del 2016 fermandosi ai quarti di finale, per di più ai calci di rigore, contro i futuri campioni del Portogallo, e iniziare a coltivare su nuovi terreni.

Un nuovo progetto che, inevitabilmente, doveva fare a meno anche di Nawałka, apprezzato per lungo tempo per il suo calcio concreto, ordinato e capace di sviluppare anche talenti interessanti, racchiuso nel suo solido 4-4-2. Un modulo che, tra l’altro, lo stesso tecnico si era ritrovato a dover cambiare in corsa al Mondiale per cercare una soluzione alle pessime prestazioni. Le idee che avevano permesso i successi del passato dei biancorossi, creando anche una certa aspettativa in vista della competizione della scorsa estate, sono improvvisamente scadute, rendendo la Polonia una squadra scontata in fase offensiva e troppo fragile in difesa. Al posto di Nawałka è arrivato Jerzy Brzęczek: un tecnico che, nonostante un curriculum e una carriera di livelli modesti sia come calciatore che in panchina, si era così assunto la difficile responsabilità di superare un momento piuttosto fragile con scelte coraggiose e decise, anche per far fronte a nomi pesanti della sua rosa, in primis di Lewandowski. Ma il cambiamento tanto atteso, per il momento, non sembra essere ancora avvenuto.

Rispetto alla squadra partita per la spedizione in Russia, poco sembra essere mutato nel modo di giocare di quella attuale, tra l’altro ancora a caccia della sua prima vittoria (due pareggi, con l’Italia e nell’amichevole contro l’Irlanda, e una sconfitta). A partire dal modulo, rimasto fedele al 4-4-2 del predecessore Nawałka: si è provato a lanciare qualche giovane in più, dal blucerchiato Bereszyński all’uomo del momento, Piątek, capace di togliere il posto a Milik e di segnare anche con la sua Nazionale nella sfida contro il Portogallo. Ma gli storici leader dello spogliatoio, tanto deludenti al Mondiale e non ancora tornati ad alti livelli, sono rimasti gli uomini chiave del gioco.

Un discorso che vale per Glik, lontano dalle rocciose prestazioni con la maglia del Torino, Krychowiak, certamente non il regista tanto apprezzato con il Siviglia, e soprattutto Lewandowski. Uno degli attaccanti più forti al mondo, ma che in Nazionale non sembra più lo stesso. Ed è il suo nome ad essere tanto pesante, perché è attorno ad esso che Brzęczek sembra aver provato a ricostruire il progetto, cercandogli partita dopo partita il compagno giusto per ispirarlo. Il centravanti del Bayern Monaco continua a giocare lontano dalla porta, senza riuscire a realizzare i movimenti e le intuizioni offensive che mostra normalmente in campionato. Fino a farsi oscurare persino dal giovane Piątek nella sfida contro il Portogallo. E ora più di un tifoso comincia a chiedersi, con dubbi crescenti, fino a che punto la sua presenza possa essere così vitale per la Polonia, al punto di rischiare di sacrificare una squadra intera.

È stata la sconfitta contro il Portogallo di ieri sera, però, ad aver riacceso le preoccupazioni degli spettatori polacchi. Il gioco offensivo resta ancora troppo lento e prevedibile, illuminato solo a tratti più da spunti dei talentuosi singoli della squadra, e la difesa lascia buchi evidenti sia centralmente che sugli esterni, non aiutata ieri dalla scelta inspiegabile del poco costante Fabiański tra i pali al posto di Szczęsny, finora protagonista di una buona stagione con la Juventus. Insomma, la situazione della Polonia non sembra essere al momento così distante dalla nostra: una squadra reduce da un cambio di panchina successivo a una profonda delusione, un progetto ancora in evidente fase di costruzione e la necessità di trovare una vittoria in grado di offrire qualche sicurezza in più. E proprio quest’ultimo fattore potrebbe essere quello decisivo per portare Brzęczek a fare drastici cambiamenti proprio in vista della partita con gli Azzurri. Una sfida che sarà, a tutti gli effetti, uno spareggio per la retrocessione nella Lega B. E, probabilmente, per dare la svolta al proprio, nuovo progetto.

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Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.