La Juve si sveglia tardi, Ronaldo la salva nel finale: piegato un coriaceo Frosinone

Cinque su cinque. Come da pronostico, la Juventus espugna il Benito Stirpe di Frosinone, e archivia il quinto impegno del proprio Campionato incamerando l’ennesimo successo; in Ciociaria, però, il compito della banda Allegri si rivela ben più complicato del previsto, con il 2-0 finale in favore degli ospiti che matura nel finale grazie ai centri di Cristiano Ronaldo e Bernardeschi.

A Frosinone atterra una Juventus che nel primo tempo, forte della dimostrazione di forza in terra spagnola e in funzione anche delle difficoltà dei ciociari di Moreno Longo, interpreta la gara senza la giusta intensità, quasi con la convinzione che il gol “prima o poi” sarebbe arrivato; se alla poca verve dei bianconeri si aggiunge che i meccanismi offensivi dei bianconeri nel tridente Dybala-Ronaldo-Mandžukić non sembrano ancora rodati a sufficienza, e che l’esperimento di Pjanić di nuovo nel ruolo di mezz’ala convince Allegri per venti minuti scarsi, il poco convincente primo tempo degli ospiti è presto spiegato. Al Frosinone di Moreno Longo basta blindare con un 5-3-2  la propria area di rigore, con Zampano e Molinaro che con la propria puntualità e attenzione permettono al terzetto di centrali gialloblù di stringere la morsa su Ronaldo e Mandžukić su cui vincono la quasi totalità dei contrasti aerei ad eccezione concessa in apertura a Ronaldo, facendo nel complesso un figurone.

Nell’intervallo la strigliata di Allegri ai suoi ragazzi deve essere di quelle poderose, della serie dell’urlaccio di un Carpi-Juve di qualche anno fa per intenderci, perché dagli spogliatoi esce un’altra Juventus; se non per qualità della manovra, per determinazione, perché il secondo tempo diventa presto un assedio continuo agli ultimi sedici metri frusinati, con i locali ora costretti a dannarsi parecchio di più l’anima per evitare alla Juventus di sfondare dalle parti di Sportiello. Galvanizzati da un primo tempo privo di grandi sofferenze, i ragazzi di Longo mettono sul prato verde dello Stirpe cuore, sudore e abnegazione tenendo intatto lo 0-0 di partenza per quasi tutta la ripresa, ma con il passare dei minuti la pressione ospite si fa così vicina alla porta difesa da Sportiello da tramutarsi nel vantaggio bianconero: all’83′ un tiro rimpallato di Bernardeschi genera una falla nella terza linea ospite, con i locali che murano anche il tentativo da ottima posizione di Pjanić ma la sfera termina sui piedi di Cristiano Ronaldo, spietato nel trafiggere Sportiello decidendo la contesa dello Stirpe. Di Bernardeschi in contropiede, sul gong, il definitivo 0-2.

Al fischio finale, la Juve festeggia un successo meritato solamente alla luce di un secondo tempo passato interamente nei pressi della porta di Sportiello, ma che come già accaduto in precedenza in questo avvio di Campionato non potrà soddisfare del tutto Massimiliano Allegri. Se sulla fluidità della manovra e dei rinnovati meccanismi e interpreti della fase offensiva è lecito che ai bianconeri possa servire del rodaggio aggiuntivo, con la storia juventina di Allegri che è solita arrivare a vedere la propria squadra girare al meglio nella seconda parte di stagione, ciò che potrebbe dare da riflettere al tecnico livornese è l’atteggiamento messo in campo dai suoi ragazzi nel molle primo tempo. Come già anticipato a valle del faticato successo di Verona, con una concorrenza che al momento fatica a convincere con continuità il rischio, per Massimiliano Allegri, è quello di ritrovarsi la serpe in seno:  che l’anti-Juventus, cioè, sia proprio la Juventus.

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Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.