Milan-Olympiakos 3-1: Gattuso osa, rischia e la vince

Il mese di ottobre può essere fondamentale per il Milan, che giocherà tutte le partite a San Siro, con l’unica trasferta che sarà solo formale, essendo prevista in occasione del derby con l’Inter, per cui era importante partire bene, anche in Europa League: il girone non è facile come lo scorso anno, pertanto quella con l’Olympiakos era una gara da non fallire per provare, in prospettiva, a ipotecare la qualificazione già dopo le prime tre o quattro partite per poi concentrarsi, fino a febbraio, solo sul campionato.

La contesa con i greci si era messa tutt’altro che bene, con gli avversari passati in vantaggio dopo una decina di minuti grazie a Guerrero: un errore collettivo costa caro ai rossoneri, se consideriamo che Suso e Calabria hanno impostato male la fase di pressing e che Romagnoli e Zapata potevano fare qualcosa in più per evitare che il centravanti spagnolo impattasse così bene il pallone tanto da renderlo imparabile.

Dalla panchina, però, Gattuso è riuscito a pescare le carte giuste per cambiare l’inerzia della partita, considerando che i suoi uomini, a parte un guizzo di Higuaín, ben poco avevano fatto per provare quanto meno a pareggiare: a inizio ripresa sono risultati determinanti gli ingressi di Çalhanoğlu e Cutrone che hanno rimodulato il Milan su un offensivo 4-2-4 col turco e Suso sugli esterni e con i soli Bakayoko e Biglia in mezzo al campo.

Una scelta coraggiosa, che alla fine ha premiato i rossoneri, capaci di ribaltarla e chiuderla sul 3-1 in meno di dieci minuti, ma anche molto rischiosa: la compagine milanista ha di fatto prestato il fianco al palleggio dei greci che, forti di un uomo in più a centrocampo, fino al 70′ sono riusciti a tenere testa agli avversari e a gestire molto bene il pallone tanto da riuscire a imporre il proprio gioco nonostante la partita la dovessero fare i meneghini.

Questa volta è andata bene, qualora l’Olympiakos avesse retto per tutti i novanta minuti magari staremo a parlare di altro e a mettere Gattuso sulla graticola per questa scelta che sarebbe potuta essere insensata o addirittura lesiva; oggi però siamo qui a elogiarlo: il cammino per tornare “grandi” è ancora lungo ma anche in queste piccole cose si può trovare qualcosa di estremamente positivo che non può che far bene a un ambiente che necessita innanzitutto di fiducia.

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Apprezza ogni tipo di sport, anche se il suo vero amore è il calcio, di cui è appassionato. Tifa Milan ed è un fantacalcista convinto, cercando sempre di trovare il bicchiere mezzo pieno.