Pure la Samp ha capito come battere l’Atalanta. E se Gasperini non cambia registro…

Vuoi scrivere di Atalanta-Sampdoria? Compito semplice semplice. Prendi i pezzi riguardanti Atalanta-Cagliari e Atalanta-Torino di quest’anno e aggiusta nel commento relativo alla squadra ospite solo se ha segnato o meno. Perché stai pur certo che l’Atalanta non ha timbrato il cartellino in zona gol.

Questa la sintesi della partita valevole per l’8/a giornata di Serie A 2018/2019 che hanno visto i blucerchiati svolgere il compitino e sbancare lo stadio di Bergamo con il minimo sforzo, 1-0 gol di Tonelli con un preciso colpo di testa su calcio d’angolo al 79′. La formazione di Giampaolo ha applicato alla lettera le tre regole auree che ogni squadra dotata di un minimo barlume tecnico-tattico deve eseguire per essere sicura di uscirsene quantomeno indenne contro quest’Atalanta, bruttissima copia di quella che ha incantato l’Italia e l’Europa fino a pochi mesi fa. E sono: 1) confidare pienamente nella mancanza di concretezza e di cattiveria (e di fortuna, vedi palo di Zapata) degli avanti atalantini; 2) realizzare un’opportuna densità di uomini quando si è nella fase di non possesso nella propria trequarti difensiva, in maniera da impedire qualsiasi iniziativa sugli esterni; 3) sfruttare al massimo le occasioni che fisiologicamente – ahi, questo avverbio che ritorna proprio con la Samp di Osti – l’Atalanta è destinata a concederti. Il calcio è un gioco semplice, Giampaolo ha applicato alla lettera tali regole e si è portato a casa i 3 punti.

Il calcio è un gioco semplice, dicevamo, ma a renderlo semplice sono i protagonisti. Se un allenatore si accorge che la sua tattica è stata capita dai propri avversari, dovrebbe smettere di insistere con lo stesso spartito e cambiare registro. Invece Gasperini insiste con questo 3-4-1-2. E insiste sapendo benissimo che i vari Gosens, Castagne, Hateboer (Reca non nominato perché praticamente mai utilizzato) non valgono un quarto di Spinazzola e Conti che creavano superiorità numerica ed erano letali in attacco con assist e gol. E insiste sapendo benissimo che per un motivo o per l’altro sia Gómez che Iličič stanno rendendo al 5-10% delle loro effettive potenzialità. Quindi, se al momento non hai quel quid in più che ti permette di scardinare la tua prevedibilità di gioco, l’unica alternativa è provare a giocare diversamente per sorprendere gli avversari. Unico, umilissimo consiglio che vogliamo dare a Gasperini. Il quale – a scanso di equivoci – è una pietra miliare della storia dell’Atalanta. Ma – sempre a scanso di equivoci – è giusto ricordare che la sola riconoscenza non basta per fare punti in classifica. E per salvarti.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.