Pochi ma buoni

Pochi ma buoni. Sembra questa la mentalità con cui la dirigenza del Milan, quest’estate, è intervenuta sul proprio parco attaccanti, liberandosi contemporaneamente di Bacca, Kalinić e André Silva, prelevando Higuaín dalla Juve e confermando al contempo il giovane Cutrone. Il croato dell’Atlético Madrid e il portoghese attualmente in forza al Siviglia erano stati acquistati da Fassone e Mirabelli per una cifra totale di 63 milioni (25+38), mentre il Pipita è valso un esborso di 55 milioni. In questo caso, ci verrebbe da dire, non vale la politica del “two is meglio che one”: l’argentino garantisce gol a grappoli, mentre Kalinić e André Silva, nello scorso campionato, hanno raggranellato un misero bottino di 8 reti in due.

In via Aldo Rossi hanno preferito puntare forte su Cutrone, il miglior centravanti dei rossoneri nella scorsa stagione, affidandogli il ruolo in esclusiva di vice-Higuaín. Il classe 1998, nello scorso campionato, ha raggiunto la doppia cifra nonostante la continua rotazione nel ruolo di attaccante centrale, dove in tre giocatori si sono contesi la maglia da titolare per tutto l’arco della stagione, senza una vera e propria gerarchia. Gerarchia che appare netta quest’anno, con Patrick costretto a vivere nell’ombra del campione argentino ma con un minutaggio più alto in vista: se Higuaín sarà sicuramente la punta titolare del Milan in campionato, Cutrone partirà dall’inizio, molto probabilmente, sia in Coppa Italia che in Europa League, oltre a essere la prima (e unica) scelta di Gattuso per dare maggiore peso all’attacco a partita in corso, nelle gare in cui i rossoneri avranno disperato bisogno di trovare la via del gol. Si tratta di un investimento forte in termini di fiducia da parte della società rossonera nei confronti del nazionale Under 21 che, grazie alla sua grinta e ai suoi gol, sta diventando un punto fermo della squadra di Gattuso, anche se spesso non presente nell’11 titolare (potrebbe essere il nuovo “uomo della provvidenza“, sulle orme di Massaro e Ganz o, più recentemente, Tomasson).

Il fatto che non sia arrivato un altro attaccante a Milanello toglie pressione e conferisce importanza a Cutrone, come abbiamo appena sottolineato, ma potrebbe essere un problema per Gattuso. Il lieve infortunio riportato dal giovane centravanti con l’Under 21 evidenzia una falla nella rosa rossonera: due attaccanti per tre competizioni sono pochi, molto pochi, probabilmente troppo pochi. Contro il Cagliari Higuaín sarà l’unico terminale a disposizione del tecnico calabrese e, anche se fosse in totale giornata-no, non avrebbe un sostituto. La stagione è lunga e c’è il rischio di spremere eccessivamente il Pipita; inoltre, nel malaugurato caso in cui entrambi gli attaccanti dovessero essere indisponibili, il Milan dovrebbe scendere in campo con una formazione forzatamente raffazzonata. L’unico giocatore che potrebbe ricoprire quel ruolo sarebbe Borini, le cui caratteristiche sono però ben altre (immaginiamo che Gattuso lo veda più come terzino di spinta piuttosto che boa in avanti o famelico uomo d’area di rigore). Potrebbe essere proposto Suso da falso nueve ma, se andiamo indietro di un anno (10 settembre 2017) ci imbattiamo in una delle poche partite in cui lo spagnolo ha giocato in posizione centrale, anche se in quel caso a supporto dell’attaccante (ruolo che comunque dovrebbe essergli più congeniale rispetto al ruolo di centravanti): il risultato? Suso ha vagato per il campo senza trovare mai la posizione, costantemente spalle alla porta ed è stato completamente annullato dalla difesa biancoceleste.

Se negli altri ruoli Leonardo ha fornito a Gattuso alternative importanti, in attacco la coperta è molto corta e questo potrebbe rivelarsi un limite pericoloso. Certo, le cessioni di Bacca, Kalinić e André Silva sono state importanti per raggranellare un cospicuo tesoretto (sia in termini di cartellini che di ingaggi) per fare mercato ma la sensazione è che un altro attaccante sarebbe servito, anche se di seconda o terza fascia, bastava che fosse uno del mestiere. La storia però, spesso, insegna: anche l’anno scorso il Milan era partito con due punte in rosa e poi ha scoperto Cutrone, capace di farsi spazio a suon di gol dalla Primavera. I rossoneri, in questi anni di vacche magre, hanno commesso molti errori ma sono anche stati capaci di fare di necessità virtù: dal vivaio sono usciti giocatori come Donnarumma e Calabria e quindi, in caso di contemporanea assenza dei due bomber, potrebbe essere pescato dal settore giovanile un nuovo Cutrone; nei giorni in cui tutti dibattono sull’impiego dei giovani italiani in Serie A, questa sembra essere una prospettiva comunque intrigante.

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Nasce nel 1987 a Udine, gioca a calcio da quando ha 6 anni. Laureato in Relazioni Pubbliche e Comunicazione Integrata per le Imprese e le Organizzazioni.