SBK che Passione – Rea, colpevole di successo

Alla fine sul circuito di Magny-Cours (Francia), è accaduto quello che tutti si immaginavano alla vigilia. Infilando la quinta doppietta stagionale, la quarta consecutiva, Jonathan Rea su Kawasaki ha fatto poker, portandosi a casa la quarta corona iridata di fila nel Mondiale SBK. Due gare condotte in puro stile Rea. Vale a dire partenza strabiliante, un po’ di lotta con i vari “paggetti” della situazione, il compagno di marca Sykes in gara-1 e Chaz Davies su Ducati in gara-2 (entrambi poi giunti secondi), la fuga decisiva e il meritato trionfo.

Un titolo che colloca di diritto il nordirlandese nell’Olimpo dei giganti delle Derivate di Serie, assieme a King Carl Fogarty e a Troy Bayliss. Eppure i vertici della DORNA, l’associazione che regola il Mondiale SBK (oltre a quello della MotoGP) non hanno certo fatto i salti di gioia. Motivo? Il dominio di Johnny Rea toglie interessi – e spettatori – al Mondiale. Hanno provato di tutto per mettere i bastoni tra le ruote del nordirlandese depotenziando il propulsore della Kawasaki e introducendo la griglia di partenza invertita in gara-2 per le prime nove posizioni di gara-1. Niente, Rea se ne è fatto un baffo e ha continuato a stravincere.

Ora, il problema della perdita di interesse in SBK c’è ed è evidente. In Italia, ad esempio, è notizia di questi giorni che Mediaset non ha rinnovato i diritti per la trasmissione del Mondiale. Il problema è che forse in DORNA hanno aspettato a lungo il Godot Valentino Rossi. Tutti speravano che prima o poi il Dottore si sarebbe fatto un giro con le Derivate di Serie, ma è un auspicio che è destinato a rimanere deluso. Come fare quindi per ottenere un’inversione di tendenza? La bacchetta magica non la ha nessuno, però magari ritornare alle 2 gare domenicali, restituendo dignità alla Superpole del sabato e l’eliminazione dell’elettronica spinta potrebbero essere già due buone basi di partenza dalle quali ripartire.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.