Nella tana dei “contadini” non sarà una scampagnata: Inter, occhio alla trappola PSV

Reduce da un esordio da favola in Champions League, con il Tottenham rimontato a San Siro nel finale dalle reti di Icardi e Vecino quando la qualificazione sembrava già compromessa alla prima giornata, l’Inter di Luciano Spalletti fa tappa ad  Eindhoven in casa del PSV, compagine che una volta spaventava l’Europa ma che come tutto il movimento calcistico olandese nell’ultimo decennio ha subito un brusco ridimensionamento.

Tanto l’entusiasmo tra le fila meneghine, ma Spalletti dovrà essere bravo a tenere alzate al massimo le antenne dei suoi calciatori, perchè come vedremo il Philiphs Stadion di Eindhoven potrebbe facilmente trasformarsi in un campo minato dove senza la “testa giusta” i meneghini rischiano di perdere punti fondamentali in ottica passaggio del turno.

Il club Campione d’Olanda ha registrato in estate un avvicendamento in panchina non indifferente: dopo 3 Campionati messi in bacheca in 5 anni, infatti, Philip Cocu ha salutato i Boerens (i contadini, in virtù delle origini “di campagna” del club di Eindhoven) accasandosi al Fenerbahçe, con la dirigenza del PSV Eindhoven che ha optato per un’altra vecchia gloria locale, Marc van Bommel.  Prima esperienza “vera” da allenatore per l’ex-mediano di PSV, Barcellona, Bayern Monaco e Milan, che in prima di prendere il posto di Cocu ha allenato le giovanili dei biancorossi, accumulando esperienza in panchina come secondo di van Marwijk, sulle panchine dell’Arabia Saudita prima e dell’Australia poi.

Il primo impatto con la prima squadra, per van Bommel, non è stato affatto male: primo in classifica con sette vittorie in altrettanti incontri, il club Campione d’Olanda si è dovuto arrendere al Feyenoord dal dischetto in Supercoppa dopo aver  meglio impressionato sul profilo del gioco, mentre in Eredivisie non si può non citare il 3-0 rifilato all’Ajax di ten Hag non più tardi di una decina di giorni fa. Con un evidente voglia di emergere, van Bommel è riuscito in poco tempo a disegnare una squadra dall’intensità di gioco europea, poco avvezza al fraseggio e molto di più alla ricerca immediata del pressing volto al recupero del pallone e alla transizione offensiva in verticale.

Nel 4-3-3 di van Bommel in porta trova spazio Joroen Zoet, 27enne estremo difensore locale più volte vicino a salutare la compagine biancorossa anche quest’estate, ma in finale rimasto alla corte di van Bommel per la gioia della tifoseria Boeren, che può fregiarsi dei servigi di un portiere ben più che affidabile. Persi Santiago Arias (accostato anche al Napoli in estate) volato all’Atlético de Madrid e Joshua Brenet (Hoffenheim per lui), il PSV Eindhoven non si è fatto trovare impreparato e con poco meno di una dozzina di milioni si è portato a casa i due migliori terzini d’Olanda tra quelli in circolazione: Angeliño e Dumfries. Scuola Manchester City, il primo è un 21 terzino dalla spinta forsennata, messosi in evidenza nella scorsa stagione quando con il NAC Breda mise a referto in un club non di prima fascia in Olanda 3 reti e 6 assist in regular-season, conquistando l’Eredivisie per la sua corsa infinita e un sinistro tutto da gustare. Sul binario difensivo opposto spazio a Denzel Dumfries, 22enne terzino destro arrivato in estate dall’Heerenveen, che la rete nella scorsa stagione l’ha trovata addirittura 8 volte, aggiungendo al proprio fatturato offensivo anche 3 assist. Due terzini del genere assomigliano molto a delle ali mancate, e paradossalmente questo potrebbe in certe fasi della gara giovare all’Inter; nella stessa maniera, Viergever e Schwaab costituiscono una coppia di centrali affiatata ma non imperforabile, mentre dietro ai due titolari troviamo anche l’ex meteora nerazzurra Trent Sainsbury, accasatosi in estate al PSV Eindhoven.

In mezzo al campo il pericolo pubblico numero uno, per i nerazzurri, sarà senza dubbio l’uruguaiano Gastón Pereiro; chiamato alla stagione della consacrazione, l’interno di centrocampo del PSV Eindhoven sta letteralmente trascinando i ragazzi di van Bommel come testimoniano i 5 gol in Campionato (11 l’anno scorso a fine stagione) racimolati fino ad ora, e in generale la continuità che il giovane sudamericano sta trovando nella stagione in corso e che lo stanno incoronando a uno dei leader tecnici della compagine Campione d’Olanda. Letale su calcio di punizione, così come nei propri inserimenti, Pereiro si candida al ruolo di vera e propria spina nel fianco per l’Inter, mentre l’anello debole della mediana dei padroni di casa rischia di rivelarsi Jerrit Hendrix: pur talentuoso, il regista dei biancorossi ha dato l’impressione nella gara di Borisov e in quella del Nou Camp di non avere (ancora?) la maturità, velocità di esecuzione e l’intensità richieste dalle competizioni europee, e se pressato dalla mediana nerazzurra potrebbe risentirne con conseguenze sull’intera manovra biancorossa. Completa il trio di centrocampo Pablo Rosario, giovane promosso in prima squadra in estate nel quale van Bommel ha dimostrato di avere molta fiducia, che con le sue doti fisiche ed atletiche il mediano dei Paesi Bassi sta prontamente ricambiando. Nota a margine per Erick Gutiérrez, giovane e assai promettente centrocampista messicano che van Bommel sta scoprendo solamente ora, e che quindi potrebbe non trovare spazio contro l’Inter, almeno dal primo minuto.

In avanti la stellina del PSV Eindhoven, per distacco, è Hirving Lozano, detto “El Chucky”. Rapido nel dribbling e mortifero nelle conclusioni, la giovane punta messicana è reduce da un’ottima stagione d’esordio in Europa (17 gol e 11 assist nella scorsa Eredivisie) e si è ritagliato una bella pagina in copertina durante gli scorsi Mondiali di Russia con il gol che ha affondato la Germania all’esordio nella manifestazione iridata. Velocità di gambe e di testa fanno di Lozano un prospetto di calciatore molto interessante, cui forse manca ancora un pizzico di freddezza per consacrarsi ai più alti livelli ma a cui l’Inter farà bene a concedere meno spazio possibile. Compagno di scorribande offensive di Lozano è Steven Bergwijn, altro talento indigeno la cui maturazione si sta completando in maniera esponenziale nella stagione in corso permettendogli di prendersi con decisione i galloni da titolare indiscusso formando con Lozano una coppia di funamboli mica male, mentre al centro dell’attacco trova posto l’esperto Luuk de Jong: reduce da una stagione tutt’altro che entusiasmante, il centravanti del PSV Eindhoven non è forse all’altezza dei suoi due compagni di reparto, ma a valle di un sistema di gioco capace di refertare 26 reti in 7 incontri ufficiali di Campionato saprà sicuramente trovare il modo di rendersi pericoloso.

L’entusiasmo per il “ritorno” della Champions League ad Eindhoven, unito a una squadra farcita di più di una buona individualità e un manico (van Bommel) intrigante, rendono il PSV una squadra cui va fatta sicuramente molta attenzione. Il fervore post-Tottenham, e l’idea che i Boerens possano rappresentare la “squadra materasso” del girone sono i rischi ulteriori che i nerazzurri debbono obbligatoriamente evitare ma questo, ne siamo certi, è un’eventualità che Spalletti troverà il modo di evitare.

Questo il probabile undici che si troveranno a dover fronteggiare i nerazzurri.
PSV Eindhoven (4-3-3): Zoet; Dumfries, Viergever, Schwaab, Angeliño; Pereiro, Hendrix, Rosario; Bergwijn, de Jong, Lozano. All.: van Bommel.

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Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.