Ospina, il portiere di riserva che vuole blindare la porta del Napoli

Nell’estate del Napoli, uno dei grandi addii è stato quello di Reina. Lo spagnolo, oltre che per le sue capacità tecniche, era riuscito a entrare nel cuore dei tifosi azzurri grazie alla sua allegria, al suo ruolo di guida nello spogliatoio e al suo stile di vita a contatto con il caldo mondo partenopeo. Il presidente De Laurentiis, quindi, si è ritrovato a dover rimpiazzare un pezzo pesante del mosaico e, addirittura, ha acquistato tre nuovi portieri: Meret, Karnezis e Ospina.

Fra i tre neo arrivati, i primi due sono stati acquistati dall’Udinese e rappresentano uno il futuro e l’altro l’esperienza in caso di necessità. Sfortuna ha voluto che il promettente giovane ex SPAL si sia infortunato dopo pochi giorni dal suo approdo a Castel Volturno. Così, l’emergenza portieri si è prontamente ripresentata dalle parti del Vesuvio e l’acquisto di un altro elemento di caratura è diventato necessario. In questo modo dall’Arsenal è potuto sbarcare David Ospina, giunto a Napoli dopo che i Gunners si sono aggiudicati il tedesco Leno, precedentemente nel mirino anche di De Laurentiis. Così, il ruolo di Ospina all’interno della rosa a disposizione di Ancelotti doveva essere quello di portiere titolare fino al recupero della migliore condizione del vero numero 1: Meret.

Questa prospettiva iniziale è quella che è stata seguita fino a oggi. Ospina gioca titolare, eccezion fatta per due partite in cui Ancelotti ha scelto Karnezis, e Meret continua nel recupero. Probabilmente, nell’immaginario di molti tifosi partenopei, il colombiano altro non è che un tappo, in attesa che il foro da chiudere si rimargini, per poi rimettere il tappo in tasca. Chi ha stilato questo programma, però, si è dimenticato di considerare un fattore rilevante e spesso decisivo che spesso si presenta a Napoli: l’affetto dei napoletani.

Nonostante i numerosi gol subiti fin qua, Napoli e i napoletani stanno lentamente scoprendo i pregi tecnici del  colombiano, che, arrivato a 30 anni, deteneva già un certo tipo di curriculum. Infatti, dopo i successi nel campionato di casa, Ospina è approdato in Europa sulle coste francesi di Nizza. Dopo sei stagioni sulla Côte d’Azur, David ha fatto il grande salto ed è approdato all’Arsenal, dove nel 2015 si è alternato nel ruolo di titolare con Szczęsny. Non solo: sempre nel 2015, per le sue convincenti prestazioni, egli è stato inserito nella lista dei 60 candidati per il Pallone d’Oro. Infine, la sua carta d’identità è completata dalle oltre 90 presenze con la nazionale della Colombia, di cui è il titolare inamovibile da più di 10 anni.

Dopo la partita vinta contro il Liverpool, l’entusiasmo che si è profuso dal capoluogo campano ha investito anche Ospina. I due interventi in uscita su Mané e su Salah si sono rivelati decisivi, in una partita in cui, per il resto, il compito del colombiano si è limitato alla normale amministrazione. È in questo momento che si inserisce l’affetto della città e del San Paolo. Lo stesso Ospina, per tramite di suo padre Hernan, ha espresso la sua contentezza per essere a Napoli e la sua speranza di potervi rimanere a lungo. La formula dell’accordo con l’Arsenal prevede il prestito con diritto di riscatto, che, se i tifosi partenopei spingeranno, difficilmente potrà non essere intrapreso.

Sicuramente, il fiore dell’amore fra Ospina e Napoli non è ancora pienamente sbocciato e perché questo accada sarà indispensabile che le prestazioni di David prendano un ulteriore slancio. Nel frattempo, però, qualche germoglio è già nato, perché ai piedi del Vesuvio, dove fioriscono le ginestre leopardiane, già si spera in una permanenza del numero 25. In attesa del recupero di Meret, che dovrebbe restare fermo ancora per un mese, Ospina continuerà a puntare verso il cuore dei tifosi partenopei, con la possibilità, non più tanto remota, che il portiere arrivato per fare la riserva possa difendere la porta azzurra fino al termine della stagione.

Condividi
Provinciale di nascita, ma cittadino del mondo. Innamorato dello sport, ma soprattutto del calcio e della Formula 1. Impazzisce per le montagne da scalare, i palloni da calciare e i fogli e le penne per scrivere.